✕

L’ombra sul vescovato in Perù di Prevost: “Abusi insabbiati”. La diocesi di Chiclayo: “Tutto falso”

La cattedrale di Santa Maria, Chiclayo 

Ascolta l'audio

Dopo la nomina a Pontefice, la Snap, Rete dei sopravvissuti agli abusi dei sacerdoti, rilancia la denuncia di tre presunte vittime che sarebbero state violate da sacerdoti che operavano nel 2019 nella chiesa governata dall’americano
2 minuti di lettura

Prima come Padre provinciale degli Agostiniani a Chicago, poi come vescovo di Chiclayo, in Perù, il neo eletto papa Leone XIV sarebbe stato a conoscenza di presunti abusi commessi nella sua diocesi e non avrebbe agito adeguatamente per affrontarli. Lo sostiene in un comunicato pubblicato subito dopo la nomina di papa Robert Francis Prevost, la Snap, Rete dei sopravvissuti agli abusi dei sacerdoti. Accuse che risalirebbero al 2019 e che sono state smentite dalla diocesi di Chiclayo in un comunicato del 2024 secondo il quale le denunce sarebbero state prontamente segnalate alla Santa Sede che le avrebbe a sua volta archiviate per mancanza di prove e che successivamente sarebbe stata aperta una nuova indagine che sarebbe ancora in corso. Non esisterebbe dunque alcuna prova del rapporto tra gli insabbiamenti e la responsabilità di Prevost.

Ora la nomina di papa Leone XIV ha riacceso il caso con la pubblicazione del comunicato di Snap secondo il quale sarebbero due i casi che riguar…

Prima come Padre provinciale degli Agostiniani a Chicago, poi come vescovo di Chiclayo, in Perù, il neo eletto papa Leone XIV sarebbe stato a conoscenza di presunti abusi commessi nella sua diocesi e non avrebbe agito adeguatamente per affrontarli. Lo sostiene in un comunicato pubblicato subito dopo la nomina di papa Robert Francis Prevost, la Snap, Rete dei sopravvissuti agli abusi dei sacerdoti. Accuse che risalirebbero al 2019 e che sono state smentite dalla diocesi di Chiclayo in un comunicato del 2024 secondo il quale le denunce sarebbero state prontamente segnalate alla Santa Sede che le avrebbe a sua volta archiviate per mancanza di prove e che successivamente sarebbe stata aperta una nuova indagine che sarebbe ancora in corso. Non esisterebbe dunque alcuna prova del rapporto tra gli insabbiamenti e la responsabilità di Prevost.

Ora la nomina di papa Leone XIV ha riacceso il caso con la pubblicazione del comunicato di Snap secondo il quale sarebbero due i casi che riguardano il neo eletto Pontefice: il primo relativo al periodo in cui Prevost era provinciale degli Agostiniani a Chicago durante il quale avrebbe permesso a un sacerdote accusato di abusi sui minori, la cui attività era stata già limitata a partire dal 1991, di risiedere nel 2000 nel convento agostiniano di St. John Stone a Chicago “nonostante la vicinanza con una scuola elementare cattolica”, scrive l’associazione.

Il secondo riguarda il periodo di Prevost come cardinale di Chiclayo – dal 2014 al 2023 – quando tre vittime hanno presentato alcune denunce civili nel 2022 dopo aver dichiarato che le segnalazioni fatte alla diocesi amministrata da Prevost di abusi sessuali commessi nel 2019 da parte di sacerdoti della diocesi non erano state prese in carico. Tra le vittime (due anonime tra le quali una donna che denuncia di essere stata abusata all’età di 11 anni), la stampa peruviana riporta la testimonianza di Ana Maria Quispe che racconta di essere stata abusata all’età di 9 anni in una casa parrocchiale di Chiclayo. I sacerdoti coinvolti sarebbero, sempre secondo la stampa peruviana, Eleuterio Vásquez Gonzales e Ricardo Yesquén Paiva e uno dei due sarebbe stato subito allontanato dopo i fatti. Secondo le vittime, due delle quali nel 2024 sono state protagoniste di un programma televisivo che ha riaperto il caso, non sarebbero mai state emesse misure cautelari contro i sacerdoti accusati né sarebbero stati ascoltati subito dopo i fatti: l’indagine sarebbe iniziata solo nel novembre 2023, sotto il vescovo successore Guillermo Cornejo Monzón.

“Le vittime sostengono che Prevost non agì per far aprire una indagine, mandò informazioni non sufficienti alla Santa Sede e che la diocesi permise al sacerdote coinvolto nel caso di continuare a celebrare la messa. Hanno inoltre prodotto come prova alcune testimonianze fotografiche del sacerdote durante le celebrazioni avvenute dopo la denuncia”, si legge nel comunicato della Snap. L'organizzazione ha presentato una denuncia contro Prevost il 25 marzo 2025, facendo riferimento al decreto “Vos estis lux mundi”, un documento di Papa Francesco del 2023 che contiene le linee guida che la Chiesa cattolica deve seguire in merito agli abusi sessuali commessi da parte dei sacerdoti. Infine l’associazione chiede “azioni decisive” da parte di Papa Leone XIV nei suoi primi 100 giorni di pontificato.

Leggi i commenti