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Parigi, via al processo ai “nonni” che rapinarono Kim Kardashian

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Nel 2016 le sottrassero nove milioni in gioielli. Alcuni degli imputati sono in condizioni di salute precarie, uno è morto a marzo. Sul colpo grosso anche un libro scritto da uno dei ladri. La star testimonierà il 13 maggio
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PARIGI - Comincia il processo contro i "nonni rapinatori", accusati di aver organizzato il colpo grosso contro la star dei reality Kim Kardashian e di averle sottratto gioielli per milioni di euro. La rapina avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2016, durante la fashion week, era stata pianificata nei minimi dettagli. La banda era composta da "papy braqueurs", come sono stati ribattezzati dalla stampa francese per l'età media dei rapinatori, molti già sessantenni con una lunga carriera di furti e rapine. Erano arrivati in bicicletta, travestiti con divise della polizia, all'hotel No Address, noto per la sua discrezione. Kardashian, allora trentacinquenne, era seguita da 84 milioni di follower su Instagram — diventati oggi 357 milioni — e la condivisione in tempo reale dei suoi spostamenti aveva facilitato l'operazione.

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Intorno alle tre del mattino, due uomini incappucciati fecero irru…

PARIGI - Comincia il processo contro i "nonni rapinatori", accusati di aver organizzato il colpo grosso contro la star dei reality Kim Kardashian e di averle sottratto gioielli per milioni di euro. La rapina avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2016, durante la fashion week, era stata pianificata nei minimi dettagli. La banda era composta da "papy braqueurs", come sono stati ribattezzati dalla stampa francese per l'età media dei rapinatori, molti già sessantenni con una lunga carriera di furti e rapine. Erano arrivati in bicicletta, travestiti con divise della polizia, all'hotel No Address, noto per la sua discrezione. Kardashian, allora trentacinquenne, era seguita da 84 milioni di follower su Instagram — diventati oggi 357 milioni — e la condivisione in tempo reale dei suoi spostamenti aveva facilitato l'operazione.

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Intorno alle tre del mattino, due uomini incappucciati fecero irruzione, armati, nella camera d’albergo della star americana, che si stava preparando per andare a dormire, in accappatoio. Kardashian era sola perché il suo bodyguard aveva accompagnato la sorella Kourtney in discoteca. La popolare influencer era stata legata con fascette da elettricista e nastro adesivo. Nel bottino c'era anche l'anello di fidanzamento da 4 milioni di dollari donato dall’allora marito, il rapper Kanye West. "Continuavano a dire 'l’anello, l’anello'" ha raccontato Kardashian, rievocando la paura di essere violentata quella notte. "Continuavo a guardare il concierge" aggiunse, riferendosi al portiere dell’esclusivo palazzo nel centro della capitale francese, costretto con la forza a condurre i rapinatori fino al suo appartamento. "Pensavo: ‘Moriremo? Dì loro che ho dei figli, dei bambini. Devo tornare a casa’".

Il bottino, stimato in circa nove milioni di euro, è stato in gran parte disperso: solo un collier, perso durante la fuga, è stato ritrovato. L'oro sarebbe stato fuso e parte dei proventi riciclata in Belgio. Nonostante i sequestri di centinaia di migliaia di euro presso gli arrestati tre mesi dopo la rapina, la maggior parte dei gioielli non è mai stata recuperata. Sono dieci gli imputati – tra cui cinque accusati di rapina a mano armata e sequestro di persona - che compaiono davanti alla Corte d'Assise in un processo che durerà quasi un mese e si svolgerà sotto i riflettori della stampa internazionale.

(afp)

Le udienze si annunciano complesse perché alcuni imputati sono anziani e in condizioni di salute precarie. Uno di loro è morto a marzo, mentre Pierre Bouianere, 80 anni, è stato escluso dal processo perché giudicato inabile a comparire. Tra gli imputati c'è Yunice Abbas, 71 anni, che ha ammesso di aver partecipato alla rapina e ha anche scritto un libro sul colpo grosso. Abbas ha raccontato che il bersaglio era un grande diamante, senza sapere che apparteneva alla star di The Kardashians.

Aomar Ait Khedache — soprannominato "Omar il Vecchio" e considerato il capo della banda — sostiene di essere stato contattato da un "mandante" mai identificato, e che grazie a un "informatore" molto vicino alla star avrebbe dato il via libera al colpo. Khedache, 68 anni, che ha perso l'udito, ha anche scritto una lettera di scuse a Kardashian. Gary Madar, fratello dell'autista di Kardashian, è sospettato di essere stato l’informatore della banda dei “nonni rapinatori”, anche se lui continua a dirsi innocente. La star americana, ha fatto sapere il suo avvocato, tornerà a Parigi il 13 maggio per testimoniare al processo.

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