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9 maggio, vigilia ad alta tensione Missili balistici russi sull’Ucraina

(agf)

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A mezzanotte la tregua di Putin per le celebrazioni di Mosca. A Kiev l’allarme aereo più lungo dell’anno. Contro la Russia oltre 500 droni, mentre continua l’attacco nel Kursk
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KIEV – Non c’è pace intorno alla festa per la Vittoria sul nazismo: ottant’anni fa pose fine alla seconda guerra mondiale, oggi non scalfisce l’odio né ferma i missili. La vigilia è stata infuocata e mortale. L’allerta aerea, a Kiev, è la più lunga dell’anno: tre ore e 7 minuti ininterrotti. È difficile essere ottimisti sulla tregua di tre giorni, confermata dal Cremlino ma non da Kiev, che inizia a mezzanotte. L’Ucraina ne chiedeva una di almeno un mese, che non servisse solo a tutelare le parate sulla Piazza Rossa.

Le premesse sono le peggiori: Mosca ha lanciato «4 missili balistici e 142 droni» in Ucraina mettendo sotto mira Kiev. Prima i missili balistici, poi due dozzine di droni: hanno attraversato i cieli della capitale inseguiti dai Patriot e dalla contraerea, e intercettati o meno sono precipitati su magazzini e grattacieli. Ondate successive di esplosioni, così forti da essere sentite a chilometri, su entrambe le sponde del Dnipro. Le fiamme e il fumo, le orbite sven…

KIEV – Non c’è pace intorno alla festa per la Vittoria sul nazismo: ottant’anni fa pose fine alla seconda guerra mondiale, oggi non scalfisce l’odio né ferma i missili. La vigilia è stata infuocata e mortale. L’allerta aerea, a Kiev, è la più lunga dell’anno: tre ore e 7 minuti ininterrotti. È difficile essere ottimisti sulla tregua di tre giorni, confermata dal Cremlino ma non da Kiev, che inizia a mezzanotte. L’Ucraina ne chiedeva una di almeno un mese, che non servisse solo a tutelare le parate sulla Piazza Rossa.

Le premesse sono le peggiori: Mosca ha lanciato «4 missili balistici e 142 droni» in Ucraina mettendo sotto mira Kiev. Prima i missili balistici, poi due dozzine di droni: hanno attraversato i cieli della capitale inseguiti dai Patriot e dalla contraerea, e intercettati o meno sono precipitati su magazzini e grattacieli. Ondate successive di esplosioni, così forti da essere sentite a chilometri, su entrambe le sponde del Dnipro. Le fiamme e il fumo, le orbite sventrate dei grattacieli, i rottami fumanti in strada. Su un palazzo di cinque piani in Beresteyka c’è un gran foro sotto il tetto dove vivevano Tetyana Kobryna, 64 anni, e il figlio 28enne Pavel. Erano volontari allo zoo e amavano i gatti, ne avevano dieci in quell’appartamento in cui i soccorritori non hanno trovato nulla di vivo.

Gli ucraini invece hanno spedito in Russia «524 droni, 5 missili Neptune, 6 bombe Jdam e 2 proiettili Himars», secondo il bilancio della Difesa russa, paralizzando gli aeroporti e intralciando i voli degli ospiti di Putin. Il presidente serbo Vucic è stato costretto ad atterrare a Baku e ad attendere cieli migliori per ripartire. Al fronte, da tempo non si vedevano tanti assalti. Il più eclatante è la nuova controffensiva ucraina nella regione russa di Kursk, dove gli incursori avanzano verso Tetkino con assalti coordinati. È un paese di 3.500 anime a ridosso del confine, in una punta incuneata per tre quarti in Ucraina. Lo Stato maggiore conferma i combattimenti ma non dà informazioni. Gli ucraini tentano di bloccare la logistica strozzando la cittadina per conquistarla. Intanto avanzano anche più a est, verso Novy Put. Difficile ipotizzare una replica della missione a Sudzha, che aveva il vantaggio della sorpresa; ma la qualità delle truppe impiegate e la tattica strutturata non sono quelle di un’incursione d’attrito. Con l’artiglieria e gli Mlrs, gli ucraini colpiscono le postazioni russe; poi spediscono il genio a sminare i campi e mandano avanti la fanteria con decine di quad protetti da carri armati e droni. Le battaglie iniziate lunedì sono feroci, ma i russi concentrano forze e le perdite ucraine sono ingenti.

L’operazione però continua: creare teste di ponte permetterebbe di intralciare i piani russi, che attaccano Sumy minacciando di conquistarla. Queste sono le premesse all’inizio del “cessate il fuoco” che terminerà venerdì a mezzanotte, dopo la festa separata anche nella data principale: per Kiev è oggi, per Mosca domani. Alla parata marziale russa farà da contraltare la deposizione dei fiori al Parco della Gloria Eterna di Kiev.

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