Macron e la fake news della cocaina sul treno per Kiev, l’Eliseo prende posizione: “È un fazzoletto”
di Benedetta Perilli"Quando l'unità europea è d'ostacolo, la disinformazione arriva a spacciare per droga un semplice fazzoletto. Queste false informazioni sono diffuse dai nemici della Francia, sia in patria che all'estero. Attenzione alla manipolazione".
Con un fermo quanto inedito messaggio condiviso sui suoi canali social, l’Eliseo risponde alla fake news dilagata nelle ore successive al viaggio a Kiev di Emmanuel Macron con il cancelliere tedesco, Friederich Merz, il premier polacco, Donald Tusk e il premier britannico Keith Starmer in occasione dell’incontro dei Volenterosi secondo cui, in un video circolato online, si vedrebbe il presidente francese in treno verso l’Ucraina nascondere un sacchetto bianco contenente cocaina e un cucchiaio.
Illazioni alimentate non solo dalla macchina della disinformazione social di alcune pagine complottiste di radice filorussa, ma rilanciate anche da Mosca attraverso la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova che parla di "immagini incredibili" …
"Quando l'unità europea è d'ostacolo, la disinformazione arriva a spacciare per droga un semplice fazzoletto. Queste false informazioni sono diffuse dai nemici della Francia, sia in patria che all'estero. Attenzione alla manipolazione".
Con un fermo quanto inedito messaggio condiviso sui suoi canali social, l’Eliseo risponde alla fake news dilagata nelle ore successive al viaggio a Kiev di Emmanuel Macron con il cancelliere tedesco, Friederich Merz, il premier polacco, Donald Tusk e il premier britannico Keith Starmer in occasione dell’incontro dei Volenterosi secondo cui, in un video circolato online, si vedrebbe il presidente francese in treno verso l’Ucraina nascondere un sacchetto bianco contenente cocaina e un cucchiaio.
Illazioni alimentate non solo dalla macchina della disinformazione social di alcune pagine complottiste di radice filorussa, ma rilanciate anche da Mosca attraverso la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova che parla di "immagini incredibili" e aggiunge: "Nel 2022 ho chiesto a un ambasciatore occidentale: 'Come potete fornire armi a uno squilibrato tossicodipendente come Zelensky, che da anni fa uso di cocaina?'. E ho ricevuto questa risposta: 'Per la Ue è una cosa normale, molti capi di Stato occidentali ne fanno uso'".
E dalla Francia non sono mancati politici che hanno cavalcato la polemica, dall’ex collaboratore di Marine Le Pen Florian Philippot, al presidente del partito sovranista Debout la France, Nicolas Dupont-Aignan, che ha definito il capo di Stato un “un adolescente colto in fallo”.
Non è la prima volta che la disinformazione dei canali russi si abbatte sulla politica europea con notizie false, meme, immagini manipolate o video editati, arrivando a volte anche a influenzare l’andamento dei voti nelle elezioni nazionali – come nel recente caso delle elezioni in Romania - ma è una delle prime volte in cui un governo prende una posizione ferma e risponde in chiaro alle accuse. E lo fa utilizzando anche uno stile comunicativo che dialoga proprio con quello utilizzato da chi trasmette contenuti fake: foto, immagini con scritte semplici, in caratteri bold e contenuti diretti. Insomma, per farsi capire l’Eliseo prova a parlare la stessa lingua di chi mette in circolazione la disinformazione.
Il presidente francese è d’altronde da tempo nel mirino dei complottisti, in particolare per la sua vita privata e per le ricorrenti voci sulla première dame Brigitti Macron recentemente rilanciate dalla influencer trumpiana Candace Owens per le quali in Francia si è tenuto anche un processo. Nel 2021, inoltre, il governo francese ha lanciato un'agenzia nazionale per combattere la manipolazione delle informazioni dall'estero.
La repressione della macchina del fango mossa online da Mosca è sempre più presente nelle agende dei governi europei e in passato ha incrociato anche le volontà del presidente delle Repubblica italiano Sergio Mattarella che in un intervento del giugno 2024 parlò di “forme di ostilità inaccettabili che richiederanno, mi auguro, delle regole internazionali di comportamento". Più recentemente è stato il premier spagnolo Pedro Sánchez, nel primo discorso alla nazione dopo il grande blackout che ha colpito la penisola iberica sul quale nonostante l’indagine in corso le cause sono ancora incerte, a fare appello ai cittadini a diffidare da qualsiasi informazione che non arrivi dai canali ufficiali perché “queste crisi favoriscono la diffusione di bufale e disinformazione”.