Conclave, i tormenti dei cattolici tedeschi: base progressista, fedeli in fuga e rischio scisma
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – “Qui sto. Non posso fare altrimenti”. Davanti alla Dieta di Worms, Martin Lutero rifiutò cinque secoli fa di abiurare dalle sue tesi e mise in moto una delle più dolorose rotture della storia dei Cristianesimo: la Riforma protestante. Quelle parole stanno tornando in mente a tanti credenti in vista della scelta del possibile successore di Francesco. Perché solo un paio di anni fa il dirompente percorso del cammino sinodale in Germania aveva rievocato il fantasma dello scisma.
Sull’onda degli enormi scandali degli abusi sessuali che avevano travolto alcune delle principali diocesi, il Synodaler Weg, l’assemblea di prelati, vescovi e laici tedeschi, chiese di abolire il celibato dei preti, di concedere alle donne l’accesso ai ministeri ordinati, di non discriminare i diversi e di limitare il potere clericale. E accese uno scontro feroce con una parte della Curia. Irritando in parte Francesco, anche se il pontefic…
BERLINO – “Qui sto. Non posso fare altrimenti”. Davanti alla Dieta di Worms, Martin Lutero rifiutò cinque secoli fa di abiurare dalle sue tesi e mise in moto una delle più dolorose rotture della storia dei Cristianesimo: la Riforma protestante. Quelle parole stanno tornando in mente a tanti credenti in vista della scelta del possibile successore di Francesco. Perché solo un paio di anni fa il dirompente percorso del cammino sinodale in Germania aveva rievocato il fantasma dello scisma.
Sull’onda degli enormi scandali degli abusi sessuali che avevano travolto alcune delle principali diocesi, il Synodaler Weg, l’assemblea di prelati, vescovi e laici tedeschi, chiese di abolire il celibato dei preti, di concedere alle donne l’accesso ai ministeri ordinati, di non discriminare i diversi e di limitare il potere clericale. E accese uno scontro feroce con una parte della Curia. Irritando in parte Francesco, anche se il pontefice ne aveva accolto alcune istanze e apprezzato la spinta alle riforme. Quell’anelito al cambiamento dalla terra di Lutero sollevò anche le vibranti proteste di 74 cardinali polacchi e americani ultraconservatori che formularono una “preoccupazione crescente” per la traiettoria tedesca. Lo scisma, in realtà, lo evocarono loro.
L’emorragia di fedeli
L’orientamento del prossimo pontefice, per un Paese terremotato dagli scandali degli abusi e che ha subito una mostruosa emorragia di fedeli - 1,2 milioni di tedeschi si sono sbattezzati soltanto negli ultimi tre anni - sarà insomma fondamentale per tenere a bada “l’impazienza” dei fedeli e la spinta al rinnovamento che Hiltrud Schoenheit sente nelle parrocchie. Ma sul rischio di una rottura vera e propria la presidente del Consiglio dei cattolici di Monaco sdrammatizza.
Se il prossimo pontefice farà marcia indietro sule aperture concesse da Francesco “non credo che ci sia il rischio di scisma”, ragiona. Però se arriverà un pontefice ultraconservatore che deluda le aspettative dei tedeschi interrompendo il dialogo sinodale che era stato, per i tedeschi, anche una lezione tratta dagli scandali degli abusi, “vedo il rischio di un’altra emorragia di fedeli”. E in Germania non è un dettaglio: l’imposta ecclesiastica è alta e l’uscita dalla Chiesa di tanti fedeli si è già tradotta in un buco finanziario considerevole.
La presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi Zdk, Irme Stetter-Karp, ha sottolineato nei giorni scorsi che Bergoglio “ha aperto le porte a cambiamenti” e messo in moto un meccanismo “che non si è ancora trasformato in un cambiamento del Vaticano”. Il sinodo mondiale “ha mandato dei segnali chiari e ha rivolto lo sguardo in avanti. Ora devono seguire i fatti”.
I tre cardinali tedeschi
Il paradosso è che due dei tre cardinali che siederanno nel Conclave, Rainer Maria Woelki e Gerhard Ludwig Mueller, non sono espressione di quella parte preponderante della Chiesa tedesca che ha preteso in questi anni un ammodernamento della dottrina. Anzi, entrambi hanno avanzato critiche da destra a Francesco e si sono scagliati contro il cammino sinodale. Sono ultraconservatori che vengono oltretutto dalle città degli scandali di violenze sessuali e pedofilia più gravi che hanno travolto una delle più facoltose Chiese del mondo: Colonia e Ratisbona. Il terzo cardinale che parteciperà all’elezione del prossimo Papa, Reinhard Marx, non è un conservatore, e ha sempre tentato un difficile funambolismo tra le spinte dei fedeli tedeschi e le resistenze di Roma.
E poi c’è l’eredità del “Papa degli ultimi”. E Stephan Reichel, presidente di “Matteo”, l’associazione che aiuta i migranti grazie all’asilo delle chiese cattoliche e protestanti, piange un pontefice “eccezionale” che “ha sempre smascherato l’ipocrisia della Cdu/Csu, che di “cristiano” non ha più nulla. “Tanti prelati - rivela - hanno stracciato la tessera del partito”. E sono indignati per una recente dichiarazione della neo presidente del Bundestag, Julia Kloeckner (Cdu), che ha invitato i cattolici a parlare solo dei “loro” temi. “Cioè di aborto, non di migranti. Assurdo”, commenta Reichel. Soprattutto in Germania, dove le associazioni di entrambe le confessioni hanno sempre difeso a spada tratta i diritti dei migranti.