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Stati Uniti, dopo il licenziamento di Waltz trema anche Hegseth: il Pentagono non si fida

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L’indagine sul chatgate si allarga alla chat creata dal segretario alla Difesa in cui ha condiviso informazioni riservare con la moglie, il fratello e l’avvocato
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NEW YORK – Dopo il siluramento del consigliere Michael Waltz, nella galassia trumpiana guardano al segretario alla Difesa Pete Hegseth. La sua posizione non appare solida. Secondo il Wall Street Journal, l’ispettorato generale del Pentagono ha esteso la sua indagine sulla fuga di notizie riservate, il Chatgate, aprendo un fascicolo sul caso della chat creata da Hegseth in cui aveva incluso la moglie, Jennifer Rauchet, il fratello, Phil Hegseth, l’avvocato Tim Parlatore, e condiviso informazioni su un piano di attacco agli Houthi, in Yemen. «L’obiettivo dell’indagine - ha spiegato il Pentagono - è capire se il segretario alla Difesa e altro personale hanno rispettato le procedure per l’uso governativo di app di messaggistica commerciale».

Non è chiaro quando l’indagine si concluderà, ma rappresenta un messaggio per Hegseth, sempre più vulnerabile. Ogni giorno spunta un retroscena sulla sua condotta superficiale. Non solo aveva condiviso informazioni riservate sulla chat in cui c’era u…

NEW YORK – Dopo il siluramento del consigliere Michael Waltz, nella galassia trumpiana guardano al segretario alla Difesa Pete Hegseth. La sua posizione non appare solida. Secondo il Wall Street Journal, l’ispettorato generale del Pentagono ha esteso la sua indagine sulla fuga di notizie riservate, il Chatgate, aprendo un fascicolo sul caso della chat creata da Hegseth in cui aveva incluso la moglie, Jennifer Rauchet, il fratello, Phil Hegseth, l’avvocato Tim Parlatore, e condiviso informazioni su un piano di attacco agli Houthi, in Yemen. «L’obiettivo dell’indagine - ha spiegato il Pentagono - è capire se il segretario alla Difesa e altro personale hanno rispettato le procedure per l’uso governativo di app di messaggistica commerciale».

Non è chiaro quando l’indagine si concluderà, ma rappresenta un messaggio per Hegseth, sempre più vulnerabile. Ogni giorno spunta un retroscena sulla sua condotta superficiale. Non solo aveva condiviso informazioni riservate sulla chat in cui c’era un giornalista e su un gruppo di famiglia, ma secondo l’agenzia Ap Hegseth aveva installato nel suo ufficio una linea “dirty internet” in grado di bypassare le misure di sicurezza del dipartimento della Difesa e usato il computer personale per accedere alla piattaforma online Signal. Hegseth è ossessionato dai possibili nemici, non si fida di nessuno, ma neanche al Pentagono si fidano più di lui. I generali temono che le loro informazioni riservate facciano il giro delle chat.

All’ultima riunione di gabinetto Trump ha presentato Hegseth come il «meno controverso del governo», scatenando le risate di tutti. Poi lo ha lodato, dicendo «le persone non sanno quanto Pete sia bravo”. Ma questo non può rasserenare il segretario alla Difesa. Pochi giorni fa Trump aveva detto di Waltz “è un bravo ragazzo”.

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