NEW YORK – Il centesimo giorno di presidenza, il clima fraterno di Mar-a-Lago tra Donald Trump e il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, ha rischiato di spezzarsi. E poche ore prima era evaporato quello amichevole tra lo stesso Bezos e Elon Musk, altro assiduo frequentatore della residenza del tycoon in Florida. Colpa dei dazi, nel primo caso, e della sfida spaziale per la rete internet, nel secondo. Lo scontro con Amazon si è infiammato di mattina presto, quando la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, commentando le indiscrezioni pubblicate dal sito Punchbowl News, ha definito «ostile» e «atto politico» il presunto tentativo del colosso della vendita al dettaglio online Amazon di indicare sulla propria piattaforma l’impatto dei dazi sui prezzi dei prodotti, con un confronto tra i valori prima e dopo. Cioè usando la stessa formula adottata dalla piattaforma cinese Temu, di cui il servizio Amazon Haul è diretto concorrente.
«È un atto politico e ostile ma non mi sorprende - …
NEW YORK – Il centesimo giorno di presidenza, il clima fraterno di Mar-a-Lago tra Donald Trump e il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, ha rischiato di spezzarsi. E poche ore prima era evaporato quello amichevole tra lo stesso Bezos e Elon Musk, altro assiduo frequentatore della residenza del tycoon in Florida. Colpa dei dazi, nel primo caso, e della sfida spaziale per la rete internet, nel secondo. Lo scontro con Amazon si è infiammato di mattina presto, quando la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, commentando le indiscrezioni pubblicate dal sito Punchbowl News, ha definito «ostile» e «atto politico» il presunto tentativo del colosso della vendita al dettaglio online Amazon di indicare sulla propria piattaforma l’impatto dei dazi sui prezzi dei prodotti, con un confronto tra i valori prima e dopo. Cioè usando la stessa formula adottata dalla piattaforma cinese Temu, di cui il servizio Amazon Haul è diretto concorrente.
«È un atto politico e ostile ma non mi sorprende - ha attaccato Leavitt, mostrando un articolo del 2021 - perché Amazon ha siglato una partnership con una branca della propaganda cinese». Poco prima Trump aveva chiamato Bezos per lamentarsi. Jeff Bezos è un «bravo ragazzo. Poi, parlando con i giornalisti, il presidente ha commentato: «Jeff è un bravo ragazzo. E’ stato fantastico, ha risolto il problema molto rapidamente e fatto la cosa giusta».
È stato fantastico, ha risolto il problema molto rapidamente e ha fatto la cosa giusta. Ho apprezzato», ha detto in serata il presidente a conferma della conversazione e del livello di tensione raggiunto. Bezos ha donato un milione di dollari per finanziare le celebrazioni del ritorno di Trump alla Casa Bianca, e ha attenuato la linea trumpiana del giornale di cui è editore, il Washington Post. Lo scontro è diventato poi un giallo, quando Amazon ha negato di aver mai voluto mettere in rilievo il prezzo dei dazi trumpiani sul costo dei prodotti in vendita online.
«Il team che gestisce il nostro negozio ultra low cost Amazon Houl - ha spiegato un portavoce - ha preso in considerazione l’idea di indicare i costi di importazione su alcuni prodotti, ma la linea non è stata approvata e non accadrà niente di tutto questo». Su Amazon Haul, già due ore dopo lo scoppio del caso, non erano più indicati i dazi.
Resta invece aperto lo scontro tra Bezos e Musk per la conquista dello spazio, una sfida che, come vedremo, passerà anche dai buoni rapporti che il fondatore di Amazon saprà mantenere con Trump. Lunedì notte il gigante delle vendite online ha lanciato dalla base di Cape Canaveral i primi ventisette satelliti della sua costellazione Kuiper, che punta a offrire una super connessione internet nello spazio. La missione appare in aperta competizione con Starlink, la compagnia di Musk che da anni ha avviato lanci in orbita per la copertura ultraterrestre.
Amazon ha investito più di dieci miliardi di dollari in questo progetto svelato nel 2019, con l’obiettivo di offrire una copertura di rete anche a zone remote del pianeta e territori segnati dalla guerra o disastrati. I costi del servizio sono al momento sconosciuti ma, in linea con il brand, dovranno essere stracciati, per competere con quello offerto da Musk. Il piano ricorda quello del miliardario sudafricano che con la sua costellazione Starlink ha finora dominato il mercato di internet via satellite ed è in netto vantaggio rispetto a Bezos, così come è avanti nel settore dei razzi.
Nella notte tra domenica e lunedì Starlink ha completato con successo un altro lancio. I satelliti in orbita sono circa settemila. Bezos punta a lanciare 3236 satelliti. Secondo il programma autorizzato dalla commissione federale sulle comunicazioni, Amazon dovrà aver inviato metà dei satelliti, cioè 1.618, entro metà del 2026, ma è probabile che la compagnia chiederà al governo di posticipare la scadenza. Mantenere i buoni rapporti con Trump potrebbe tornare utile a Bezos.