Russia, generale ucciso da un’autobomba alle porte di Mosca
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – Il generale Jaroslav Moskalik non era un personaggio pubblico. L’ultima sua dichiarazione ai media risaliva all’estate del 2021: aveva commentato gli eventi in Siria accusando gli Stati Uniti di sostenere i curdi. Ma era il vicecapo della Direzione Operativa Principale dello Stato Maggiore delle forze armate russe, impegnata nella pianificazione delle operazioni militari e nel controllo operativo delle truppe. E nel 2015 aveva partecipato in qualità di rappresentante dello Stato maggiore russo ai colloqui tra Ucraina e Russia sotto l’egida di Francia e Germania che portarono agli Accordi di Minsk per porre fine al conflitto in Ucraina. Quanto basta per farne un obiettivo per l’intelligence ucraina, anche più vulnerabile visto il suo scarso profilo pubblico.
È stato ucciso dall’esplosione di un’auto nei pressi di un edificio residenziale nella cittadina di Balashikha, pochi chilometri a Est di Mosca, intorno alle 10.40 del mattino, ora locale. In un filmato delle telecamer…
MOSCA – Il generale Jaroslav Moskalik non era un personaggio pubblico. L’ultima sua dichiarazione ai media risaliva all’estate del 2021: aveva commentato gli eventi in Siria accusando gli Stati Uniti di sostenere i curdi. Ma era il vicecapo della Direzione Operativa Principale dello Stato Maggiore delle forze armate russe, impegnata nella pianificazione delle operazioni militari e nel controllo operativo delle truppe. E nel 2015 aveva partecipato in qualità di rappresentante dello Stato maggiore russo ai colloqui tra Ucraina e Russia sotto l’egida di Francia e Germania che portarono agli Accordi di Minsk per porre fine al conflitto in Ucraina. Quanto basta per farne un obiettivo per l’intelligence ucraina, anche più vulnerabile visto il suo scarso profilo pubblico.
È stato ucciso dall’esplosione di un’auto nei pressi di un edificio residenziale nella cittadina di Balashikha, pochi chilometri a Est di Mosca, intorno alle 10.40 del mattino, ora locale. In un filmato delle telecamere di sorveglianza diffuse dal Izvestija si vede un’auto esplodere, lanciando frammenti di carrozzeria in aria, mentre un uomo si avvicina al veicolo, mentre un altro video mostra gli investigatori accanto al relitto bruciacchiato di un’auto e a un oggetto sfocato, presumibilmente il corpo della vittima, di fronte alla porta d’ingresso di un edificio.
Secondo il canale Telegram Baza, vicino alle forze di sicurezza, l’auto esplosa, una Volkswagen Golf, apparteneva al quarantenne Ignat Kuzin, originario della città ucraina di Sumy, dal 2015 residente in Russia nella Circassia. Avrebbe affittato per un mese un appartamento nell’edificio n.2 su Bulvar Nesterov dove viveva il generale, parcheggiato l’auto carica di esplosivo e dotata di telecamera di sicurezza il 16 aprile e, tre giorni dopo, aveva lasciato la Russia volando in Turchia.
I precedenti attentati dinamitardi rivendicati da Kiev
«Un attacco terroristico», lo ha definito la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. «L’esplosione è avvenuta in seguito alla detonazione di un ordigno esplosivo improvvisato pieno di schegge», ha affermato il comitato investigativo nazionale aprendo un’indagine per «omicidio». Non ha additato Kiev, ma la dinamica e l’obiettivo puntano in quella direzione.
L’intelligence ucraina ha riconosciuto di avere condotto attacchi mirati contro esponenti e funzionari militari russi in Russia e nelle zone dell’Ucraina annesse da Mosca, come l’autobomba che nell’agosto del 2022 uccise Daria Dugina, figlia dell’ideologo ultranazionalista Aleksander Dugin, o l’esplosione di una statuetta in un bar di San Pietroburgo che nell’aprile 2023 provocò la morte del blogger militare russo Maksim Fomin. E infine l’uccisione, nel dicembre 2024, del comandante delle Forze di difesa radiologica, chimica e biologica della Russia, Igor Kirillov, nell’esplosione di un monopattino elettrico. Moskalik è il secondo alto ufficiale militare preso di mira in quattro mesi.
I blogger militari russi non hanno dubbi. «Il tentato omicidio porta chiaramente la firma dei servizi speciali ucraini. Ancora una volta, il Gur e l’Sbu uccidono in modo dimostrativo un nostro alto ufficiale militare sulla soglia di casa sua», ha commentato l’inviato militare del tabloib Komsomolskaja Pravda Aleksandr Kots, non mancando di notare, come molti, che l’attentato ha coinciso con la visita del negoziatore statunitense Steve Witkoff a Mosca.
I blogger militari contro Kiev: “Vuole l’escalation”
«Non c’è dubbio che lo scopo dell’omicidio fosse quello di provocare una dura reazione della Russia. Per poi urlare nei forum internazionali l’incapacità della Russia di negoziare. Inoltre, l’attacco terroristico è stato programmato appositamente per coincidere con la visita di Whitkoff a Mosca. Questo è un chiaro segnale agli Stati Uniti che a loro non importa nulla delle vostre proposte di pace. A Zelensky non resta che dire a Trump di andare all’inferno», ha concluso Kots.
Dello stesso parere il seguitissimo canale Telegram Rybar: «L’attacco terroristico diventerà sicuramente uno degli argomenti del dibattito sulla reale “negoziabilità” del regime di Kiev» tra Witkoff e Putin. Mentre il canale Telegram da oltre 100mila iscritti Istorik-alkogolik ha commentato: «Al momento non ci sono più opzioni di pace sul tavolo delle trattative che potrebbero essere presentate alla popolazione ucraina come un’attrattiva anche solo decente. Tutte le opzioni sono molto peggiori rispetto alla bozza di accordo concordata a Istanbul. Tutti saranno percepiti dalla società ucraina allo stesso modo: hanno lottato per tre anni per peggiorare le condizioni di pace. L’unica possibilità di prolungare l’agonia del regime ucraino è l’escalation».