NEW YORK - Il presidente Donald Trump ha dato l’interim al segretario di Stato Marco Rubio per il ruolo di consigliere alla sicurezza nazionale, dopo il siluramento di Michael Waltz. Ma nella galassia trumpiana molti temono che questa mossa possa portare a un terremoto di incarichi, tra cui quello di capo del Pentagono, sulla cui poltrona siede Pete Hegseth.
Secondo il Wall Street Journal, l’ispettorato generale della Difesa ha esteso la sua indagine sulla fuga di notizie riservate, aprendo un fascicolo sul caso della chat creata da Hegseth in cui aveva incluso la moglie, Jennifer Rauchet, il fratello, Phil Hegseth e l’avvocato Tim Parlatore, e condiviso informazioni su un piano militare di attacco agli Houthi, in Yemen. “L’obiettivo dell’indagine - ha spiegato il Pentagono - è capire se il segretario alla Difesa e altro personale hanno rispettato le procedure per l’uso governativo di app di messaggistica commerciale”. Non è chiaro quando l’indagine si concluderà, ma rappresenta un s…
NEW YORK - Il presidente Donald Trump ha dato l’interim al segretario di Stato Marco Rubio per il ruolo di consigliere alla sicurezza nazionale, dopo il siluramento di Michael Waltz. Ma nella galassia trumpiana molti temono che questa mossa possa portare a un terremoto di incarichi, tra cui quello di capo del Pentagono, sulla cui poltrona siede Pete Hegseth.
Secondo il Wall Street Journal, l’ispettorato generale della Difesa ha esteso la sua indagine sulla fuga di notizie riservate, aprendo un fascicolo sul caso della chat creata da Hegseth in cui aveva incluso la moglie, Jennifer Rauchet, il fratello, Phil Hegseth e l’avvocato Tim Parlatore, e condiviso informazioni su un piano militare di attacco agli Houthi, in Yemen. “L’obiettivo dell’indagine - ha spiegato il Pentagono - è capire se il segretario alla Difesa e altro personale hanno rispettato le procedure per l’uso governativo di app di messaggistica commerciale”. Non è chiaro quando l’indagine si concluderà, ma rappresenta un segnale preoccupante per Hegseth, alle luce delle ultime vicende.
La decisione di far fuori Waltz è nata dopo le imbarazzanti rivelazioni uscite a marzo, quando il consigliere aveva inserito per errore nella chat governativa di gruppo sulla piattaforma Signal il direttore di The Atlantic. Nelle ultime settimane Waltz era andato a tutti i programmi televisivi nel tentativo di rinsaldare la propria posizione e allontanare i rumors di un crollo di fiducia nel cerchio magico del presidente. E’ risultato uno sforzo inutile.
Il precedente del primo mandato
Il siluramento è un segnale a tutto lo staff, a cui Trump chiede fedeltà massima. Ma, come dicevamo, è possibile che sia partita una purga più generale, non nuova nello stile del tycoon che anche durante il primo mandato aveva mandato via, nei primi otto mesi di presidenza, una serie di consiglieri, dal capo stratega Steve Bannon al capo di gabinetto Reince Priebus, ma soprattutto un altro consigliere alla sicurezza nazionale: Michael Flynn, costretto alle dimissioni per aver mentito riguardo ai suoi contatti con diplomatici russi. Flynn è durato meno di Waltz: tre settimane.
Le pressioni dei Maga
Secondo il Washington Post, all’inizio Trump era apparso riluttante all’idea di cacciare Waltz, considerato uno dei suoi più fedeli collaboratori, ma sarebbe stato il team presidenziale a convincerlo sull’inaffidabilità in un ruolo così delicato. A dare l’accelerazione sono state le nuove rivelazioni secondo cui Waltz aveva usato il suo account Gmail per condividere materiale riservato di governo. Un caso che aveva provocato la protesta dei democratici del Congresso e il silenzio imbarazzato dei repubblicani.
Considerato un falco dell’amministrazione, l’ex consigliere non aveva mai convinto pienamente lo staff presidenziale: era stato accusato di aver sostenuto in passato gli aiuti all’Ucraina e di essersi opposto al ritiro americano dall’Afghanistan. E’ possibile che a dare un aiuto alla spinta finale per far uscire Waltz abbia contribuito il parere di Laura Loomer, l’attivista e blogger di destra molto ascoltata da Trump, che ha attaccato una serie di collaboratori del presidente, tra cui lo stesso ex consigliere.
Anche Hegseth trema
Loomer aveva criticato anche il vice di Waltz, Alex Wong, anch'egli ormai vicino a lasciare il suo posto. Ma anche il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, non sta vivendo giorni sereni, dopo essere passato da un caso all’altro.
Hegseth non solo aveva condiviso informazioni riservate sulla chat in cui c’era il giornalista, ma aveva creato un altro gruppo su Signal in cui aveva condiviso informazioni riservate con la moglie, il fratello e l’avvocato personale. All’ultima riunione di gabinetto Trump gli ha dato la parola presentandolo ironicamente come il “meno controverso del governo”, scatenando le risate di tutti. Poi ha lodato Hegseth, dicendo “le persone non sanno quanto sia bravo”. Ma questo non può rasserenare il segretario alla Difesa. Pochi giorni fa Trump aveva detto di Waltz “è un bravo ragazzo”.