Tra nave radar e Eurofighter, il “cupolone” protettivo nei cieli del Lazio per i funerali del Papa
di Gianluca Di FeoUn doppio schermo antiaereo sull’intera Italia centrale. Per garantire la sicurezza dei funerali di Papa Francesco e l’afflusso record di capi di Stato nella Capitale si sta mettendo a punto un piano che prevede il contributo delle forze armate. Il coordinamento è affidato al Covi, il Comando operativo di vertice interforze guidato dal generale Giovanni Iannucci, e nella centrale di Centocelle si lavora senza sosta per prevenire ogni emergenza.
A largo della costa laziale verrà schierato uno dei due cacciatorpediniere della Marina, che sono specializzati nella difesa antiaerea. Sono dotati del sistema radar più potente della nostra flotta - S1850M – che sorveglia un raggio di quattrocento chilometri. In quest’area può avvistare, classificare e seguire fino a mille bersagli contemporaneamente in maniera automatica: in pratica, tiene sotto controllo l’Italia centrale, riuscendo a individuare anche velivoli stealth e – a distanze ridotte – missili balistici nella fase di rientro dal…
Un doppio schermo antiaereo sull’intera Italia centrale. Per garantire la sicurezza dei funerali di Papa Francesco e l’afflusso record di capi di Stato nella Capitale si sta mettendo a punto un piano che prevede il contributo delle forze armate. Il coordinamento è affidato al Covi, il Comando operativo di vertice interforze guidato dal generale Giovanni Iannucci, e nella centrale di Centocelle si lavora senza sosta per prevenire ogni emergenza.
A largo della costa laziale verrà schierato uno dei due cacciatorpediniere della Marina, che sono specializzati nella difesa antiaerea. Sono dotati del sistema radar più potente della nostra flotta - S1850M – che sorveglia un raggio di quattrocento chilometri. In quest’area può avvistare, classificare e seguire fino a mille bersagli contemporaneamente in maniera automatica: in pratica, tiene sotto controllo l’Italia centrale, riuscendo a individuare anche velivoli stealth e – a distanze ridotte – missili balistici nella fase di rientro dall’esterno dell’atmosfera.
In caso di situazioni di pericolo, queste navi dispongono dei missili europei Aster 30: sono gli stessi impiegati nei duelli contro i droni degli Houti nel Mar Rosso e dalle batterie mobili Samp-T ucraine che contrastano i raid russi, dimostrandosi estremamente precisi ed affidabili. Volano a una velocità quattro volte e mezza superiore a quella del suono, superando i cinquemila chilometri l’ora, e colpiscono a oltre centoventi chilometri dalla nave. In pratica, il cacciatorpediniere offrirà un “cupolone” blindato su tutto il cielo del Lazio.
L’unità della Marina integrerà il dispositivo dell’Aeronautica militare: a Grosseto il Quarto Stormo storicamente si occupa della difesa di Roma. Schiera i caccia Eurofighter, che toccano i duemilacinquecento chilometri orari e hanno apparati elettronici di ultima generazione. I piloti sono veterani delle missioni Nato sul Baltico e nel Mar Nero, dove si sono confrontati più volte con i velivoli russi che invadono senza preavviso lo spazio aereo di competenza dei Paesi europei: incontri ravvicinati con l’aviazione di Mosca gestiti sempre con grande professionalità.
Gli Eurofighter sono tra i migliori intercettori al mondo, in servizio anche con gli stormi britannici, tedeschi, spagnoli, austriaci, sauditi e kuwaitiani. In genere i caccia italiani compiono i pattugliamenti con quattro missili aria-aria – gli Iris-T a corto raggio e i più potenti Meteor, entrambi di produzione europea – oltre a disporre di un cannoncino a tiro rapido da 27 millimetri con centocinquanta proiettili.
Si tratta solo di misure di precauzione, perché nessuno prospetta la minaccia di velivoli da combattimento in occasione dei funerali del Pontefice. Dal 2001 lo scenario più drammatico che viene preso in considerazione è quello del dirottamento di voli civili, come è accaduto con l’attacco contro le Torri Gemelle. In tal caso, il compito degli Eurofighter sarebbe quello di affiancare l’aereo di linea per valutare la reale situazione a bordo. Spesso negli ultimi anni ci sono stati allarmi per equipaggi che avevano interrotto le comunicazioni radio, ma l’intervento dei caccia ha permesso di accertare l’assenza di pericoli.
Secondo una procedura consolidata, l’ordine di abbattere eventuali velivoli finiti nelle mani dei terroristi che si dirigessero in maniera ostile verso zone abitate spetterebbe al presidente del Consiglio o all’autorità delegata dal capo del governo. Ma – come ha sottolineato più volte l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Leonardo Tricarico - non sono mai stati definiti gli aspetti giuridici di una tale decisione e in particolare su chi ricadrebbe la responsabilità penale. Si tratta però di una situazione rimasta sempre teorica e che tutti sperano non si verifichi in occasione dell’ultimo omaggio a un pontefice che ha creduto nella pace e nel dialogo tra ogni religione, come ha spiegato nella sua celebre enciclica “Fratelli Tutti”.