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Von Storch: “La Germania aveva scelto noi di Afd, siamo pronti all’alleanza

Beatrix von Storch

 

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Intervista alla vice capogruppo del partito di estrema destra al Bundestag. Suo nonno è stato ministro delle Finanze del III Reich. “Il governo è instabile e non durerà a lungo”
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BERLINO – La vice dell’Afd, Beatrix von Storch, punta il dito contro un governo che si preannuncia già «instabile» e «breve», fondato su una maggioranza che si farà trainare «dalla frangia radicale della Spd». I tedeschi, sostiene in quest’intervista a Repubblica, hanno votato per «una maggioranza nero-blu», tra Cdu/Csu e Afd. Ed è ora che Merz «abbatta il cordone sanitario» e si renda conto che ciò che propone «sulla politica interna», il partito guidato da Alice Weidel «lo sostiene in pieno».

Von Storch, per la prima volta nella storia un candidato cancelliere è stato sconfitto al primo turno delle elezioni. Lei come ha reagito?

«Ho semplicemente dovuto constatare che la maggioranza della coalizione di Merz non è stabile. È chiaro che la Cdu, la Csu e la Spd stanno rappresentando qualcosa di fragile. Oggi ne abbiamo avuto la prova in modo impressionante, al primo turno dell’elezione del cancelliere. Ma questa incertezza si protrarrà per tutta questa legislatura – che si preannuncia …

BERLINO – La vice dell’Afd, Beatrix von Storch, punta il dito contro un governo che si preannuncia già «instabile» e «breve», fondato su una maggioranza che si farà trainare «dalla frangia radicale della Spd». I tedeschi, sostiene in quest’intervista a Repubblica, hanno votato per «una maggioranza nero-blu», tra Cdu/Csu e Afd. Ed è ora che Merz «abbatta il cordone sanitario» e si renda conto che ciò che propone «sulla politica interna», il partito guidato da Alice Weidel «lo sostiene in pieno».

Von Storch, per la prima volta nella storia un candidato cancelliere è stato sconfitto al primo turno delle elezioni. Lei come ha reagito?

«Ho semplicemente dovuto constatare che la maggioranza della coalizione di Merz non è stabile. È chiaro che la Cdu, la Csu e la Spd stanno rappresentando qualcosa di fragile. Oggi ne abbiamo avuto la prova in modo impressionante, al primo turno dell’elezione del cancelliere. Ma questa incertezza si protrarrà per tutta questa legislatura – che si preannuncia già breve. Su tutte le questioni decisive non sarà possibile per Merz ottenere una maggioranza senza la frangia radicale della Spd».

Lei che idea si è fatta? Perché il voto è fallito? Chi sono gli insoddisfatti, i franchi tiratori?

«Il mio sospetto è che si tratti degli esponenti dell’ala sinistra della Spd, che ci sia qualche rappresentante degli Jusos, dell’organizzazione giovanile del partito, qualche attivista di Open Borders, No nation, No Border, che è contrariato e che preferirebbe fare causa comune con la Linke. Ma d’ora in poi il signor Merz sarà sempre costretto a fare il loro gioco. E ciò significa che Merz è un cancelliere di una Repubblica che ha votato una maggioranza nero-blu (cioè di Cdu/Csu e Afd, ndr) e che ha segnalato che pretende un cambiamento politico che va nella direzione opposta a quella voluta dalla frangia folle dell’Spd. E invece saranno loro a decidere il destino della Germania. E lo hanno dimostrato in modo impressionante in questo scrutinio segreto. Forse nel frattempo sono stati comprati».

Comprati?

«Beh, c’è sempre un prezzo politico in questi processi. Non sappiamo cosa sia stato a far votare i franchi tiratori poi al secondo scrutinio per Merz. Sicuramente anche all’interno della Cdu/Csu ci sono alcuni che avrebbero voluto seguire una linea completamente diversa e che per questo non hanno votato a favore. Ma penso che si tratti di una minoranza. Perché la Cdu ha un miglior controllo sui propri parlamentari e la responsabilità politica è stata assunta con maggiore forza e anche sentita con maggiore convinzione dai singoli esponenti cristianodemocratici. Penso effettivamente che il problema in questo Paese sia l’ala sinistra dell’Spd, che è incompatibile con l’orientamento di fondo della Cdu. Ma Merz deve creare maggioranze comuni con questa parte folle».

Voi puntate ancora a una maggioranza con la Cdu/Csu?

«Lo abbiamo sempre detto: il cordone sanitario deve cadere. Noi siamo pronti. Quello che la Cdu vuole fare in ambito di politica interna, ovvero una svolta nella politica energetica, una svolta nella politica migratoria, una svolta nella politica economica, sulle catene di approvvigionamento, sull’abbattimento della burocrazia, noi lo sosteniamo in pieno. È quello di cui l’economia ha bisogno, ora».

Quanto è azzoppato Merz dopo questa batosta al Bundestag?

«È indebolito a livello internazionale, ed è indebolito a livello nazionale. Da oggi è provato che il governo non è in grado di risolvere i problemi strutturali di questo Paese, che c’è una coalizione nero-rossa inadeguata che ha solo dodici voti di scarto al Bundestag. Questo è un dato di fatto. È l’analisi strutturale di ciò che attende la Germania d’ora in poi. C’è una maggioranza con cui vorrebbero governare, che però non esiste più. E c’è una maggioranza alternativa che punterebbe in una direzione diversa, con noi, e che non viene ancora presa in considerazione. Ma un giorno dovrà accadere».

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