PECHINO - Scaldabagni, ventilatori, sedie pieghevoli, tutto in vendita al miglior offerente. A Canton sono iniziati i lavori per smantellare il mega centro Covid per le quarantene costruito nel 2022. Completato nel novembre di quell’anno, in realtà il centro è diventato quasi immediatamente inutile: poche settimane dopo la Cina revocò infatti improvvisamente la maggior parte delle sue politiche di controllo della pandemia.
“La stazione sanitaria di Nansha a Canton è stata completata nel novembre 2022 con una capacità di 20mila camere e 80mila posti letto. Tuttavia, il centro è diventato obsoleto meno di due settimane dopo. Questo mese sono iniziati i lavori di smantellamento della struttura e le cabine e le altre attrezzature, tra cui scaldabagni, ventilatori, sedie pieghevoli e stendini, sono state vendute ai residenti locali e ai proprietari di attività commerciali”, scrive la rivista cinese Caixin che pubblica una serie di fotografie.
PECHINO - Scaldabagni, ventilatori, sedie pieghevoli, tutto in vendita al miglior offerente. A Canton sono iniziati i lavori per smantellare il mega centro Covid per le quarantene costruito nel 2022. Completato nel novembre di quell’anno, in realtà il centro è diventato quasi immediatamente inutile: poche settimane dopo la Cina revocò infatti improvvisamente la maggior parte delle sue politiche di controllo della pandemia.
“La stazione sanitaria di Nansha a Canton è stata completata nel novembre 2022 con una capacità di 20mila camere e 80mila posti letto. Tuttavia, il centro è diventato obsoleto meno di due settimane dopo. Questo mese sono iniziati i lavori di smantellamento della struttura e le cabine e le altre attrezzature, tra cui scaldabagni, ventilatori, sedie pieghevoli e stendini, sono state vendute ai residenti locali e ai proprietari di attività commerciali”, scrive la rivista cinese Caixin che pubblica una serie di fotografie.
Si fanno certi affari non male. Le cabine prefabbricate vengono vendute a circa 3mila yuan l’una (360 euro), scaldabagni elettrici da 6 litri a 300 yuan ciascuno, stendibiancheria in acciaio inossidabile a 40 yuan e sedie pieghevoli a 14 yuan. “La maggior parte degli acquirenti è locale, anche se alcuni hanno fatto lunghi viaggi per cercare occasioni”, scrive Caixin.
Già dall’anno scorso varie province cinesi hanno iniziato a smantellare questi centri temporanei per le quarantene. Nel novembre del 2022 Canton, metropoli nel sud, capitale della provincia del Guangdong e uno dei centri manifatturieri più importanti del Paese, era la città che stava soffrendo maggiormente dalle ondate di Covid che stavano investendo la Cina all’epoca.
Sul Covid, e sulle sue origini, non si placano però le polemiche tra Cina e Stati Uniti. Mercoledì il governo cinese ha pubblicato un libro bianco intitolato “Prevenzione, controllo e tracciamento delle origini del Covid-19: azioni e posizione della Cina”. Tra le continue accuse americane che il virus sia il risultato di una fuga di laboratorio, Pechino ha ribadito ancora una volta la propria tesi che il Covid “potrebbe aver avuto origine negli Stati Uniti”.
“Il governo degli Stati Uniti, invece di affrontare il proprio fallimento nella risposta al Covid-19 e riflettere sulle proprie carenze, ha cercato di scaricare la colpa e distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica politicizzando spudoratamente la ricerca delle origini del SARS-CoV-2”, si legge nel testo. “Ciò ha gravemente compromesso gli sforzi congiunti internazionali nella lotta contro la pandemia e ha reso il Paese un anello debole nella governance sanitaria globale. Prove sostanziali suggeriscono che il Covid-19 potrebbe essere emerso negli Stati Uniti prima della data ufficialmente dichiarata e prima dell'epidemia in Cina. È necessario condurre un'indagine approfondita sulle origini del virus negli Stati Uniti”.