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La stampa Usa sul Papa: “Non è amico di Trump”. Bannon duro: “La peggior scelta per noi Maga”

(reuters)

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Dai media conservatori a quelli liberal negli Stati Uniti tutti sottolineano la continuità con le battaglie di Papa Francesco
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NEW YORK - Sorpresa, curiosità e una sensazione chiara: il nuovo Pontefice non è un amico del presidente Donald Trump. Negli Stati Uniti giornali e tv concordano sul peso della nomina del primo papa americano della storia. Robert Francis Prevost viene da Chicago, parlerà la stessa lingua della Casa Bianca ma solo a livello semantico. Sui contenuti sarà tutto diverso. Il conservatore New York Post ha sottolineato la rapidità dell’ezione, avvenuta in sole quattro votazioni, ma anche sottolineato il fatto che “questo papa americano porti avanti la visione progressista di Papa Francesco e aiuti le generazioni più giovani a riabbracciare la fede cattolica”.

I media conservatori

Il Daily Beast si è soffermato sulle critiche dei commentatori di estrema destra e sottolineato come il discorso inaugurale Prevost sia stato di critica alle politiche anti-immigrazione di Donald Trump. In un editoriale la rete trumpiana Fox News ha analizzato l’elezione, mostrando forti dubbi: “Cosa accadrebbe…

NEW YORK - Sorpresa, curiosità e una sensazione chiara: il nuovo Pontefice non è un amico del presidente Donald Trump. Negli Stati Uniti giornali e tv concordano sul peso della nomina del primo papa americano della storia. Robert Francis Prevost viene da Chicago, parlerà la stessa lingua della Casa Bianca ma solo a livello semantico. Sui contenuti sarà tutto diverso. Il conservatore New York Post ha sottolineato la rapidità dell’ezione, avvenuta in sole quattro votazioni, ma anche sottolineato il fatto che “questo papa americano porti avanti la visione progressista di Papa Francesco e aiuti le generazioni più giovani a riabbracciare la fede cattolica”.

I media conservatori

Il Daily Beast si è soffermato sulle critiche dei commentatori di estrema destra e sottolineato come il discorso inaugurale Prevost sia stato di critica alle politiche anti-immigrazione di Donald Trump. In un editoriale la rete trumpiana Fox News ha analizzato l’elezione, mostrando forti dubbi: “Cosa accadrebbe se il Papa fosse convinto che la Chiesa non debba più opporsi al modernismo, ma accettarlo e addirittura diventarne parte, per apparire rilevante e attuale?”. Poche ore dopo l’elezione di Leone XIV, i commentatori di Fox hanno espresso la preoccupazione che il Vaticano possa allontanarsi ancora di più, dopo Francesco, dalle dottrine tradizionali della Chiesa. Cbs, invece, ha mostrato la reazione entusiasta dei cattolici americani.

L’eredità di Francesco

“Il nuovo Papa potrebbe avere qualcosa del vecchio Papa”, è il titolo dell’intervento di David Gibson sul New York Times. Gibson è direttore del Center on Religion and Culture di Fordham University. Con questa elezione, scrive, il collegio dei cardinali ha “inviato un chiaro messaggio di continuità con l’agenda riformista del suo predecessore, Papa Francesco”. “Ma - aggiunge - nonostante la reputazione di Leone come personalità più disciplinata, la rabbia dei conservatori che ha agitato il cattolicesimo durante il precedente pontificato è destinata a continuare con questo primo papa americano”.

Il nodo migranti

L’apertura verso gli immigrati è considerato il nodo delle future relazioni tra Casa Bianca e San Pietro. Secondo il Washington Post, che ha pubblicato un editoriale sul tema, Leone “sta salendo su una delle piattaforme più potenti al mondo. E sembra disposto a farne uso, come fece Francesco, anche se questo significa criticare il proprio Paese d'origine”. Il suo post più recente sui social media, ha ricordato il quotidiano, è stato un retweet, ad aprile, di qualcuno che condannava la “deportazione illecita” di Kilmar Abrego García in Salvador da parte di Trump. Il Wall Street Journal ha ricordato il passaggio del discorso inaugurale in cui Leone “ha invocato una Chiesa che cerchi di essere vicina soprattutto a coloro che soffrono”. “Ma sarebbe utile - ha aggiunto - se non fosse ostile ai mercati liberi, in quanto rappresentano il modo migliore per alleviare la povertà e gran parte della sofferenza”. Francesco riteneva che la corruzione vista in Argentina si chiamasse capitalismo. Il quotidiano finanziario newyorkese si chiede se anche il suo successore non la pensi allo stesso modo.

Le critiche di Bannon

Delusione nel mondo vicino a Trump viene espressa dall'ex stratega del presidente, Steve Bannon, secondo il quale Leone XIV è un "papa anti-Trump" e "la peggior scelta per i cattolici Maga". L'elezione di Prevost è stata criticata anche da Laura Loomer, l'influencer cospirazionista di estrema destra molto ascoltata dal presidente Usa, che ha definito Leone XIV un "marxista". "E' anti-Trump, anti-MAGA, a favore delle frontiere aperte ed è un marxista convinto come Papa Francesco. I cattolici non hanno nulla di buono da aspettarsi. Un'altra marionetta marxista in Vaticano", ha scritto Loomer sui social.

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