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Black out in Spagna, non è stato un cyberattacco: “Problema nella produzione di energia solare”

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Il premier Sanchez: “Non accadrà mai più”. E annuncia commissione d’inchiesta. L’agenzia Ree che gestisce la rete elettrica esclude del tutto la pista degli hacker
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“E’ molto probabile che la fonte di generazione che è venuta meno sia solare. E’ stata localizzata nel sud-ovest della Spagna”. Il gestore della rete elettrica spagnola Ree (Red Eléctrica) ha individuato due possibili guasti nella rete di produzione da fotovoltaico, possibile causa del black out di lunedì. Le sue informazioni sono però incomplete. “Non abbiamo ancora dati sufficienti per raggiungere conclusioni più certe”, aggiunge.

Un primo squilibrio sarebbe stato assorbito dalla rete. Il secondo, avvenuto solo un secondo e mezzo più tardi, avrebbe invece superato le capacità di risposta del sistema, portando le reti spagnola prima e portoghese poi al collasso. Immediatamente dopo si sarebbe verificato il distacco dalla Francia. Le conseguenze del black out si sono sentite anche in Marocco e Groenlandia.

Lunedì alle 12:32, il momento del black out che in 5 secondi ha fatto cessare l’immissione di 15 gigawatt di elettricità nella rete, l’energia solare era in effetti preponderante in…

“E’ molto probabile che la fonte di generazione che è venuta meno sia solare. E’ stata localizzata nel sud-ovest della Spagna”. Il gestore della rete elettrica spagnola Ree (Red Eléctrica) ha individuato due possibili guasti nella rete di produzione da fotovoltaico, possibile causa del black out di lunedì. Le sue informazioni sono però incomplete. “Non abbiamo ancora dati sufficienti per raggiungere conclusioni più certe”, aggiunge.

Un primo squilibrio sarebbe stato assorbito dalla rete. Il secondo, avvenuto solo un secondo e mezzo più tardi, avrebbe invece superato le capacità di risposta del sistema, portando le reti spagnola prima e portoghese poi al collasso. Immediatamente dopo si sarebbe verificato il distacco dalla Francia. Le conseguenze del black out si sono sentite anche in Marocco e Groenlandia.

Lunedì alle 12:32, il momento del black out che in 5 secondi ha fatto cessare l’immissione di 15 gigawatt di elettricità nella rete, l’energia solare era in effetti preponderante in Spagna. Le rinnovabili stavano fornendo il 78% dell’elettricità del paese (il 60% arrivava dal fotovoltaico e il 12% dall’eolico), mentre il nucleare contribuiva per l’11%. La produzione solare era soprattutto concentrata nel sud ovest.

Il 17 aprile Entsoe – il consorzio che unisce i gestori di tutte le reti elettriche europee – aveva avvertito di un pericolo di eccesso di produzione da parte del solare. “Gli operatori – aveva scritto il consorzio in un comunicato – stanno prendendo provvedimenti per assicurare la stabilità del sistema produttivo elettrico. La sfida principale potrebbe essere il surplus di energia disponibile, in particolare quella solare”.

Qualunque sia stata la natura del guasto, il premier spagnolo Pedro Sanchez esclude che si sia trattato di un “eccesso di produzione da parte delle rinnovabili”. Il capo del governo sembra puntare il dito contro i produttori di energia privati, a cui verrà chiesto di assumersi le proprie responsabilità dopo i risultati di una commissione di inchiesta che, ha promesso il premier, “indagherà a fondo sulle cause del black out”. Un’analisi tecnica indipendente, ha annunciato ancora il premier, verrà anche da Bruxelles.

Sanchez ha promesso al paese: “Quel che è avvenuto ieri non potrà ripetersi. Useremo i risultati delle indagini per rinforzare il nostro sistema elettrico”.

Il premier ha anche respinto gli attacchi del partito di estrema destra Vox, all’opposizione, che si oppone alla decisione del governo di chiudere le centrali atomiche. “Il nucleare non è stato più resiliente” delle altre fonti energetiche, ha detto il premier. “Se avessimo avuto una maggiore dipendenza dall’energia nucleare, la ripresa non sarebbe stata così rapida come quella che stiamo vivendo”. Sanchez ha escluso fra le possibili cause un deficit di produzione da energia atomica.

Nel 2024 la Spagna aveva concluso un anno record per la sua produzione da rinnovabili, con il 56% della produzione di elettricità nazionale, più 11% rispetto all’anno prima.

Per il black out di lunedì il gestore della rete elettrica spagnola ha escluso del tutto la pista di un attacco informatico. “Non è stata rilevata alcuna intrusione” ha fatto sapere Ree. “Alla luce delle analisi effettuate finora possiamo escludere un incidente di sicurezza informatica negli impianti della rete elettrica” ha detto in una conferenza stampa Eduardo Prieto, direttore delle operazioni di Ree.

La Francia intanto è andata in soccorso della Spagna fornendole 2mila megawatt di elettricità in più. Inizialmente si era parlato di un possibile guasto del sistema di produzione elettrica in Francia. Il governo di Madrid ha anche smobilitato tre giorni di scorte di idrocarburi per aumentare la propria capacità di generazione.

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