✕

Merz a Parigi con Macron da anatra zoppa nel cuore dell’Europa

Ascolta l'audio

Oggi il primo viaggio del neocancelliere: sarà in Francia e poi a Varsavia per rilanciare la Difesa europea e il triangolo di Weimar
2 minuti di lettura

Buona la seconda. Friedrich Merz parte oggi per Parigi e Varsavia azzoppato da un voto storico, nefasto. La bocciatura di ieri ha mostrato al mondo che il neo cancelliere tedesco dovrà cercarsi ogni volta le maggioranze in Parlamento. I dodici voti di scarto che sono evaporati ieri possono sparire anche domani. E l’istintiva tendenza del leader Cdu ad accentrare il potere, a telefonare poco, a sondare raramente il terreno prima di decisioni importanti, dovrà sparire. Proprio perché con Emmanuel Macron e Donald Tusk, Merz vuole ricostituire un robusto Triangolo di Weimar e varare ambiziosi progetti comuni, il neocancelliere dovrà cercare anzitutto di rinsaldare il suo governo e la sua maggioranza.

Già oggi nel bagaglio di Merz per Parigi e poi Var…

Buona la seconda. Friedrich Merz parte oggi per Parigi e Varsavia azzoppato da un voto storico, nefasto. La bocciatura di ieri ha mostrato al mondo che il neo cancelliere tedesco dovrà cercarsi ogni volta le maggioranze in Parlamento. I dodici voti di scarto che sono evaporati ieri possono sparire anche domani. E l’istintiva tendenza del leader Cdu ad accentrare il potere, a telefonare poco, a sondare raramente il terreno prima di decisioni importanti, dovrà sparire. Proprio perché con Emmanuel Macron e Donald Tusk, Merz vuole ricostituire un robusto Triangolo di Weimar e varare ambiziosi progetti comuni, il neocancelliere dovrà cercare anzitutto di rinsaldare il suo governo e la sua maggioranza.

Già oggi nel bagaglio di Merz per Parigi e poi Varsavia dovrebbe esserci l’ambiziosa proposta di rilancio di un’Unione europea della Difesa da annunciare insieme al capo dell’Eliseo, racconta un’autorevole fonte del suo partito. «Ci saranno annunci importanti», conferma una fonte dell’Eliseo. Merz vuole recuperare le settimane scorse in cui un iperattivo Macron ha costruito una “coalizione dei Volenterosi” europea riagganciando persino il Regno Unito. Ma se e quando si tratterà di decidere se mandare i missili Taurus, il neocancelliere dovrà ad esempio mordersi la lingua e aspettare di parlarne con la Spd, prima di dire di sì come ha fatto incautamente nei giorni scorsi. Mentre è chiaro sin d’ora che il nuovo governo punterà i piedi su qualsiasi ipotesi di mandare truppe in Ucraina. I tedeschi continuano a essere convinti che senza la presenza Usa sia quasi impossibile costruire la sicurezza futura dell’Ucraina. Merz ha anche intenzione di ricompattare e rendere più autonomia l’Europa per avere maggiori margini negoziali con Donald Trump.

Emmanuel Macron, che finora ha lavorato tra alti e bassi con Angela Merkel e Olaf Scholz, aspetta il nuovo interlocutore tedesco a Parigi, con l’intenzione di «rendere il motore franco-tedesco più forte che mai» dopo una lunga fase di stallo e incomprensioni. «Sta a noi accelerare sul nostro programma europeo di sovranità, sicurezza e competitività. Per i francesi, per i tedeschi, per tutti gli europei», ha scritto su X pochi minuti dopo la tormentata elezione di Merz al Bundestag. L’Eliseo insiste sull’urgenza di creare una «dinamica franco-tedesca che trascini il resto dell’Europa», nella consapevolezza di trovarsi in una fase in cui le sfide — come ha detto Macron — sono «esistenziali».

Come primo gesto simbolico, Merz e Macron potrebbero pianificare una visita congiunta a Kiev per ribadire il sostegno all’Ucraina, proprio mentre l’amministrazione Trump torna a minacciare il disimpegno. Al viaggio potrebbe unirsi anche il premier britannico Keir Starmer. Che i rapporti tra Parigi e Berlino si fossero raffreddati è cosa nota, complice anche l’incompatibilità tra il temperamento espansivo di Macron e quello schivo di Scholz. Con Merz, invece, la relazione è stata subito avviata. Già la sera delle elezioni tedesche, Macron aveva invitato il futuro cancelliere a Parigi: oltre tre ore di colloquio per tracciare le grandi linee della futura cooperazione. I due si sono poi rivisti a Berlino, prima ancora che Merz entrasse ufficialmente in carica.

Entrambi i leader sono politicamente sotto pressione: il mandato di Macron scade tra due anni, mentre Merz ha fretta di dimostrare che la Germania è tornata al centro del gioco europeo. A 69 anni, il neocancelliere appartiene a una generazione cresciuta con il mito della cooperazione franco-tedesca. Ha legami personali con la Francia: discende da ugonotti, un suo nonno si chiamava Savigny, e da ragazzo partecipò a uno scambio scolastico in Alvernia. E ha già lanciato segnali distensivi verso Parigi, come l’inatteso allentamento della regola d’oro sul bilancio per finanziare un massiccio investimento nella difesa, e una postura più critica verso i rapporti transatlantici dopo l’era Trump.

Restano, tuttavia, divergenze profonde: dagli eurobond al trattato Mercosur, fino alla priorità che la Francia continua ad assegnare al nucleare civile. «Dobbiamo ritrovarci, o almeno superare i malintesi», è la linea dell’Eliseo. Macron accoglierà venerdì a Nancy il premier polacco Donald Tusk per firmare un trattato di «amicizia e cooperazione» tra Parigi e Varsavia. Un altro tassello nella strategia di rilancio del Triangolo di Weimar, considerato cruciale in un’Europa attraversata dalla minaccia russa e orfana di certezze atlantiche.

Leggi i commenti