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Trump: “Troppo odio, a Kiev pace impossibile”. E sfida la Costituzione

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Washington invia in aiuto la batteria Patriot che si trovava in Israele. L’intervista shock: “Non so se devo rispettare la Carta fondamentale”
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NEW YORK – Prima di tornare alla Casa Bianca, Donald Trump aveva garantito di mettere fine in ventiquattr’ore alla guerra tra Russia e Ucraina. «Forse - aveva aggiunto - anche prima che torni nello Studio Ovale». Superati i cento giorni di governo, il presidente degli Stati Uniti ha messo in dubbio la stessa ipotesi di pace. In un’intervista a Nbc News Trump ha detto che tra l’ucraino Volodymyr Zelensky e il russo Vladimir Putin c’è un odio troppo forte. «Forse - ha confessato - la pace non è possibile». «C’è un odio tremendo - ha aggiunto - stiamo parlando di un odio tremendo tra questi due uomini e tra i generali. Stanno combattendo duramente da tre anni».

La realtà è che nelle ultime settimane Trump ha capito che Putin non vuole la pace. Il tycoon pensava davvero di convincerlo, congelando la situazione al fronte e escludendo l’ingresso dell’Ucraina nella Nato. Trump sognava di annunciare la pace prima di Pasqua e di partecipare alle celebrazioni degli 80 anni dalla vittoria n…

NEW YORK – Prima di tornare alla Casa Bianca, Donald Trump aveva garantito di mettere fine in ventiquattr’ore alla guerra tra Russia e Ucraina. «Forse - aveva aggiunto - anche prima che torni nello Studio Ovale». Superati i cento giorni di governo, il presidente degli Stati Uniti ha messo in dubbio la stessa ipotesi di pace. In un’intervista a Nbc News Trump ha detto che tra l’ucraino Volodymyr Zelensky e il russo Vladimir Putin c’è un odio troppo forte. «Forse - ha confessato - la pace non è possibile». «C’è un odio tremendo - ha aggiunto - stiamo parlando di un odio tremendo tra questi due uomini e tra i generali. Stanno combattendo duramente da tre anni».

La realtà è che nelle ultime settimane Trump ha capito che Putin non vuole la pace. Il tycoon pensava davvero di convincerlo, congelando la situazione al fronte e escludendo l’ingresso dell’Ucraina nella Nato. Trump sognava di annunciare la pace prima di Pasqua e di partecipare alle celebrazioni degli 80 anni dalla vittoria nella Seconda guerra mondiale, ospite di Putin sulla Piazza Rossa. Lo storico incontro con Zelensky a San Pietro e il successivo accordo sullo sfruttamento delle “terre rare” hanno accelerato lo spostamento del baricentro della Casa Bianca già in atto da almeno tre settimane. Trump aveva già minacciato di ritirarsi dai negoziati, mentre il segretario di Stato Marco Rubio aveva ammesso che una «soluzione rapida non è all’orizzonte». Il problema non è più Zelensky, e questo ad appena due mesi dallo scontro allo Studio Ovale con il leader ucraino. Ma Putin, continuando a bombardare gli ucraini, sostiene Washington, ha voluto “umiliare” Trump, mostrando come la sua mediazione non fosse sufficiente.

Le parole di apertura verso l’Ucraina del presidente adesso sono accompagnate dai fatti: Kiev riceverà nuovi aiuti dagli Stati Uniti. Un sistema di difesa aerea Patriot, che era stato di base in Israele, verrà inviato a Kiev dopo aver superato la revisione. Lo ha rivelato il New York Times, citando quattro funzionari del governo Usa, i quali si sono rifiutati di dire quale fosse l’opinione di Trump. Le parole espresse nell’intervista televisiva hanno indicato quale sia il suo reale umore. Il messaggio è arrivato assieme ad altri, tra cui l’ammissione di non essere così certo di voler rispettare il giuramento verso la legge suprema del Paese. «Non so se sia mio compito», ha aggiunto, rispondendo alla domanda della giornalista Kristen Welker che gli chiedeva se pensasse di rispettare la Costituzione. Trump continua a spingere verso nuovi limiti il potere esecutivo. Nell’intervista il tycoon ha messo in discussione anche l’applicabilità del diritto a un processo equo per i migranti, perché «così dovremmo avere un milione, due milioni o tre milioni di processi». «Ma ho dei bravi avvocati che lavorano per me - ha aggiunto - e naturalmente rispetteranno le decisioni della Corte Suprema».

Nella realtà non è così: il governo non ha rispettato la Corte, che ha chiesto il rimpatrio di Kilmar Abrego Garcia, deportato per errore in Salvador, e di rispettare il giusto processo nell’espulsione degli immigrati illegali o sospettati di aver commesso reati. Dall’inizio del suo secondo mandato, a gennaio, Trump ha esercitato il potere esecutivo come nessun altro presidente nella storia americana, firmando più di 140 ordini esecutivi per ridurre l’immigrazione illegale, spazzare via la politica inclusiva e demolire la burocrazia federale. Il presidente ha inoltre escluso l’ipotesi di candidarsi per un terzo mandato, indicando come eredi, nell’ordine, il segretario di Stato Rubio e il vicepresidente Vance. Il terzo mandato è vietato dalla Costituzione, ma questo annuncio significa una cosa: Trump vuole raggiungere i suoi obiettivi in questi quattro anni, e per riuscirci è disposto a tutto. Il tycoon ha ribadito l’intenzione di annettere la Groenlandia e ammesso di «non avere escluso» l’uso della forza militare, ma questo non varrà per il Canada, nonostante punti ancora a farne il 51° stato americano.

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