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La scrittrice Robinson: “Prevost uomo dotto, Trump non lo ascolterà ma influirà sui cattolici Usa”

Foto Alec Soth/Magnum 
Intervista all’autrice americana, vincitrice del premio Pulitzer con “Gilead”, che ragiona sulle possibili conseguenze dell’elezione sul suo Paese. “Vedremo cosa diranno i fondamentalisti vicini all’amministrazione”
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Spero che il nuovo papa prosegua il cammino del suo predecessore Francesco, predicando quegli stessi suoi valori che a qualcuno erano sembrati addirittura eversivi solo perché coerenti con la lezione del Vangelo. Portavoce dei poveri, dunque degli ultimi, degli emarginati. So poco di Prevost, solo ciò che ho letto sui giornali. Ma se è stato scelto in così breve tempo dev’essere un unificatore». Marilynne Robinson, fra le maggiori scrittrici contemporanee viventi — sebbene fra le meno prolifiche — ha sempre fatto di spiritualità e fede il cuore dei suoi romanzi e saggi. Nel 2005 vinse il Pulitzer con Gilead, confessione di un reverendo in punto di morte: libro definito «fondamentale» da Barack Obama, che volle dimostrarle la sua ammirazione intervistandola per The New York Review of Books nel 2015. In Italia è stato appena pubblicato Leggere Genesi (Marietti 1820): esplorazione del primo libro della Bibbia e profonda riflessione su condizione umana, amore, morale.

Dopo Francesco,…

Spero che il nuovo papa prosegua il cammino del suo predecessore Francesco, predicando quegli stessi suoi valori che a qualcuno erano sembrati addirittura eversivi solo perché coerenti con la lezione del Vangelo. Portavoce dei poveri, dunque degli ultimi, degli emarginati. So poco di Prevost, solo ciò che ho letto sui giornali. Ma se è stato scelto in così breve tempo dev’essere un unificatore». Marilynne Robinson, fra le maggiori scrittrici contemporanee viventi — sebbene fra le meno prolifiche — ha sempre fatto di spiritualità e fede il cuore dei suoi romanzi e saggi. Nel 2005 vinse il Pulitzer con Gilead, confessione di un reverendo in punto di morte: libro definito «fondamentale» da Barack Obama, che volle dimostrarle la sua ammirazione intervistandola per The New York Review of Books nel 2015. In Italia è stato appena pubblicato Leggere Genesi (Marietti 1820): esplorazione del primo libro della Bibbia e profonda riflessione su condizione umana, amore, morale.

Dopo Francesco, venuto “dalla fine del mondo”, Leone XIV è il primo papa statunitense. Che impressione le fa?

«In questo particolare momento può avere un ruolo di cruciale bilanciamento, tanto più che ha esperienze anche d’America Latina. Può davvero fare da ponte fra più culture, non radicato nella sola tradizione occidentale. Mi auguro abbia la capacità di chiedere il necessario rispetto degli obblighi che tutti abbiamo verso gli altri».

È un agostiniano, ha scelto il nome di un santo dotto...

«Scelta ottima, la tradizione di intellettualismo associata agli agostiniani è molto interessante. In un mondo che peggiora, abbiamo bisogno di un capace interprete della Bibbia e di seria cristianità intellettuale».

Francesco e lo stesso Prevost bacchettarono il vicepresidente J.D. Vance per aver usato l’Ordo amoris di Sant’Agostino per giustificare le deportazioni di massa.

«Fecero bene. Secondo Vance era giusto prendersi cura prima della propria famiglia, del vicinato, del proprio Paese e solo poi di tutti gli altri. L’Ordo Amoris, invece, chiede amore e fraternità per tutti, senza eccezioni. Trovai particolarmente imbarazzante che il Papa avesse dovuto sottrarre tempo prezioso ai suoi impegni per rispondere a una simile idiozia».

Come giudica l’uso politico della religione?

«Una delle cose peggiori che accadono in questo Paese. Una forma di corruzione. Anche per questo un papa dotto è importante. A far pessimi cristiani sono anche le pessime interpretazioni dei testi».

Non era lui il candidato di Trump...

«Ne sono lieta. Sono stanca di vedere in posti di potere bulli spinti dal presidente. Il Papa ha un’autorità immensa nel mondo e deve essere qualcuno che resiste a pressioni inappropriate».

Cosa ha pensato dell’immagine di “Papa Trump”?

«L’ho trovata offensiva. Ma non mi ha sorpresa. Trump fa ogni giorno atti che mi disgustano. Come credente e come americana mi sento quotidianamente offesa dalle sue azioni».

Il nuovo papa saprà farsi ascoltare da lui?

«Non credo che Trump ascolti voci diverse dalla sua. Ma il fatto che Leone XIV sia americano influenzerà enormemente i cattolici di questa parte di mondo. E sarà interessante vedere cosa diranno e faranno i fondamentalisti che finora sono andati a braccetto con l’amministrazione. Così tanto che non sai più chi abbia più corrotto chi».

Qual è l’eredità di Francesco?

«Ha definito la fede in modo netto, dimostrando che essere un semplice bravo cristiano amorevole può creare grandi controversie. Trovo meraviglioso che abbia saputo mostrare la bellezza dei valori cristiani, in un momento tanto buio, col mondo sprofondato in violenze, discriminazioni e guerre».

Nel suo libro rilegge la Genesi con una chiave interpretativa molto vicina a quella di Francesco. Il suo è un Dio d’amore non vendicativo e molto umano.

«La Genesi è un testo dal potere letterario enorme dove il messaggio è non solo pieno dell’amore che Dio ha verso di noi, ma anche di bellezza. Parla di un Dio leale al suo patto con noi esseri umani . E ci ricorda che abbiamo un’eredità, che il nostro destino di essere umani è prenderci cura gli uni degli altri e onorare il piccolo Eden che ci è stato riservato».

Quel Dio della Genesi cosa direbbe oggi agli uomini?

«Che siamo i peggiori nemici di noi stessi. Pratichiamo tutto ciò che Lui ci ha proibito: e ci costruiamo false morali interpretando maliziosamente le sue parole per giustificare guerre e profitto. Spero che il nuovo papa sappia farci riscoprire l’essenzialità di quel messaggio».

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