L’incontro con Zelensky, avvenuto "nell’ufficio più bello che abbia mai visto, è andato bene. È più calmo, vuole un accordo, e credo sia pronto a cedere la Crimea". La Russia invece lo ha "sorpreso e deluso, perché si è messa a bombardare dopo aver discusso la pace". Il giorno dopo il colloquio di San Pietro, è stato lo stesso presidente Trump a darne la sua interpretazione originale, confermando tutte le indiscrezioni trapelate dopo la conversazione avvenuta poco prima del funerale di papa Francesco.
E forse per la prima volta dall’inizio del nuovo mandato mette alle corde Putin. Trump infatti sembra essersi convinto che l’ostacolo alla pace in questo momento sia il capo del Cremlino, a cui ha offerto un accordo molto favorevole, che a quanto pare include la possibile cessione della Crimea con l’assenso di Zelensky, o quanto meno la rinuncia a contestarla. Se Mosca non lo accetta la colpa diventa sua, e a quel punto la reazione del capo della Casa Bianca potrebbe diventare impre…
L’incontro con Zelensky, avvenuto "nell’ufficio più bello che abbia mai visto, è andato bene. È più calmo, vuole un accordo, e credo sia pronto a cedere la Crimea". La Russia invece lo ha "sorpreso e deluso, perché si è messa a bombardare dopo aver discusso la pace". Il giorno dopo il colloquio di San Pietro, è stato lo stesso presidente Trump a darne la sua interpretazione originale, confermando tutte le indiscrezioni trapelate dopo la conversazione avvenuta poco prima del funerale di papa Francesco.
E forse per la prima volta dall’inizio del nuovo mandato mette alle corde Putin. Trump infatti sembra essersi convinto che l’ostacolo alla pace in questo momento sia il capo del Cremlino, a cui ha offerto un accordo molto favorevole, che a quanto pare include la possibile cessione della Crimea con l’assenso di Zelensky, o quanto meno la rinuncia a contestarla. Se Mosca non lo accetta la colpa diventa sua, e a quel punto la reazione del capo della Casa Bianca potrebbe diventare imprevedibile.
Ieri pomeriggio, lasciando il suo resort del golf in New Jersey per tornare alla Casa Bianca, Trump si è fermato a parlare con i giornalisti dello straordinario evento avvenuto sabato a San Pietro, definito "l'ufficio più bello che abbia mai visto. È stata una scena molto bella". Zelensky, con cui si era scontrato nell’Ufficio Ovale, è "più calmo". Il presidente ha detto che l'incontro "andato a bene". Quindi ha aggiunto: "Zelensky sta facendo un buon lavoro e vuole un accordo. Ha chiesto più armi, ma lo fa sempre". Alla domanda se il leader ucraino sia disposto a cedere la Crimea, Trump ha risposto così: "Penso di sì".
Dopo l’incontro di San Pietro, il capo della Casa Bianca aveva criticato Putin, dicendo che non aveva motivo per continuare a bombardare i civili e minacciando nuove sanzioni più dure, se non avesse negoziato seriamente la pace. Ieri il presidente è tornato su questo concetto, dando l’impressione che stia davvero perdendo la pazienza col rivale russo, diventato il vero ostacolo alla pace: "Vediamo cosa succede con la Russia. Mi ha sorpreso e deluso. Putin deve smetterla di sparare e trattare". Quindi ha ammonito il capo del Cremlino, ribadendo di avere molti strumenti per spingerlo ad accettare un negoziato serio e onesto.
Poche ore prima era stato il segretario di Stato Rubio a commentare il colloquio di San Pietro, ammettendo che un accordo fra Mosca e Kiev "ancora non c'è". Alla domanda sui motivi per cui gli Usa non puniscono la Russia, nonostante la frustrazione manifestata sabato da Trump, Rubio, aveva risposto così: "Continuiamo a sperare che il nostro sforzo funzioni e che le due parti si avvicino. Nel momento in cui si passa alle sanzioni si abbandonano gli sforzi diplomatici e si apre la porta ad altri due anni di guerra, e non vogliamo questo. Non c'è altro paese o istituzione al mondo in grado di mettere insieme le due parti". Perciò "non vogliamo prendere le distanze da qualcosa che potrebbe portare la pace, ma allo stesso tempo non vogliamo perdere tempo con qualcosa che non funziona".
Quindi "questa settimana cercheremo di determinare se Russia e Ucraina vogliono veramente la pace, e quanto sono ancora vicine o lontane, dopo circa 90 giorni di tentativi. È complicato, ma ci sono ragioni per essere ottimisti". Il consigliere per la sicurezza nazionale Waltz ha detto che Trump resta determinato ad usare "tanto le carote, quanto i bastoni, per portare la Russia e l’Ucraina al tavolo, e arrivare ad una fine permanente della guerra con un’architettura di sicurezza guidata dagli europei".
Il ministro degli Esteri russo Lavrov, parlando con la televisione americana Cbs, ha detto che "la dichiarazione di Trump menziona un accordo e siamo pronti a raggiungerlo, ma ci sono ancora alcuni elementi specifici che devono essere perfezionati". Il capo della Casa Bianca però non sembra più disposto ad aspettare.