NEW YORK – Amal Clooney è l’ultimo nome inserito da Donald Trump nella lista nera dei nemici. La moglie dell’attore George Clooney, l’avvocata che ha collaborato con la Corte Penale Internazionale dell’Aja all’indagine conclusa con il mandato di arresto per il premier israeliano Netanyahu, accusato di crimini di guerra a Gaza, rischia di essere colpita da sanzioni del governo statunitense annunciate a febbraio da Trump e non poter più stare in California, dove vive con il marito e i due figli.
Cittadina britannica e libanese, nata a Beirut come Amal Alamuddin, 47 anni, laurea in legge a Oxford, avvocata dei diritti umani, Amal Clooney ha collaborato con l’Onu e difeso le vittime di abusi in molti conflitti. Docente alla Columbia, nel 2014 ha sposato l’attore di Ocean’s Eleven. Tre anni dopo sono nati due gemelli. Secondo il Financial Times, è stato il ministero degli Esteri britannico a informare gli avvocati inglesi che hanno collaborato con la Corte penale dell’Ajha al mandato di a…
NEW YORK – Amal Clooney è l’ultimo nome inserito da Donald Trump nella lista nera dei nemici. La moglie dell’attore George Clooney, l’avvocata che ha collaborato con la Corte Penale Internazionale dell’Aja all’indagine conclusa con il mandato di arresto per il premier israeliano Netanyahu, accusato di crimini di guerra a Gaza, rischia di essere colpita da sanzioni del governo statunitense annunciate a febbraio da Trump e non poter più stare in California, dove vive con il marito e i due figli.
Cittadina britannica e libanese, nata a Beirut come Amal Alamuddin, 47 anni, laurea in legge a Oxford, avvocata dei diritti umani, Amal Clooney ha collaborato con l’Onu e difeso le vittime di abusi in molti conflitti. Docente alla Columbia, nel 2014 ha sposato l’attore di Ocean’s Eleven. Tre anni dopo sono nati due gemelli. Secondo il Financial Times, è stato il ministero degli Esteri britannico a informare gli avvocati inglesi che hanno collaborato con la Corte penale dell’Ajha al mandato di arresto contro Netanyahu e l’allora ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant del rischio di sanzioni da parte di Washington. La notizia è arrivata in un momento segnato da voci su un possibile divorzio tra l’avvocata e l’attore, 63 anni, impegnato in queste settimane a Broadway con lo spettacolo Good Night, and Good Luck. Lei non era tra il pubblico al debutto. Se la crisi coniugale fosse reale, la mossa di Trump potrebbe allargare il solco tra i due.
La Corte Penale Internazionale ha incriminato, oltre a Netanyhau e a Gallant anche tre leader di Hamas, poi uccisi da Israele. La decisione della corte ha irrigidito gli Stati Uniti – che non aderisce al Trattato di Roma che istituito il Tribunale – già sotto l’amministrazione Biden, ma con il ritorno di Trump è scattato il conto alla rovescia sui tempi della ritorsione. In questi casi le sanzioni prevedono il congelamento dei conti e dei beni negli Stati Uniti e, soprattutto, il divieto a entrare nel Paese.
Amal Clooney non è la sola nel mirino. Altri personaggi di rango rischiano la rappresaglia: tra questi la baronessa Helena Kennedy; Danny Friedman, uno dei principi del foro di Londra e l’ex giudice Adrian Fulford. Tutti e tre hanno lavorato assieme ad Amal e al procuratore capo della Corte penale, Karim Khan, che ha guidato l’inchiesta su Netanyahu e che per primo è stato colpito dalle sanzioni dI Trump. Non è chiaro, al momento, cosa faranno i Clooney. Le soluzioni non mancano: la coppia ha acquistato dieci anni fa una casa a Londra, lungo il Tamigi. La loro vita, lontana dall’”età d’oro” dell’America trumpiana potrebbe ricominciare da lì. O almeno per lei e i figli.