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Tra Pakistan e India è cessate il fuoco, ma le armi non tacciono

(afp)

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Filmate diverse violazioni. Entrambi i paesi rivendicano la vittoria e Trump annuncia l’intesa come un suo successo
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CHENNAI – La guerra è stata ufficialmente sospesa il 10 maggio alle 5, l’ora del tè. Ma il clima non è quello di un allegro convivio. Il primo annuncio della pausa nel conflitto arriva da Washington, subito dopo dal ministero degli Esteri pachistano e dopo un po’ arriva anche la conferma dal portavoce del ministero degli Esteri a Delhi: «I direttori delle operazioni militari dei nostri Paesi si sono parlati senza intermediari e hanno concordato di smettere ogni forma di confronto militare di terra, d’aria e di mare». Ma è una vittoria? E di chi? I pachistani dicono che hanno vinto loro, gli indiani dicono: no, la vittoria è nostra.

Nelle conferenze stampa indiane e nelle dichiarazioni ufficiali pachistane non c’è un cessate il fuoco delle accuse:…

CHENNAI – La guerra è stata ufficialmente sospesa il 10 maggio alle 5, l’ora del tè. Ma il clima non è quello di un allegro convivio. Il primo annuncio della pausa nel conflitto arriva da Washington, subito dopo dal ministero degli Esteri pachistano e dopo un po’ arriva anche la conferma dal portavoce del ministero degli Esteri a Delhi: «I direttori delle operazioni militari dei nostri Paesi si sono parlati senza intermediari e hanno concordato di smettere ogni forma di confronto militare di terra, d’aria e di mare». Ma è una vittoria? E di chi? I pachistani dicono che hanno vinto loro, gli indiani dicono: no, la vittoria è nostra.

Nelle conferenze stampa indiane e nelle dichiarazioni ufficiali pachistane non c’è un cessate il fuoco delle accuse: «Bugiardi», «sbruffoni», «fabbricatori di fake news». Non è né pace né riconciliazione, è uno stop alla battaglia. Ma i toni sono guardinghi. «Restiamo vigili e operativi per riprendere qualsiasi manovra sia necessaria», spiega il Comandante Raghu Nair nella conferenza stampa a Delhi. E difatti già in serata arrivano molte denunce, con tanto di video, delle violazioni. Blackout nel Kashmir, Punjab, Rajasthan e Gujarat per proteggersi da eventuali attacchi. Testimoni parlano di bombe su Srinagar, colpito il lago Dal. Inoltre, Delhi non smette la sospensione il trattato del fiume Indus, che porta acqua dall’India all’80% dell’agricoltura del Pakistan.

Ma, intanto, Donald Trump ha avuto il suo primo cessate il fuoco. Così dice. Non è l’Ucraina. Non è Gaza. Non è nemmeno chiaro se sia davvero merito suo. Ma lui lo rivendica. E il premier pachistano Shehbaz Sharif alla fine lo ringrazia sul social X, dicendo di aver apprezzato «la sua leadership e il ruolo proattivo per la pace nella regione».

Cosa avrebbe convinto, allora, i due eserciti a fermarsi? Trump fa credere siano state le sue pressioni: «Dopo una lunga notte di dialoghi mediati dagli Stati Uniti, sono felice di annunciare il pieno e immediato cessate il fuoco». Il segretario di Stato Marco Rubio infioretta la narrazione prendendosi il merito, aggiungendo anche un improbabile JD Vance che invece aveva detto: che si arrangino. Rubio spiega su X di aver chiamato gli alti ufficiali indiani e pachistani, i premier, i ministri degli Esteri e i capi degli eserciti. Con toni che da queste parti vengono accolti come un po’ paternalistici, scrive: «Ci congratuliamo con i premier Modi e Sharif per la loro saggezza, prudenza, e statura politica nel scegliere la via della pace». Letteralmente un secondo dopo, sempre su X, il ministro degli Esteri di Islamabad, Ishaq Dar conferma l’annuncio.

Com’è andata davvero? L’India dice che è stato il Pakistan a chiedere di smetterla. Islamabad nega. Alla fine, che importa? È tregua, anche se non proprio festa. Riaprono gli aeroporti e gli spazi aerei, ma non svanisce del tutto la paura nel nordovest, tra Jammu, Kashmir e Punjab, che arrivi un missile lanciato da una parte o dall’altra.

Intanto riprende il campionato di cricket IPL, sospeso a causa degli scontri. Mentre le frontiere restano ben sorvegliate, nei campi da gioco si torna a combattere tra India e Pakistan. Stavolta solo con le mazze e la pallina.

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