✕

Dalla Difesa ai giovani, Londra e la Ue mai così vicini dopo la Brexit

(pa)

Ascolta l'audio

Tra un mese è previsto l'annuncio di un nuovo, grande patto di sicurezza comune per l’Europa. Ma è solo l’inizio di un’intesa sempre più profonda
2 minuti di lettura

LONDRA - Il primo grande accordo tra Regno Unito e Unione Europea, dopo la Brexit nel 2016 e l’addio di Londra all’Ue nel 2020, è oramai in dirittura di arrivo. Verrà firmato con tutta probabilità a metà maggio, quando nella capitale britannica si terrà il primo vero vertice congiunto tra i due blocchi. In quella circostanza, e a meno di clamorose sorprese, dovrebbe essere firmato un significativo patto di Difesa e Sicurezza tra Regno Unito e Ue, alla luce della minaccia della Russia in Europa e del possibile disimpegno degli Stati Uniti di Donald Trump dal Vecchio Continente. Ma è solo l’inizio.

(pa)

L’accordo sulla Difesa

Sulla Difesa, intanto, non c’è tempo da perdere. I dettagli devono ancora essere affinati, ma Regno Unito ed Unione Europea sigleranno una intesa per unire gli sforzi in questo campo, nella produzione di armi ma anche come ottimizzazione di risorse belliche, energetiche e strategic…

LONDRA - Il primo grande accordo tra Regno Unito e Unione Europea, dopo la Brexit nel 2016 e l’addio di Londra all’Ue nel 2020, è oramai in dirittura di arrivo. Verrà firmato con tutta probabilità a metà maggio, quando nella capitale britannica si terrà il primo vero vertice congiunto tra i due blocchi. In quella circostanza, e a meno di clamorose sorprese, dovrebbe essere firmato un significativo patto di Difesa e Sicurezza tra Regno Unito e Ue, alla luce della minaccia della Russia in Europa e del possibile disimpegno degli Stati Uniti di Donald Trump dal Vecchio Continente. Ma è solo l’inizio.

(pa)

L’accordo sulla Difesa

Sulla Difesa, intanto, non c’è tempo da perdere. I dettagli devono ancora essere affinati, ma Regno Unito ed Unione Europea sigleranno una intesa per unire gli sforzi in questo campo, nella produzione di armi ma anche come ottimizzazione di risorse belliche, energetiche e strategiche. È qualcosa che Londra ha abbozzato già in alcuni memorandum bilaterali con Paesi come la Germania, per esempio. Adesso, però si sale sostanzialmente di livello. Anche perché il governo di Keir Starmer vuole entrare a tutti i costi nel fondo di “Rearm” europeo, con una leva da potenziali centinaia di miliardi di investimenti, cruciale per Londra viste le risorse sempre più risicate. Mentre il primo ministro britannico e il presidente francese Macron hanno preso in mano la Difesa del Vecchio Continente con la Coalizione dei Volenterosi in uno scenario post guerra in Ucraina.


Per accogliere Londra nel “Rearm” europeo, però, tocca innanzitutto mettere nero su bianco comunione di intenti ed obiettivi. Per questo, i due blocchi dovrebbero firmare presto l’intesa su Difesa e Sicurezza, come hanno discusso lo stesso Starmer e la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, che ieri ha incontrato il primo ministro britannico dopo aver partecipato a un vertice sull’energia nella capitale.

I giovani europei

Ma, come dicevamo, il patto su Difesa e Sicurezza è solo la prima pietra miliare di questo nuovo corso del governo laburista, molto più collaborativo e costruttivo con l’Unione. rispetto ai precedenti esecutivi conservatori. Per esempio, Londra starebbe per cedere anche sulla mobilità giovanile, un obiettivo indispensabile per Bruxelles. In pratica, il governo britannico permetterebbe ai cittadini Ue under 30 di studiare e lavorare liberamente per circa due anni nel Regno Unito, e viceversa.

(afp)

È un punto molto spinoso per Starmer. Che, seppur grande europeista, teme così di offrire la guancia alla destra di Farage, che sta volando nei sondaggi, sulla questione immigrazione. Difatti, se la ministra delle Finanze Rachel Reeves sta spingendo per accettare la mobilità giovanile europea in nome della sacra crescita economica, la titolare dell’Home Office Yvette Cooper è molto più scettica. Perché teme un altro forte influsso di stranieri, dopo che l’anno scorso, sotto il governo tory di Rishi Sunak, c’è stato un record storico di ingressi netti di migranti (regolari) nel Regno Unito: addirittura quasi un milione.

Per questo, Cooper starebbe spingendo per la clausola di “un giovane europeo in Regno Unito, in cambio di un under 30 britannico in Unione Europea", come ha scritto oggi il Times, in modo da non sforare con i numeri dell’immigrazione. Ma la sensazione è che si arriverà a un accordo anche su questo.

La pesca

Così come sulla pesca: ancora oggi, i francesi e gli altri europei (soprattutto nordici) possono praticamente pescare nelle acque britanniche nonostante la Brexit, grazie a una deroga.


Ora, quest’ultima dovrebbe essere rinnovata per i prossimi due anni. In cambio, i britannici dovrebbero ottenere agevolazioni commerciali, doganali e sui controlli fitosanitari nei flussi tra Ue e Uk, a condizione che i loro standard di qualità su cibi e merci non divergano da quelli dell’Unione. Anche se Starmer ha ripetuto allo sfinimento che Londra non tornerà in Ue, nel mercato unico o nell’unione doganale europea, i rapporti tra Regno Unito e Unione Europea non sono mai stati così profondi e promettenti dopo la Brexit.

Leggi i commenti