L'avviso di Trump a Putin: “Sanzioni se ci prende in giro”. Kiev: è un momento storico
di Paolo MastrolilliCITTÀ DEL VATICANO – «Forse Putin mi sta solo prendendo in giro». L’ultimo miracolo di papa Francesco potrebbe consistere nell’aver fatto rinsavire Donald Trump, offrendo con la sua morte l’occasione per l’incontro di ieri nella basilica di San Pietro col presidente ucraino Zelensky, a cui il capo della Casa Bianca ha reagito minacciando finalmente il rivale del Cremlino di cambiare registro e imporre nuove sanzioni. Un pericolo che il leader di Mosca ha preso così sul serio, da offrire di negoziare la pace senza precondizioni, vera o falsa che sia questa proposta. Ora resta da vedere se Trump abboccherà ancora una volta, illudendosi di aver convinto Putin a fare sul serio, oppure se aggiusterà la sua strategia.
Per quanto non fosse un bilaterale ufficiale, Il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Stephen Cheung, ha preso molto sul serio l’incontro tra Donald e Volodymir, definendolo una «discussione molto produttiva». Non ha fornito dettagli, ma poco prima di salire s…
CITTÀ DEL VATICANO – «Forse Putin mi sta solo prendendo in giro». L’ultimo miracolo di papa Francesco potrebbe consistere nell’aver fatto rinsavire Donald Trump, offrendo con la sua morte l’occasione per l’incontro di ieri nella basilica di San Pietro col presidente ucraino Zelensky, a cui il capo della Casa Bianca ha reagito minacciando finalmente il rivale del Cremlino di cambiare registro e imporre nuove sanzioni. Un pericolo che il leader di Mosca ha preso così sul serio, da offrire di negoziare la pace senza precondizioni, vera o falsa che sia questa proposta. Ora resta da vedere se Trump abboccherà ancora una volta, illudendosi di aver convinto Putin a fare sul serio, oppure se aggiusterà la sua strategia.
Per quanto non fosse un bilaterale ufficiale, Il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Stephen Cheung, ha preso molto sul serio l’incontro tra Donald e Volodymir, definendolo una «discussione molto produttiva». Non ha fornito dettagli, ma poco prima di salire sull’Air Force One per tornare nel suo resort del New Jersey a giocare a golf, è stato lo stesso Trump a dare nuove e significative indicazioni su Truth.
Come prima cosa, il presidente si è lamentato della copertura fatta dal New York Times della sua proposta di pace. Poi però è andato oltre le diatribe con i media e i predecessori Obama e Biden, colpevoli a suo avviso dell’invasione della Crimea e dell’intera guerra: «Detto questo, non c’era motivo per cui Putin dovesse lanciare missili contro aree civili, città e paesi, negli ultimi giorni. Mi fa pensare che forse non voglia fermare la guerra, mi sta solo prendendo in giro e deve essere trattato in modo diverso, con “Sanzioni Bancarie” o “Secondarie”? Troppe persone stanno morendo». Mentre dal Telgraph arriva l’indiscrezione che gli Usa si sarebbero offerti di fornire quelle garanzie di sicurezza, finora negate, alla coalizione dei Volenterosi promossa da francesi e britannici, aprendo alla fornitura di intelligence e supporto logistico.
Zelensky, applaudito dalla folla al suo arrivo a San Pietro, ha subito approfittato della benevolenza mostrata da Trump dopo San Pietro, a differenza del tempestoso scontro nell’Ufficio Ovale, ringraziandolo per il «buon incontro» con un post sui social. Quindi ha spiegato: «Abbiamo discusso a lungo a tu per tu. Speriamo in risultati su tutto ciò che abbiamo trattato. Proteggere le vite del nostro popolo. Un cessate il fuoco completo e incondizionato. Una pace affidabile e duratura che impedisca lo scoppio di un’altra guerra. Un incontro molto simbolico che ha il potenziale per diventare storico, se raggiungeremo risultati congiunti». Ieri Zelensky ha anche avuto bilaterali con il presidente francese Macron, i premier di Gran Bretagna e Italia, Starmer e Meloni, con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Mentre con il cardinale Zuppi ha fatto il punto sulla questione dei bambini ucraini deportati illegalmente in Russia.
Quando dice “sanzioni secondarie”, Trump intende misure molto più dure per bloccare tutte le attività finanziarie russe, smascherare gli imbrogli adottati per aggirare le limitazioni ai commerci, e soprattutto ostacolare sul serio la vendita di petrolio e gas, ora che i prezzi stanno calando. Se lo facesse davvero l’economia di Mosca potrebbe incepparsi del tutto paralizzando anche la sua macchina da guerra. Forse per questo motivo Putin ha subito gettato il suo amo, dicendosi pronto a negoziare senza precondizioni.
La sostanza di questa svolta di Trump resta tutta da verificare, a partire da quando, tornato negli Usa, verrà travolto dalla quotidianità o dagli antichi interessi che lo spingono a normalizzare le relazioni con la Russia a tutti i costi. A meno che la missione romana, a cui potrebbe seguire un incontro con Putin in Arabia Saudita a metà maggio, non abbia rappresentato una svolta vera.