PARIGI – «Avec un nouveau grand ami. Mit einem neuen guten freund». Con queste parole, in doppia lingua, Emmanuel Macron celebra l’arrivo all’Eliseo del neocancelliere tedesco Friedrich Merz, il «nuovo grande amico» di Berlino con cui costruire un tandem più dinamico rispetto a quello piuttosto statico avuto sinora con Olaf Scholz. Un selfie, pubblicato su X, ritrae i due leader sorridenti nei saloni affacciati sui giardini del palazzo presidenziale.
Come da tradizione, Merz ha scelto Parigi come prima tappa estera, prima di recarsi a Varsavia. Il clima, almeno a parole, è di piena sintonia. «Con il presidente Macron abbiamo concordato una nuova partenza per l’Europa, in particolare nei settori della sicurezza e della difesa», scrive Merz sui social. Il neocancelliere annuncia un’accelerazione della cooperazione in materia di armamenti e il rafforzamento del “pilastro europeo” della Nato. Macron rilancia l’idea di un coordinamento sistematico tra Parigi e Berlino. «Istituiremo un …
PARIGI – «Avec un nouveau grand ami. Mit einem neuen guten freund». Con queste parole, in doppia lingua, Emmanuel Macron celebra l’arrivo all’Eliseo del neocancelliere tedesco Friedrich Merz, il «nuovo grande amico» di Berlino con cui costruire un tandem più dinamico rispetto a quello piuttosto statico avuto sinora con Olaf Scholz. Un selfie, pubblicato su X, ritrae i due leader sorridenti nei saloni affacciati sui giardini del palazzo presidenziale.
Come da tradizione, Merz ha scelto Parigi come prima tappa estera, prima di recarsi a Varsavia. Il clima, almeno a parole, è di piena sintonia. «Con il presidente Macron abbiamo concordato una nuova partenza per l’Europa, in particolare nei settori della sicurezza e della difesa», scrive Merz sui social. Il neocancelliere annuncia un’accelerazione della cooperazione in materia di armamenti e il rafforzamento del “pilastro europeo” della Nato. Macron rilancia l’idea di un coordinamento sistematico tra Parigi e Berlino. «Istituiremo un consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza, che si riunirà regolarmente per fornire risposte operative alle nostre sfide strategiche comuni», spiega il leader francese, sottolineando che ci saranno programmi congiunti per sviluppare nuove capacità militari, andando oltre ai progetti esistenti sui carri armati da combattimento e i missili a lungo raggio.
Sempre dal podio dell’Eliseo, Merz conferma una svolta di peso: la volontà di aprire un confronto sulla deterrenza nucleare europea con Francia e Regno Unito. «Daremo mandato ai nostri rispettivi ministri di avviare questa discussione», dice il cancelliere, precisando che qualsiasi eventuale accordo sull’ombrello nucleare sarà «complementare» a quello che la Germania ha già con gli Stati Uniti all’interno della Nato. Al centro del colloquio c’è anche l’Ucraina: «La guerra non finirà senza un maggiore coinvolgimento politico e militare degli Stati Uniti», sottolinea Merz, ribadendo che «come europei siamo pronti a contribuire, ma abbiamo bisogno degli americani».
Merz glissa sulla fornitura dei missili Taurus a Kiev, e sulle garanzie di sicurezza risponde che è prematuro parlarne. «Sarà possibile solo quando ci sarà un accordo, perché al momento non conosciamo ancora le condizioni precise», osserva in merito alle tergiversazioni del Cremlino. Macron ha messo in dubbio la credibilità della tregua annunciata da Vladimir Putin, prevista da oggi per 72 ore: «La vera domanda è se la Russia rispetterà davvero un cessate il fuoco. I tre giorni promessi saranno probabilmente violati, come già accaduto in passato», osserva il presidente francese, che domanda: «Putin sarà finalmente serio? Rispetterà la parola data al presidente americano?». A differenza di Macron, il cancelliere tedesco — che avrà nelle prossime ore un primo colloquio telefonico con Donald Trump — ha insistito sull’importanza della presenza militare americana nel continente: «Lo dico chiaramente ogni volta che ne ho occasione: vogliamo che gli Stati Uniti restino pienamente impegnati, anche in seno alla Nato». Oltre ai dossier geopolitici, i due leader hanno discusso di commercio, competitività e transizione industriale. In un lungo editoriale congiunto, pubblicato dalle principali testate europee (tra cui Repubblica, il francese Le Figaro e il tedesco Die Welt), hanno delineato «un’agenda completa» per rilanciare la relazione bilaterale, puntando su «una partnership più strategica e operativa».
Sul fronte commerciale, Merz difende il libero scambio come competenza esclusiva dell’Unione ed esorta a ratificare l’accordo con il Mercosur, nonostante le forti riserve francesi: «L’accordo deve essere ratificato e attuato rapidamente», ha detto, pur riconoscendo le perplessità di Parigi, che teme ricadute sull’agricoltura e sugli standard ambientali. Nel nuovo impulso alla cooperazione europea, Merz ha enfatizzato il ruolo del formato E3, il cosiddetto Triangolo di Weimar che riunisce Francia, Germania e Polonia.
A testimonianza del crescente peso politico di Varsavia, Merz è volato nella serata di ieri nella capitale polacca per incontrare il premier Donald Tusk, figura chiave nel sostegno europeo all’Ucraina. Tusk arriverà invece domani a Nancy, in Francia, per firmare con Macron un trattato di «amicizia e cooperazione». Un tassello ulteriore verso un asse trilaterale destinato a pesare nei futuri equilibri continentali.