BERLINO – È il primo atto del governo Merz. E non mancherà di suscitare qualche malumore nel resto d’Europa. Ma i conservatori si sono convinti che un segnale chiaro sull’immigrazione sia l’unico antidoto contro un’Afd in crescita vertiginosa. Così ieri il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (Csu) ha fatto sapere di aver già sguinzagliato tra i 2.000 e 3.000 agenti lungo i confini tedeschi che si aggiungeranno agli 11mila già in servizio.
Soprattutto, il politico bavarese ha annunciato che d’ora in poi verranno respinti anche i richiedenti asilo. Una misura del 2015, l’anno della crisi dei profughi, che aveva consentito ai migranti di chiedere protezione ai confini della Germania anche senza documenti, sarà cancellata. Ma secondo gli esperti, è una mossa che viola comunque le regole europee e i diritti umani.
Nei mesi scorsi il rafforzamento ai confini deciso da Scholz aveva già suscitato le reazioni irritate di Austria e Polonia. E ieri Friedrich Merz ha puntualizzato dura…
BERLINO – È il primo atto del governo Merz. E non mancherà di suscitare qualche malumore nel resto d’Europa. Ma i conservatori si sono convinti che un segnale chiaro sull’immigrazione sia l’unico antidoto contro un’Afd in crescita vertiginosa. Così ieri il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (Csu) ha fatto sapere di aver già sguinzagliato tra i 2.000 e 3.000 agenti lungo i confini tedeschi che si aggiungeranno agli 11mila già in servizio.
Soprattutto, il politico bavarese ha annunciato che d’ora in poi verranno respinti anche i richiedenti asilo. Una misura del 2015, l’anno della crisi dei profughi, che aveva consentito ai migranti di chiedere protezione ai confini della Germania anche senza documenti, sarà cancellata. Ma secondo gli esperti, è una mossa che viola comunque le regole europee e i diritti umani.
Nei mesi scorsi il rafforzamento ai confini deciso da Scholz aveva già suscitato le reazioni irritate di Austria e Polonia. E ieri Friedrich Merz ha puntualizzato durante la sua visita a Varsavia che il nodo della politica migratoria «non è un problema nazionale ma un problema europeo, che vogliamo risolvere insieme». Ma il suo omologo polacco, Donald Tusk ha replicato con un pizzico di polemica che «saremo duri sulle politiche migratorie qui, ma contiamo su una collaborazione anche gli uni con gli altri. Dobbiamo avere soluzioni europee, ma questo non può voler dire che un Paese provoca problemi ad un altro Paese». Tusk, tuttavia, è stato il primo a dire di voler emendare la riforma dell’asilo e ha già annunciato da tempo di voler respingere anche i richiedenti asilo alle frontiere.