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L’ex capo delle forze armate Usa in Europa: “Zelensky sia cauto, Mosca vuol prendere tempo”

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L’intervista al generale a riposo Ben Hodges: “Serviranno ulteriori pressioni e sanzioni occidentali perché mantengano la loro parola”
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Putin ha finora mostrato di non avere interesse a portare avanti un negoziato significativo. Crea l’illusione di voler fare qualcosa, per prendere tempo e confondere la gente. C’è poco da fidarsi nella richiesta di colloqui diretti. Finora il modo in cui ha agito mostra che non è mai tornato indietro sul suo obiettivo iniziale: distruggere l’Ucraina». Il generale a riposo Ben Hodges è stato al vertice del Comando dell’esercito degli Stati Uniti in Europa fra 2014 e 2017, dopo aver guidato le truppe in Iraq e Afghanistan. Oggi è Nato Senior Mentor for Logistics.

Dopo aver detto che non si sarebbe seduto al tavolo senza cessate il fuoco, Zelensky cede alla pressione americana dicendo che sarà a Istanbul giovedì. Ma rilancia: «Aspetto Putin».

«Giustamente, è cauto. Ha ragione a chiedere a Mosca un impegno serio, coerente con quanto Putin proclama: il cessate il fuoco come atto di buona volontà. Purtroppo la sola parola dei russi non basta. Serviranno ulteriori pressioni o sanzioni…

Putin ha finora mostrato di non avere interesse a portare avanti un negoziato significativo. Crea l’illusione di voler fare qualcosa, per prendere tempo e confondere la gente. C’è poco da fidarsi nella richiesta di colloqui diretti. Finora il modo in cui ha agito mostra che non è mai tornato indietro sul suo obiettivo iniziale: distruggere l’Ucraina». Il generale a riposo Ben Hodges è stato al vertice del Comando dell’esercito degli Stati Uniti in Europa fra 2014 e 2017, dopo aver guidato le truppe in Iraq e Afghanistan. Oggi è Nato Senior Mentor for Logistics.

Dopo aver detto che non si sarebbe seduto al tavolo senza cessate il fuoco, Zelensky cede alla pressione americana dicendo che sarà a Istanbul giovedì. Ma rilancia: «Aspetto Putin».

«Giustamente, è cauto. Ha ragione a chiedere a Mosca un impegno serio, coerente con quanto Putin proclama: il cessate il fuoco come atto di buona volontà. Purtroppo la sola parola dei russi non basta. Serviranno ulteriori pressioni o sanzioni affinché la mantenga. In tal senso è un bene che gli europei stiano facendo sentire il loro peso, anche economico».

Invitando Kiev ad accettare l’incontro, Donald Trump ha detto via social che «questo è un gran giorno per russi e ucraini».

«Quel che dice non somiglia molto a quanto accade sul campo. L’Ucraina non è sulla lista delle sue priorità, concentrato com’è sul Medio Oriente. Auspico comunque che il presidente vada avanti con le minacce di sanzioni alla Russia se non attuerà il cessate il fuoco che ha vagamente pronunciato. Per ora Kiev, piuttosto che agli Stati Uniti, farà però meglio ad affidarsi al sostegno europeo, i cui leader si stanno muovendo benissimo».

Macron, Starmer, Tusk e Merz sono appena stati nella capitale ucraina. Quanto ha pesato?

«Andare insieme a Kiev per mostrare solidarietà agli ucraini e richiedere uniti il cessate il fuoco, altrimenti imporranno nuove sanzioni, è stato un atto coraggioso, davvero forte. Hanno ribadito che restano al fianco di Kiev, ed è molto importante in questo momento. Perché Putin sperava di vedere gli europei litigare e dividersi. Al contrario, il sostegno si allarga. La Turchia, l’Islanda, la Norvegia e perfino il Canada hanno ribadito di essere pronti a sostenere lo sforzo europeo di difesa».

La pace è ancora possibile?

«Sì. A prescindere da quanto l’America deciderà di continuare a impegnarsi, gli ucraini non molleranno. E il sostegno europeo permetterà loro di essere ancora efficaci sul campo. Sono già riusciti a fermare nuovamente i russi. E Mosca è allo stremo, ha avuto almeno 900mila morti. Anche per questo temo che Putin miri solo a far chiacchierare, a discutere e se possibile litigare, senza portare a casa niente di effettivo. Toccherà agli europei mantenere il punto nei confronti di Mosca. Più si mostreranno compatti e decisi, più un accordo di pace sarà possibile».

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