Washington – Cosa sta facendo Trump? Si è stancato dei massacri di Putin e alza la pressione per fermarlo, oppure conduce un gioco delle parti, con l’obiettivo finale di ristabilire le relazioni con la Russia a spese di Kiev? Guardando il suo piano di pace diversi media americani, a partire dal New York Times, sospettano che la risposta giusta sia la seconda, ma il chiarimento potrebbe arrivare a breve, anche attraverso gli incontri che avrà a Roma, dove arriva stasera per partecipare ai funerali di papa Francesco.
Mercoledì Trump aveva attaccato Zelensky, perché si rifiuta di cedere la Crimea, annunciando invece che potrebbe vedere presto Putin, magari durante o subito dopo il viaggio in Arabia Saudita di metà maggio. Ieri ha bilanciato la posizione, lamentandosi col Cremlino: «Non sono contento degli attacchi russi a Kiev. Vladimir, STOP! Muoiono 5.000 soldati a settimana. Facciamo in modo che l’accordo di pace si concluda!». Disperazione perché Putin non lo ascolta? O finzione…
Washington – Cosa sta facendo Trump? Si è stancato dei massacri di Putin e alza la pressione per fermarlo, oppure conduce un gioco delle parti, con l’obiettivo finale di ristabilire le relazioni con la Russia a spese di Kiev? Guardando il suo piano di pace diversi media americani, a partire dal New York Times, sospettano che la risposta giusta sia la seconda, ma il chiarimento potrebbe arrivare a breve, anche attraverso gli incontri che avrà a Roma, dove arriva stasera per partecipare ai funerali di papa Francesco.
Mercoledì Trump aveva attaccato Zelensky, perché si rifiuta di cedere la Crimea, annunciando invece che potrebbe vedere presto Putin, magari durante o subito dopo il viaggio in Arabia Saudita di metà maggio. Ieri ha bilanciato la posizione, lamentandosi col Cremlino: «Non sono contento degli attacchi russi a Kiev. Vladimir, STOP! Muoiono 5.000 soldati a settimana. Facciamo in modo che l’accordo di pace si concluda!». Disperazione perché Putin non lo ascolta? O finzione, perché l’accordo sulla testa di Zelensky è già scritto? Poco dopo, incontrando il premier norvegese Jonas Gahr Store, Trump ha detto: «Credo che Zelensky e Putin vogliano la pace, ma devono venire al tavolo dei negoziati. È passato troppo tempo». Quindi ha ribadito di essere pronto a tirarsi indietro: «Ho la mia scadenza, dopo la quale le cose andranno diversamente». Parlando poi nell’Ufficio Ovale ha aggiunto che Putin si è offerto di «fermare la guerra e la conquista dell’intera Ucraina». Ha detto che «stiamo mettendo molta pressione sulla Russia, e la Russia lo sa». Ma quando gli hanno chiesto quali concessioni stia facendo Mosca, ha risposto: «Fermare la guerra, smettere di prendere l’intero Paese. Una concessione piuttosto consistente».
Macron gli ha risposto che la sua frustrazione «dovrebbe essere rivolta solo contro una persona: Putin». Zelensky ha ribadito che il suo Paese «non può cambiare idea sulla Crimea». Quindi ha aggiunto che con i bombardamenti Putin cerca di «esercitare pressione sugli Usa», ma allo stesso tempo non vede «alcuna forte pressione sulla Russia» per fermare il conflitto. Non a caso, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto all’Interfax che la posizione di Trump sulla Crimea è «coerente» con quella russa. E il Cremlino è tornato a minacciare il nucleare se provocato dagli europei. Un messaggio mirato, visto che in serata The Times ha svelato che Londra sta rinunciando all’idea di mandare una missione per garantire la pace in Ucraina. «Troppi rischi», specialmente senza copertura Usa.
La chiave per capire sta forse nei 7 punti del piano di pace Usa, rivelati dal Telegraph. «Il primo e il secondo riguardano un cessate il fuoco immediato e colloqui diretti tra Ucraina e Russia, che Zelensky ha già accettato. Il punto tre impone all’Ucraina di rinunciare alla Nato, sebbene sarebbe libera di aderire alla Ue. I paesi europei potrebbero schierare una forza di sicurezza per dissuadere Putin da una nuova invasione, ma il piano non impegna gli Usa a garantirne la sicurezza . Il punto quattro riguarda il territorio, con l’America che offre il riconoscimento de jure della sovranità russa sulla Crimea, mentre il cinque congela la linea attuale del fronte. Al punto sei, l’Ucraina firmerebbe l’accordo sui minerali che consente alle aziende Usa di accedere alle sue risorse naturali. Il punto sette apre ad una nuova relazione tra America e Russia, affermando che tutte le sanzioni Usa verrebbero revocate e i due Paesi potrebbero cooperare nel campo energetico». Gli Usa, secondo Bloomberg, chiederanno a Mosca di accettare il diritto dell’Ucraina ad avere esercito e industria della difesa. La Russia poi dovrebbe restituire la centrale nucleare di Zaporizhzhia.
Fiona Hill, con Trump all’incontro di Helsinki con Putin, ha parlato così al New York Times: «È esattamente ciò che Putin vuole», mentre la priorità del capo della Casa Bianca è «trattare direttamente con la Russia, mettere da parte l’Ucraina e procedere con affari e altri accordi con Mosca. Questa è la traiettoria che stiamo seguendo, ed è la traiettoria che Trump ha sempre voluto seguire». Se ha ragione lei, gli ultimi rimbrotti a Vladimir sono solo una copertura, per poi imporre a Zelensky la pace voluta da Mosca.