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Scatta lo stato d’emergenza in Spagna, Sánchez: “Non uscite di casa”. Al buio anche il Portogallo

(afp)

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Il primo ministro spagnolo dopo il blackout: “Ci aspettano ore critiche: evitate gli spostamenti superflui e usate i cellulari in modo responsabile”
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Quando la luce si è spenta in Spagna, Portogallo e in alcune zone del sud della Francia, la maggior parte della popolazione si trovava nel pieno dell’attività di un lunedì post-festività pasquali. Chi al lavoro, chi in viaggio, chi in ascensore. La prima emergenza arrivata sulle linee dei Vigili del fuoco è stata quella di estrarre chi era rimasto bloccato. Nella sola Madrid gli interventi sono stati oltre 200. E c’era la situazione cruciale degli ospedali, che sono riusciti a portare avanti le attività essenziali grazie all’utilizzo dei generatori.

Poi c’è stata la gestione dei trasporti, con i vagoni della metropolitana rimasti bloccati, i treni fermi (nella serata di ieri erano ancora 11 quelli da evacuare), il trasporto aereo a singhiozzo — con ritardi e circa il 20% dei voli soppressi — i semafori andati in tilt con il traffico impazzito e i passanti che si improvvisano vigili urbani. Mentre nei Paesi Baschi francesi il servizio è stato subito ripristinato, così come in alcune c…

Quando la luce si è spenta in Spagna, Portogallo e in alcune zone del sud della Francia, la maggior parte della popolazione si trovava nel pieno dell’attività di un lunedì post-festività pasquali. Chi al lavoro, chi in viaggio, chi in ascensore. La prima emergenza arrivata sulle linee dei Vigili del fuoco è stata quella di estrarre chi era rimasto bloccato. Nella sola Madrid gli interventi sono stati oltre 200. E c’era la situazione cruciale degli ospedali, che sono riusciti a portare avanti le attività essenziali grazie all’utilizzo dei generatori.

Poi c’è stata la gestione dei trasporti, con i vagoni della metropolitana rimasti bloccati, i treni fermi (nella serata di ieri erano ancora 11 quelli da evacuare), il trasporto aereo a singhiozzo — con ritardi e circa il 20% dei voli soppressi — i semafori andati in tilt con il traffico impazzito e i passanti che si improvvisano vigili urbani. Mentre nei Paesi Baschi francesi il servizio è stato subito ripristinato, così come in alcune comunità del nord della Spagna, ieri notte molte zone della penisola iberica erano ancora senza corrente.

«È stato un blackout eccezionale», ha spiegato il responsabile della rete elettrica spagnola Eduardo Prieto. Anche le comunicazioni sono saltate, con linee telefoniche rallentate, le connessioni internet instabili e la corsa ad acquistare power bank e radio a transistor per ascoltare le notizie. Infine c’è stata la caccia alle scorte, con lunghe file davanti ai pochi supermercati rimasti aperti e la corsa ai bancomat per accaparrarsi i contanti e riuscire ad aggirare il blocco dei pagamenti con carta.

Sulle cause che hanno provocato il massiccio blackout è intervenuto dalla Moncloa, al termine del consiglio di sicurezza convocato d’urgenza, il premier Pedro Sánchez, spiegando che «nessuna ipotesi è esclusa, i tecnici stanno lavorando per determinarle» e facendo appello ai cittadini di diffidare da qualsiasi informazione che non arrivi dai canali ufficiali perché «queste crisi favoriscono la diffusione di bufale e disinformazione». Il primo ministro ha poi invitato a evitare gli spostamenti non necessari e a utilizzate i cellulari «in modo responsabile, perché ci aspettano ore critiche». Il governo ha concesso lo stato di emergenza nazionale, che prevede sia il ministero dell’Interno a prendersi carico della gestione della crisi, alle tre comunità governate dall’opposizione del Partido Popular che ne hanno fatto richiesta — Andalusia, Extremadura e Madrid – dichiarandosi disponibile a estendere la misura alle altre comunità che lo chiederanno.

Dal Portogallo è intervenuto il premier Luís Montenegro: «Non ci sono indicazioni di un attacco informatico», ha spiegato. In piena campagna elettorale verso il voto anticipato del prossimo 18 maggio, il primo ministro ha poi aggiunto: «L’origine non è stata qui, tutto indica che è stato in Spagna dove ha avuto inizio. Ma non voglio speculare».

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