Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato a sorpresa la fine del conflitto con gli Houthi, in Yemen - dopo due mesi di bombardamenti americani - e la ripresa della navigazione commerciale senza rischi di venire attaccata dalla milizia sostenuta dall'Iran. E l’Oman lo conferma, con il ministro degli Esteri Badr al-Bousaydi, che ha spiegato: “A seguito delle recenti discussioni e contatti condotti dal Sultanato dell'Oman con gli Stati Uniti e le autorità competenti di Sanaa gli sforzi hanno portato a un accordo di cessate il fuoco tra le due parti". Aggiungendo che "in futuro, nessuna delle due parti prenderà di mira l'altra, comprese le navi statunitensi, nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandeb".
Dal fronte yemenita, l'alto funzionario degli Houthi Muhammad al Buhaythi ha dichiarato che "il gruppo è pronto a interrompere gli attacchi contro le navi militari statunitensi se Trump fermerà i raid nello Yemen, ma le operazioni contro Israele a sostegno di Gaza …
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato a sorpresa la fine del conflitto con gli Houthi, in Yemen - dopo due mesi di bombardamenti americani - e la ripresa della navigazione commerciale senza rischi di venire attaccata dalla milizia sostenuta dall'Iran. E l’Oman lo conferma, con il ministro degli Esteri Badr al-Bousaydi, che ha spiegato: “A seguito delle recenti discussioni e contatti condotti dal Sultanato dell'Oman con gli Stati Uniti e le autorità competenti di Sanaa gli sforzi hanno portato a un accordo di cessate il fuoco tra le due parti". Aggiungendo che "in futuro, nessuna delle due parti prenderà di mira l'altra, comprese le navi statunitensi, nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandeb".
Dal fronte yemenita, l'alto funzionario degli Houthi Muhammad al Buhaythi ha dichiarato che "il gruppo è pronto a interrompere gli attacchi contro le navi militari statunitensi se Trump fermerà i raid nello Yemen, ma le operazioni contro Israele a sostegno di Gaza continueranno".
Nessun commento ufficiale è arrivato da Israele dove la tv pubblica Kan ha rivelato che i funzionari israeliani sono rimasti "scioccati" dalla dichiarazione del presidente Usa Donald Trump sullo stop ai bombardamenti nello Yemen perché gli "Houthi hanno capitolato". Gli Stati Uniti non hanno informato in anticipo Israele della dichiarazione, hanno detto.
Trump aveva anticipato la notizia durante il botta e risposta con i giornalisti nel corso del bilaterale con il nuovo primo ministro canadese Mark Carney, in visita alla Casa Bianca. "Gli Houthi - ha dichiarato - ci hanno detto che non vogliono più combattere. Ci hanno detto, 'per favore, non bombardateci più e promesso che non attaccheranno più le navi commerciali". "Ci hanno promesso - ha continuato - che manterranno la parola e per onorare quella noi fermeremo i bombardamenti". Quando i giornalisti gli hanno chiesto da dove fosse arrivata questa notizia, Trump ha prima risposto che "non importava", poi ha aggiunto di averla sentita dire e che proveniva da "una buonissima fonte".
Gli Stati Uniti erano impegnati da tempo nella riapertura delle rotte commerciali attaccate dagli Houthi, che solo qualche ora prima dell'annuncio di Trump avevano dichiarato di essere impegnati in una "guerra santa". Al momento non sono arrivate conferme dalla milizia yemenita.
In giornata le Forze armate israeliane avevano confermato il massiccio attacco in Yemen, per il secondo giorno consecutivo: stavolta a essere bersagliata è stata soprattutto la capitale, Sanaa, e il suo aeroporto in risposta all’attacco degli Houthi allo scalo di Tel Aviv di domenica scorsa.
"L'aeronautica militare israeliana ha attaccato poco fa e distrutto infrastrutture degli Houthi presso l'aeroporto principale di Sanaa, nello Yemen, provocandone la completa inutilizzabilità. Lo abbiamo messo fuori uso. Questo è avvenuto in seguito al lancio di razzi da parte dell'organizzazione terroristica contro l'aeroporto Ben Gurion", ha dichiarato il portavoce dell'Idf aggiungendo che l'aeroporto viene utilizzato dagli Houthi per il trasferimento di armi e miliziani ed è regolarmente operato dal regime Houthi a fini terroristici.
"Diverse centrali elettriche sono state colpite nella zona così come il cementificio Al Imran, situato a nord della capitale e che, secondo l’Idf, “costituisce una risorsa importante per il regime terroristico degli Houthi e viene utilizzato per la costruzione di tunnel sotterranei e altre infrastrutture terroristiche”.
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