Germania, la Spd dà il via libera al patto di governo. Strada spianata per Merz cancelliere
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – “Sono molto soddisfatto”. Il segretario generale della Spd Matthias Miersch ha annunciato i risultati del referendum tra gli iscritti sul contratto di coalizione. Ed è la prima indagine digitale tra i “compagni” in un paese che adora spedire lettere e in cui tanti uffici pubblici si affidano ancora alla carta e al fax. I socialdemocratici hanno dato il via libera con l’84,6% dei voti, ma solo il 56% degli iscritti ha partecipato al referendum.
Dopo l’indagine tra i socialdemocratici manca una sola tappa alla nomina del leader Cdu Friedrich Merz a cancelliere di una coalizione tra cristianodemocratici e socialdemocratici: il via libera del Bundestag, previsto per il 6 maggio.
Miersch si è detto “fiero” della Spd e convinto che vinceranno le prossime elezioni. A quelle di febbraio i socialdemocratici sono crollati al 16,5%, il peggior risultato della loro storia. Una batosta dovuta anche all’insistenza con cui la Spd si è aggrappata a un candidato come Olaf Scholz, l’ex cancel…
BERLINO – “Sono molto soddisfatto”. Il segretario generale della Spd Matthias Miersch ha annunciato i risultati del referendum tra gli iscritti sul contratto di coalizione. Ed è la prima indagine digitale tra i “compagni” in un paese che adora spedire lettere e in cui tanti uffici pubblici si affidano ancora alla carta e al fax. I socialdemocratici hanno dato il via libera con l’84,6% dei voti, ma solo il 56% degli iscritti ha partecipato al referendum.
Dopo l’indagine tra i socialdemocratici manca una sola tappa alla nomina del leader Cdu Friedrich Merz a cancelliere di una coalizione tra cristianodemocratici e socialdemocratici: il via libera del Bundestag, previsto per il 6 maggio.
Miersch si è detto “fiero” della Spd e convinto che vinceranno le prossime elezioni. A quelle di febbraio i socialdemocratici sono crollati al 16,5%, il peggior risultato della loro storia. Una batosta dovuta anche all’insistenza con cui la Spd si è aggrappata a un candidato come Olaf Scholz, l’ex cancelliere precipitato dopo tre anni di governo in fondo a tutti gli indici di popolarità.
Uno degli architetti della sconfitta elettorale e della resistenza di Scholz è stato l’attuale capogruppo e leader dei socialdemocratici, Lars Klingbeil. Che tuttavia è stato incoronato stamane, dai vertici del partito, vicecancelliere e ministro delle Finanze in pectore. E avrà il compito di scegliere i ministri della Spd, che saranno annunciati lunedì (la Cdu la Cdu li hanno rivelati già nei giorni scorsi).
Molti commentatori storcono il naso alla disinvoltura con cui Klingbeil ha accentrato su di sé il ruolo di uomo più potente dei socialdemocratici dopo la sonora sconfitta elettorale. Mentre chi rischia di pagarne il conto è l’attuale co-leader della Spd, Saskia Esken, che punta notoriamente a un ministero ma che molti vorrebbero trasformare nel capro espiatorio della disfatta di febbraio.
Sembra assodato che tra i ministri che Klingbeil sceglierà nei prossimi giorni ci sarà l’attuale ministro della Difesa Boris Pistorius, che dovrebbe restare alla Difesa. Al dicastero del Lavoro dovrebbe andare l’ex presidente del Bundestag, Baerbel Bas. Ma non è detto che Klingbeil, che ora accentra quattro incarichi su di sé, non le ceda la guida del partito