WASHINGTON – Elon Musk esce parzialmente di scena, ma milioni di americani non avranno molto da gioire. Al suo posto ci sarà un Musk meno impulsivo, più spietato e molto ascoltato da Trump: Russell Vought. Direttore dell’ufficio budget, 49 anni, ideologo di Project 2025 - il piano per la transizione autoritaria del governo - Vought è considerato dai media il vero regista dei tagli federali, l’ispiratore della cancellazione dell’agenzia Usaid per la cooperazione internazionale e di quella a tutela dei consumatori, nata dopo la crisi finanziaria del 2008.
In un documento di 104 pagine Vought aveva spiegato il suo piano di eliminazione della burocrazia, considerata «ingombrante, inutile e dispendiosa». Il presidente Trump, sosteneva, «non deve incontrare ostacoli nella sua azione». E tra gli ostacoli ci sarebbe anche il Congresso. Tra gli obiettivi di Vought ci sono tagli per novemila miliardi di dollari, più del quadruplo di quelli annunciati da Musk. Vought è stato il suo alleato …
WASHINGTON – Elon Musk esce parzialmente di scena, ma milioni di americani non avranno molto da gioire. Al suo posto ci sarà un Musk meno impulsivo, più spietato e molto ascoltato da Trump: Russell Vought. Direttore dell’ufficio budget, 49 anni, ideologo di Project 2025 - il piano per la transizione autoritaria del governo - Vought è considerato dai media il vero regista dei tagli federali, l’ispiratore della cancellazione dell’agenzia Usaid per la cooperazione internazionale e di quella a tutela dei consumatori, nata dopo la crisi finanziaria del 2008.
In un documento di 104 pagine Vought aveva spiegato il suo piano di eliminazione della burocrazia, considerata «ingombrante, inutile e dispendiosa». Il presidente Trump, sosteneva, «non deve incontrare ostacoli nella sua azione». E tra gli ostacoli ci sarebbe anche il Congresso. Tra gli obiettivi di Vought ci sono tagli per novemila miliardi di dollari, più del quadruplo di quelli annunciati da Musk. Vought è stato il suo alleato silenzioso per mesi, ma anche l’eminenza grigia pronta a prendere in mano le redini del Doge, il dipartimento per l’efficienza governativa guidato da Musk. Punterà al taglio dell’assistenza ai poveri, a cui chiederà di mettersi a lavorare se vogliono un aiuto, metterà mano ai prestiti studenteschi e licenzierà altre migliaia di dipendenti federali.
Fuori Musk, lo scontro con una parte dell’America continuerà . Solo che non ci sarà il volto di Elon da offrire al Paese. Il capo di X, Tesla e SpaceX esce un po’ sconfitto: avrebbe dovuto lavorare con il presidente per 130 giorni e rimettere a posto i conti federali, ma ha prodotto tagli per soli 150 miliardi, e presentato documenti considerati dall’opposizione confusi e con numeri riportati in modo grossolano. Nel frattempo migliaia di dipendenti pubblici sono stati licenziati, milioni di americani sono scesi in piazza per attaccare lui e Trump, mentre le concessionarie Tesla vengono presidiate dalla polizia come fossero edifici governativi. In più ha avuto problemi con alcuni ministri, in primis quello del Tesoro Bennett col quale giovedì scorso - riferisce Axios - è quasi venuto alle mani.
«Probabilmente a partire da maggio - ha annunciato in una call con gli analisti finanziari - il mio tempo al Doge calerà in modo significativo». Musk ha spiegato che passerà «uno o due giorni alla settimana» a Washington. E il suo impegno potrebbe terminare a fine giugno.
Nel descriverne la parabola, The Atlantic sostiene che «spararsi su un piede e pensare di vincere la maratona resta un’impresa molto difficile». Musk ci ha provato lo stesso: si è vantato dei licenziamenti di massa, su X ha bullizzato veterani, pensionati, disabili, sostenuto movimenti neonazi in Europa, fatto campagna per un candidato giudice in Wisconsin poi uscito sconfitto in modo netto. Secondo un sondaggio di Cnbc, un americano su due non lo voleva più tra i piedi. Nel frattempo Tesla era crollata a Wall Street, l’utile netto nel primo trimestre 2025 è sceso del 71% rispetto a un anno fa. Messo sotto pressione dagli azionisti, e poco amato da buona parte del governo, Musk ha annunciato il passo indietro. Forse ha deciso da solo. O forse una mano sulla spalla gliel’ha messa il suo silenzioso alleato, Vought.