India e Pakistan, storia di un conflitto che dura da più di 70 anni
di Enrico FranceschiniLONDRA - Un conflitto tra due potenze dotate di armi nucleari. Una guerra, a volte fredda, a volte calda, che affonda le radici nella partizione del British Raj, l’immensa colonia britannica nel subcontinente indiano, e in una secolare contrapposizione religiosa. La sfida tra India e Pakistan riaccesa in questi giorni nel Kashmir è un incubo che coinvolge due Paesi con quasi due miliardi di abitanti, un quarto dell’umanità. Ecco una breve storia per capire la posta in gioco e cosa può succedere.
La partizione
Nel 1947, davanti alle pressioni dei nazionalisti delle due parti, il Regno Unito divide la propria colonia denominata India in due nazioni separate, concedendo loro l’indipendenza: l’India, a maggioranza induista, e il Pakistan, a mag…
LONDRA - Un conflitto tra due potenze dotate di armi nucleari. Una guerra, a volte fredda, a volte calda, che affonda le radici nella partizione del British Raj, l’immensa colonia britannica nel subcontinente indiano, e in una secolare contrapposizione religiosa. La sfida tra India e Pakistan riaccesa in questi giorni nel Kashmir è un incubo che coinvolge due Paesi con quasi due miliardi di abitanti, un quarto dell’umanità. Ecco una breve storia per capire la posta in gioco e cosa può succedere.
La partizione
Nel 1947, davanti alle pressioni dei nazionalisti delle due parti, il Regno Unito divide la propria colonia denominata India in due nazioni separate, concedendo loro l’indipendenza: l’India, a maggioranza induista, e il Pakistan, a maggioranza musulmana. Milioni di persone lasciano l’uno e l’altro Paese in direzioni opposte per ragioni religiose. L’anno seguente Gandhi, il leader pacifista che ha guidato la lotta contro il colonialismo e si è battuto inutilmente per un Paese unito e multiconfessionale, viene assassinato da un nazionalista induista.
Ma lo status del Kashmir, la regione montuosa lungo l'Himalaya occidentale, grande due terzi dell’Italia, confinante con le frontiere settentrionali dei due nuovi stati e contesa da entrambi, viene lasciato irrisolto. Anche la Cina controlla da allora una parte del Kashmir.
La guerra del 1947
Le autorità locali del Kashmir decidono di porsi sotto il controllo indiano, in cambio di protezione militare e autonomia. Militanti pakistani occupano parte della regione. Dopo pochi mesi scoppia la prima guerra fra India e Pakistan. Provoca 27 mila morti e decine di migliaia di feriti soltanto tra i militari. Si conclude due anni più tardi con un fragile cessate il fuoco mediato dall'Onu.
La guerra del 1965
Dopo anni di tensioni e schermaglie, nell'estate 1965 il Pakistan lancia un'offensiva clandestina per espandere le zone del Kashmir sotto il suo controllo. Ne risulta una seconda guerra con l'India di tre settimane, che causa 5 mila morti e 12 mila feriti, al termine della quale le due parti si impegnano a risolvere pacificamente ogni futura disputa. Ma l'accordo non verrà rispettato.
La creazione del Bangladesh
Nel 1971 una guerra regionale porta alla creazione del Bangladesh, un'altra vasta regione che si batte per l'indipendenza. L'anno seguente India e Pakistan decidono di risolvere anche la questione del Kashmir: la linea del cessate il fuoco stabilita nel 1966 diventa una "linea di controllo" riconosciuta da entrambi. Ciascun Paese mantiene la parte del Kashmir che domina da vent'anni. L'aspirazione reciproca è migliorare le relazioni.
Insurrezioni e terrorismo
Ma nel 1987, dopo accuse di brogli nelle elezioni locali, in Kashmir comincia una campagna di violenze, sommosse, rapimenti e attentati. I movimenti insurrezionali delle due parti si moderano un decennio dopo, ma la lunga stagione del terrore erode il tenue rapporto tra India e Pakistan. Nel 1999 il primo ministro pakistano Sharif invita il premier indiano Vajpayee a un summit: la prima visita del leader dell'India in Pakistan in oltre dieci anni.
I due Paesi si sono nel frattempo entrambi dotati di armi nucleari. La consapevolezza del pericolo di un conflitto atomico li spinge a cercare la pace: "Dobbiamo portare prosperità ai nostri popoli", dice Sharif, "per noi stessi e per le future generazioni". Ma tre mesi dopo una infiltrazione dal Pakistan in Kashmir provoca una nuova breve guerra, fortunatamente senza escalation nucleare. Finisce quando Sharif ritira le forze che si erano infiltrate. Passa ancora qualche mese e Sharif viene deposto in un colpo di stato militare, orchestrato dal generale che aveva diretto l'infiltrazione in Kashmir.
L'attentato del 2019
Nei due successivi decenni il Kashmir rimane una delle aree più militarizzate del mondo. Le tensioni sono costanti, nuovi conflitti vengono più volte sfiorati. Finché nel 2019 una potente bomba uccide 40 soldati indiani nella regione. L'India risponde con una serie di raid aerei sul Pakistan, ma non diventa una guerra totale.
La fine dell’autonomia
Nell'agosto dello stesso anno il primo ministro indiano Narendra Modi toglie al Kashmir l'autonomia di cui ha goduto praticamente dal 1947. Migliaia di persone, inclusi leader separatisti in precedenza schierati con l'India, vengono imprigionate dalle forze indiane, la cui presenza militare si espande fortemente. Nuova Delhi governa direttamente la parte del Kashmir sotto il suo controllo. In apparenza la mano dura di Modi funziona: il terrorismo cala, il turismo aumenta. Ma è un'illusione: il problema non è risolto.
L'attacco di aprile
Lo dimostra l'attacco terroristico del 22 aprile scorso, in cui muoiono 26 turisti, in maggioranza indiani, e decine rimangono feriti. Il Pakistan nega ogni coinvolgimento. In un primo tempo l'India non lo accusa esplicitamente, ma poi il primo ministro Modi ordina raid aerei contro nove basi di militanti in Pakistan e nelle aree del Kashmir sotto controllo pakistano.
"Una reazione misurata che non mira a una escalation", la definisce Modi, sostenendo di avere le prove sui responsabili dell'attacco. Ma il Pakistan avverte: "Questo non provocato atto di guerra viola la nostra sovranità e non rimarrà senza una risposta".