Il campo da tennis “segreto” del Vaticano dove Leone XIV potrebbe riprendere in mano la racchetta
di Enrico FranceschiniLONDRA – Alzando gli occhi al cielo, girati cinquanta passi a destra su viale Vaticano all’angolo con via Leone IV, si può notare una recinzione metallica in cima a un muro di dodici metri. La recinzione supplementare non serve a proteggere chi si trova al di là della parete, bensì la gente che fa la coda nella strada di sotto per entrare ai Musei Vaticani: nell’eventualità che un pallonetto eccessivo, o il rimbalzo provocato da una violenta schiacciata, facciano cadere una pallina sulla testa dei passanti. Lì dietro si nasconde infatti uno dei “segreti” della Santa Sede: il campo da tennis centrale, per così dire, della Chiesa cattolica. Ora a disposizione di papa Leone XIV, che ama e pratica questo sport al punto da essersi definito, in un’intervista del 2023, “un più che discreto giocatore dilettante”.
Il campo da tennis del Vaticano è in realtà un segreto di Pulcinella: la sua esistenza è nota da tempo agli addetti ai lavori. Ma il New York Times la rilancia oggi come una rivelazi…
LONDRA – Alzando gli occhi al cielo, girati cinquanta passi a destra su viale Vaticano all’angolo con via Leone IV, si può notare una recinzione metallica in cima a un muro di dodici metri. La recinzione supplementare non serve a proteggere chi si trova al di là della parete, bensì la gente che fa la coda nella strada di sotto per entrare ai Musei Vaticani: nell’eventualità che un pallonetto eccessivo, o il rimbalzo provocato da una violenta schiacciata, facciano cadere una pallina sulla testa dei passanti. Lì dietro si nasconde infatti uno dei “segreti” della Santa Sede: il campo da tennis centrale, per così dire, della Chiesa cattolica. Ora a disposizione di papa Leone XIV, che ama e pratica questo sport al punto da essersi definito, in un’intervista del 2023, “un più che discreto giocatore dilettante”.
Il campo da tennis del Vaticano è in realtà un segreto di Pulcinella: la sua esistenza è nota da tempo agli addetti ai lavori. Ma il New York Times la rilancia oggi come una rivelazione perché non era mai capitato che potesse usarlo un pontefice. Situato accanto all’ala dei Musei Vaticani nella quale si è svolto il processo sulla compravendita-truffa del palazzo di Sloane Avenue a Londra, quello in cui era implicato il cardinale Giovanni Angelo Becciu, per questo escluso dal conclave, il campo in terra rossa viene generalmente utilizzato per i corsi estivi dei figli dei dipendenti vaticani. Ma il quotidiano newyorchese riporta che in passato ha ospitato anche tornei fra cardinali e guardie svizzere, il corpo di guardia cerimoniale dello Stato del Vaticano.
L’era d’oro del campo risale agli anni Settanta, quando fu restaurato: nel 1978 ci si giocò un “Torneo dell’Amicizia”, vinto da Giovanni Battista Re, all’epoca un sacerdote nella segreteria di Stato vaticana, cardinale dal 2002, ora decano del collegio cardinalizio, ruolo in base a cui ha officiato il funerale di papa Francesco. Nella finale del torneo del ’78, l’allora don Battista Re ebbe la meglio sul padre gesuita Roberto Tucci, all’epoca direttore della Radio Vaticana, poi diventato cardinale pure lui (è deceduto nel 2015). Nella finale per il terzo posto, Peter Hausler, una guardia svizzera, sconfisse lo spagnolo Faustino Sainz Munoz, in seguito diventato arcivescovo. Negli anni successivi il torneo venne aperto al personale del Vaticano, poi ai figli del personale. Le vittorie di preti e vescovi diventarono più rare e così calò anche la loro partecipazione. A un certo punto il torneo è stato abbandonato del tutto.
Lo staff dei Musei Vaticani lo ha ripristinato nel 2008. Chissà se adesso, con un papa tennista, riprenderanno a giocare anche gli alti prelati, incluso Leone XIV (sul quale si era sparsa la voce che fosse un tifoso di Alcaraz, ma si trattava di una fake news). Nell’intervista di due anni fa sul sito dell’Ordine Agostiniano, l’allora cardinale Robert Francis Prevost affermava: “Da quando ho lasciato il Perù (dove era vissuto nel decennio precedente, ndr.), ho avuto poche occasioni di praticare il tennis, per cui non vedo l’ora di tornare in campo”. Ora il primo papa americano della storia ha in pratica le chiavi del campo in tasca. Al riparo del muro del Vaticano, può impugnare la racchetta quando vuole.