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Yemen, anche i britannici bombardano gli Houthi con gli Usa

Per la prima volta da quando il Labour è al governo e da quando Trump è alla Casa Bianca. Colpiti obiettivi a 15 chilometri da Sana’a
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LONDRA – Per la prima volta da quando il Labour è al governo e Donald Trump è alla Casa Bianca, il Regno Unito ha preso parte con la sua aviazione militare alla campagna di pesanti bombardamenti degli Houthi nello Yemen portata avanti dagli Stati Uniti. Il ministero della Difesa britannico ha reso noto che la notte scorsa cacciabombardieri della Royal Air Force (Raf) si sono uniti ai caccia americani in azioni per colpire le basi dei ribelli islamici yemeniti, in particolare su installazioni a 15 chilometri dalla capitale Sana’a, usate dagli Houthi, secondo l’intelligence di Londra e Washington, per fabbricare i droni lanciati negli ultimi mesi contro le navi commerciali nel mar Rosso.

“L’attacco è stato autorizzato per rispondere alla persistente minaccia posta dagli Houthi alla libertà di navigazione”, ha dichiarato il ministro della Difesa britannico John Healey. “Il commercio marittimo attraverso il mar Rosso è calato del 55 per cento a causa delle azioni dei ribelli yemeniti, cos…

LONDRA – Per la prima volta da quando il Labour è al governo e Donald Trump è alla Casa Bianca, il Regno Unito ha preso parte con la sua aviazione militare alla campagna di pesanti bombardamenti degli Houthi nello Yemen portata avanti dagli Stati Uniti. Il ministero della Difesa britannico ha reso noto che la notte scorsa cacciabombardieri della Royal Air Force (Raf) si sono uniti ai caccia americani in azioni per colpire le basi dei ribelli islamici yemeniti, in particolare su installazioni a 15 chilometri dalla capitale Sana’a, usate dagli Houthi, secondo l’intelligence di Londra e Washington, per fabbricare i droni lanciati negli ultimi mesi contro le navi commerciali nel mar Rosso.

“L’attacco è stato autorizzato per rispondere alla persistente minaccia posta dagli Houthi alla libertà di navigazione”, ha dichiarato il ministro della Difesa britannico John Healey. “Il commercio marittimo attraverso il mar Rosso è calato del 55 per cento a causa delle azioni dei ribelli yemeniti, costando miliardi all’economia globale e aumentando l’instabilità nel Medio Oriente”. Fonti britanniche indicano che i piloti della Raf hanno preso ogni precauzione possibile per minimizzare perdite fra la popolazione civile dello Yemen e anche per questo i raid sono stati condotti di notte, quando la presenza di civili nelle aree messe nel mirino era ulteriormente ridotta.

Il Regno Unito aveva già partecipato a cinque missioni aeree congiunte con l’aviazione militare americana contro gli Houthi, fra il gennaio e il maggio 2024, parte di una campagna autorizzata da Joe Biden, allora presidente degli Stati Uniti. Ma non era stato ancora coinvolto nell’offensiva più intensa contro i ribelli yemeniti approvata da Trump. Dal 15 marzo, quando la Casa Bianca ha approvato l’Operazione Rough Rider contro i miliziani in Yemen, sono stati colpiti più di 800 obiettivi, risultando “nella morte di centinaia combattenti e di numerosi leader”, afferma il Pentagono. Ma secondo Annie Shiel, direttrice del Center for Civilians in Conflict, un’organizzazione umanitaria Usa, sotto la presidenza Trump sembra esserci meno attenzione alla protezione dei civili in attacchi simili. Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha dichiarato che le forze Usa devono dare la precedenza alla “letalità” e ha tagliato i programmi per minimizzare danni collaterali.

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