GERUSALEMME – L’allarme, poi un boato, fumo nero e una voragine larga e profonda diversi metri. Un missile balistico lanciato dagli Houthi yemeniti è riuscito a bucare le difese israeliane e ha colpito l’aranceto che circonda l’aeroporto internazionale di Ben Gurion. E se il bilancio in termini di vittime è contenuto — sette feriti lievi colpiti da detriti e altri nella corsa ai rifugi o per lo shock — la botta è dura, perché l’attacco arriva nel cuore di Israele e nel centro nevralgico dei suoi collegamenti con il mondo, mentre i potenti sistemi Arrow 3 e l’americano Thaad hanno fallito l’intercettazione (ancora in corso le verifiche per capire se si sia trattato di malfunzionamento o errore umano).
«Non c’è stato tempo di correre a un rifugio», ha raccontato a Ynet Yossi, un tassista che si trovava davanti al terminal. «Tutto tremava, piccole pietre volavano in aria. Si è scatenato un panico immenso».
Gli Houthi hanno iniziato ad attaccare Israele (e il traffico navale sul Mar …
GERUSALEMME – L’allarme, poi un boato, fumo nero e una voragine larga e profonda diversi metri. Un missile balistico lanciato dagli Houthi yemeniti è riuscito a bucare le difese israeliane e ha colpito l’aranceto che circonda l’aeroporto internazionale di Ben Gurion. E se il bilancio in termini di vittime è contenuto — sette feriti lievi colpiti da detriti e altri nella corsa ai rifugi o per lo shock — la botta è dura, perché l’attacco arriva nel cuore di Israele e nel centro nevralgico dei suoi collegamenti con il mondo, mentre i potenti sistemi Arrow 3 e l’americano Thaad hanno fallito l’intercettazione (ancora in corso le verifiche per capire se si sia trattato di malfunzionamento o errore umano).
«Non c’è stato tempo di correre a un rifugio», ha raccontato a Ynet Yossi, un tassista che si trovava davanti al terminal. «Tutto tremava, piccole pietre volavano in aria. Si è scatenato un panico immenso».
Gli Houthi hanno iniziato ad attaccare Israele (e il traffico navale sul Mar Rosso) nel novembre 2023. Sono 370 i lanci di missili e droni effettuati in un anno e mezzo, ma dalla ripresa della guerra a Gaza, il 18 marzo, gli attacchi si sono intensificati. E quella di ieri fa parte della reazione ai raid americani, che nelle ultime settimane hanno distrutto centinaia di obiettivi in Yemen.
«Israele risponderà al loro attacco contro il nostro principale aeroporto e, nel momento e nel luogo da noi scelti, ai loro padroni del terrore iraniani», la promessa del premier israeliano Benjamin Netanyahu su X. Un post accompagnato da un’immagine di un messaggio del presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth, in cui il leader americano punta il dito contro Teheran.
L’attacco si è verificato poco dopo le 9.20 del mattino ora locale. Diversi voli hanno rinunciato ad atterrare ed altri non hanno potuto decollare, con lo spazio aereo che è rimasto chiuso poco meno di un’ora prima che il traffico riprendesse regolarmente. In seguito all’episodio però la maggior parte delle linee aree ha annunciato la cancellazione dei voli per Israele, inclusa Ita, Lufthansa e Wizz Air.
In serata si è riunito il gabinetto di guerra, per esaminare possibili risposte agli Houthi e la situazione a Gaza, con l’esercito che sabato sera aveva confermato di aver richiamato decine di migliaia di riservisti in preparazione a un allargamento dell’offensiva di terra. «Stiamo aumentando la pressione per far tornare gli ostaggi e sconfiggere Hamas», ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir. Ma lo stesso Zamir, ha avvertito: «Non faremo morire di fame Gaza, gli aiuti devono arrivare presto». Messaggio al premier, fermo nel blocco dei rifornimenti umanitari. intanto, ieri altri morti: i raid dell’Idf hanno provocato 24 morti, tra cui tre bambini. Mentre due soldati israeliani sono stati uccisi nella Striscia.