Antenne dei cellulari e ora l’Ia: cosa guida i droni killer nella guerra tra russi e ucraini
di Gianluca Di FeoIl Cremlino ha comunicato che durante la parata sulla Piazza Rossa per gli ottant’anni della vittoria sovietica sul Terzo Reich ci saranno interruzioni nella rete di telefonia mobile. E’ la prima volta che viene deciso un blackout e non sono state fornite spiegazioni. Le motivazioni ormai sono un segreto di Pulcinella, ma per quasi due anni si è trattato di una informazione custodita con la massima riservatezza da russi e ucraini: i droni d’attacco a lungo raggio, quelli che ogni giorno colpiscono le città sui due lati del fronte a distanza di molte centinaia di chilometri, trovano la rotta sfruttando le antenne dei cellulari.
Un sistema semplice ed economico per dirigersi sugli obiettivi senza incappare nelle strumentazioni inventate per bloccare gli apparati di guida dei velivoli senza pilota. Sin dall’inizio dell’invasione le reti di telefonia mobile non sono mai state bloccate, rimanendo in alcuni casi attive pure in prossimità della prima linea: una scelta in apparenza inspi…
Il Cremlino ha comunicato che durante la parata sulla Piazza Rossa per gli ottant’anni della vittoria sovietica sul Terzo Reich ci saranno interruzioni nella rete di telefonia mobile. E’ la prima volta che viene deciso un blackout e non sono state fornite spiegazioni. Le motivazioni ormai sono un segreto di Pulcinella, ma per quasi due anni si è trattato di una informazione custodita con la massima riservatezza da russi e ucraini: i droni d’attacco a lungo raggio, quelli che ogni giorno colpiscono le città sui due lati del fronte a distanza di molte centinaia di chilometri, trovano la rotta sfruttando le antenne dei cellulari.
Un sistema semplice ed economico per dirigersi sugli obiettivi senza incappare nelle strumentazioni inventate per bloccare gli apparati di guida dei velivoli senza pilota. Sin dall’inizio dell’invasione le reti di telefonia mobile non sono mai state bloccate, rimanendo in alcuni casi attive pure in prossimità della prima linea: una scelta in apparenza inspiegabile, dettata probabilmente dalla necessità di non isolare completamente le persone. Ovviamente, tenere acceso uno smartphone comportava il rischio che la posizione venisse localizzata dagli avversari.Quando nel 2023 hanno iniziato a diffondersi le contromisure elettroniche per disturbare le frequenze che “telecomandano” i droni, a cui si sono aggiunte quelle che azzerano la ricezione delle coordinate satellitari come il Gps, gli ingegneri russi e ucraini si sono mesi al lavoro per trovare un’alternativa.
La soluzione più semplice è stata “cavalcare” il segnale della telefonia GSM, usando i ripetitori per procedere con sicurezza nel territorio nemico. Stiamo parlando non dei piccoli quadricotteri che infestano il campo di battaglia, ma degli ordigni più sofisticati con un’autonomia superiore a 500 chilometri. Ad esempio, i tecnici del Cremlino hanno installato una scheda sim – identica a quelle degli smartphone – sui Geran 2, le copie aggiornate in patria degli Shahed 136 iraniani. Come ha spiegato l’analista Jack Waitling del Rusi, il think tank della Difesa britannica, in questa maniera ottenevano un doppio risultato: “Primo: usare il network delle antenne GSM per triangolare la posizione e seguire la rotta prevista. Secondo: trasmettere i dati raccolti proprio attraverso la rete telefonica per aiutare a pianificare gli attacchi successivi”.
Non si sa chi abbia avuto per primo l’intuizione, ma c’è la convinzione che gli ucraini ne abbiano tratto maggior vantaggio. Le zone prese di mira dalle bombe volanti di Mosca infatti sono più prevedibili – come le aree industriali, le centrali elettriche e le cinque città principali – e l’esercito di Kiev ha messo in campo alcuni accorgimenti. Se ne sono accorti gli abitanti quando hanno scoperto che all’improvviso i loro smartphone indicavano un fuso orario diverso o una località russa: l’effetto dello “spoofing” per ingannare la navigazione via cellulare dei droni russi. In altre occasioni, la contraerea ucraina ha tracciato le schede sim a bordo dei velivoli-killer per seguirli e abbatterli: individuarli era facile, visto che risultavano essere gli unici telefonini che si spostavano a 250 chilometri orari…
La vastità del territorio russo, con una moltitudine di potenziali bersagli e di percorsi per raggiungerli, ha reso più complesso per Mosca imbastire trappole elettroniche simili. I droni ucraini hanno continuato a orientarsi con i ripetitori Gsm anche per più di mille chilometri, spingendosi fino al Volga in missioni suicide o in ricognizioni con rientro nelle basi. Una situazione che adesso obbliga il Cremlino a prepararsi alla mossa drastica: spegnere la rete di telefonia per evitare raid durante la parata sulla Piazza Rossa. Ma l’evoluzione tecnologica in questo conflitto è rapidissima e dallo scorso autunno i navigatori GSM stanno venendo sostituiti da un’altra innovazione.
É simile a una rete neurale, con impiego di intelligenza artificiale, e al momento risulta immune da contromisure. Il concetto è semplice: una telecamera sul ventre del drone confronta il terreno con le immagini inserite nella memoria, permettendo di riconoscere i punti chiave che determinano la rotta. Si tratta della stessa idea che negli anni Ottanta ha permesso di progettare la guida dei missili Cruise americani e successivamente degli Storm Shadow-Scalp europei.Quelle armi però disponevano di computer con procedure laboriose e costi notevoli – circa mezzo milione di euro per il sistema di navigazione – mentre la nuova generazione usa telecamere low cost con un prezzo cento volte inferiore. Kiev da alcuni mesi schiera un modello con una guida autonoma fornita dalla compagnia statunitense Auterion. Mosca ne ha creato uno che scruta i profili del suolo con un laser ed elabora i dati – stando alle notizie di intelligence scaturite dall’esame dei rottami -con un sistema AI Nvidia Jetson per il riconoscimento delle immagini.Sono droni che trasportano cento chili di esplosivo e si dimostrano sempre più autosufficienti: l’intelligenza artificiale li rende capaci di gestire la missione da soli, fino alla scelta dei bersagli da distruggere. Robot killer, che possono fare a meno dell’uomo.