Germania, dalla Nazionale “bianca” alle calunnie sui profughi: perché i servizi attaccano l’Afd
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – La definizione di partito “conclamato” di estrema destra è stata congelata: l’Afd ha fatto ricorso contro il rapporto dei servizi segreti interni che l’ha bollata come un pericolo per la democrazia. E finché non ci sarà il verdetto di un tribunale, quella definizione sarà congelata. Ma intanto il ricorso dell’Afd ha fatto in modo che il rapporto di oltre mille pagine cominciasse a circolare tra avvocati (era stato secretato dai servizi segreti per proteggere gli infiltrati che hanno contribuito a scriverlo). E lo Spiegel e la Bild sono riusciti ad averne una copia e ne pubblicano degli stralci.
Per l’intelligence tedesca l’Afd esprime idee che sono in netto contrasto con i principi della costituzione ed esprime idee razziste. E per dimostrarlo, il rapporto cita ad esempio un esponente di primo piano come Maximilian Krah, ex spitzenkandidat alle Europee e ora parlamentare del Bundestag. Che in passato ha sostenu…
BERLINO – La definizione di partito “conclamato” di estrema destra è stata congelata: l’Afd ha fatto ricorso contro il rapporto dei servizi segreti interni che l’ha bollata come un pericolo per la democrazia. E finché non ci sarà il verdetto di un tribunale, quella definizione sarà congelata. Ma intanto il ricorso dell’Afd ha fatto in modo che il rapporto di oltre mille pagine cominciasse a circolare tra avvocati (era stato secretato dai servizi segreti per proteggere gli infiltrati che hanno contribuito a scriverlo). E lo Spiegel e la Bild sono riusciti ad averne una copia e ne pubblicano degli stralci.
Per l’intelligence tedesca l’Afd esprime idee che sono in netto contrasto con i principi della costituzione ed esprime idee razziste. E per dimostrarlo, il rapporto cita ad esempio un esponente di primo piano come Maximilian Krah, ex spitzenkandidat alle Europee e ora parlamentare del Bundestag. Che in passato ha sostenuto che “ovviamente la corruzione è correlata alla cultura e la cultura all’etnia”, che si è lamentato del fatto che anche gli stranieri possano ricevere un passaporto tedesco: “Stanno creando un nuovo popolo che è tedesco solo sulla carta…”.
Etnicità e antidemocraticità
Un suo sodale, l’esponente del movimento giovanile Fabian Kueble, lo ha detto in maniera ancora più netta: “Chi non è tedesco, non deve poter diventare tedesco”. Idem l’ex parlamentare Thomas Seitz, che ha dichiarato di essere “purtroppo” il rappresentante di un popolo che include anche i turchi. Queste e altre dichiarazioni dello stesso tenore sono la dimostrazione, per i servizi segreti interni, che il partito di Alice Weidel ha un concetto di popolo “etnico e basato sulla discendenza”, che coltiva “con piena consapevolezza e in modo convinto”.
Una Germania bianca
Un altro indizio dell’antidemocraticità e del razzismo strutturale dell’Afd è la continua correlazione tra stranieri e criminalità. Esempio: la parlamentare Christina Baum ha voluto far sapere su Facebook, nel 2022, che “tre quarti degli arrestati per crimini gravi” hanno “un passaporto tedesco ma radici straniere”. E da tempo l’Afd chiede di stracciare il passaporto tedesco ai migranti che si macchino di crimini. Sempre la Baum commentava, a proposito della Nazionale di calcio tedesca e dei numerosi campioni di origine straniera che ne fanno parte: “bisognerebbe parlare di una Nazionale ‘Passdeutsch’”, tedesca solo di passaporto.
Le lagne sul presunto imbastardimento della Germania “bianca” sono numerose, Bild ne cita alcune. Una è della parlamentare Carolin Bachmann che nel 2023 si indignava per una pubblicità di una nota marca tedesca di caffè che usava modelle africane per i suoi cataloghi: “SIAMO IN AFRICA!?”, gridava su Facebook, aggiungendo: “davvero noi tedeschi ci facciamo derubare del nostro onore e del nostro orgoglio senza ribellarci?”.
Spesso, scrive l’intelligence, l’Afd associa i profughi con gli attacchi con i coltelli e con gli stupri. Nel 2024 Ulrich Oehme, membro del Bundestag, osservava che “le statistiche dimostrano che sono gli invasori di culture straniere a macchiarsi di crimini disumani”. In modo analogo l’Afd diffonde da anni la calunnia del “turismo sociale” (l’espressione è stata usata ad esempio dal leader della Turingia Bjoern Hoecke), di un’immigrazione sanguisuga che mirerebbe solo a dissanguare il sistema sociale tedesco. Maximilian Krah sostiene che “i tedeschi vengano rapinati nel loro stesso Paese per finanziare un’immigrazione che li deruba del benessere e della patria”. Per il suo collega parlamentare Stephan Protschka, “i tizi che stanno nei bar a bere caffè a spese vostre sono i cosiddetti profughi”.
I servizi segreti citano anche numerosi esempi di dichiarazioni islamofobiche, ma è interessante anche la parte citata dai media tedeschi che punta il dito contro l’antisemitismo nell’Afd. Il leader della Turingia Hoecke disse ad esempio durante la pandemia che il Covid “serve solo all’establishment globalità che lotta per la propria sopravvivenza”. Maximilian Krah disse nel 2022 che “la più grande minaccia per la società libera è George Soros”. E via infamando.
Il rapporto di oltre mille pagine menziona anche parecchi esempi di dichiarazioni - comprese di pezzi grossi dell’Afd come il co-leader, Tino Chrupalla e Hoecke - che secondo l’intelligence “diffamano” il parlamentarismo e la democrazia e mirano a distruggere la fiducia nello Stato “nelle fondamenta”. Uwe Detert fu filmato nel 2024 mentre sosteneva che “il Reich tedesco esiste - non è mai tramontato - ed è nostro”. Hoecke continua a ripetere da anni che la Germania “non è sovrana”, che è “comandata da forze straniere”, che “non è più una democrazia”, perché governata da “servi” delle élite globaliste. Anche Chrupalla chiamava gli esponenti del governo Scholz “vassalli degli Stati Uniti”. Ma Hoecke, tra i più pericolosi esponenti dell’Afd, ha sempre sostenuto apertamente che la democrazia parlamentare cui la Germania sarebbe stata “costretta” dopo la Seconda guerra mondiale, è “meravigliosamente facile da controllare, per le potenze straniere”. E non è difficile immaginare la forma di governo che Hoecke preferirebbe in cuor suo alla democrazia parlamentare. Un uomo che secondo un tribunale può essere definito un fascista. E che in due occasioni gridò dal palco lo slogan delle SA “tutto per la Germania”.