Depardieu “colpevole” di aggressione sessuale. Condannato a 18 mesi, farà ricorso
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Nel giorno in cui si alza il sipario sul Festival di Cannes, una sentenza scuote il mondo del cinema francese. Gérard Depardieu è stato condannato a 18 mesi di carcere con sospensione condizionale della pena. Il verdetto arriva al termine di un processo durato due mesi, segnato da un forte impatto mediatico e da un acceso dibattito pubblico sulla figura dell’attore, simbolo per decenni del cinema d’autore francese.
L’accusa
Depardieu, 76 anni, era accusato di aver aggredito sessualmente due donne sul set del film Les Volets verts di Jean Becker, girato nel 2021. Le due vittime, Amélie e Sarah, lavoravano entrambe nella troupe del film. Amélie, trent’anni, era scenografa. In aula ha raccontato di essere stata afferrata con forza da Depardieu e di essersi ritrovata «intrappolata tra le sue cosce» durante una pausa sul set, in un gesto che ha definito “incomprensibile, umiliante e scioccante”. Sarah, più giovane, assistente alla regia, ha dichiarato di essere stata raggiunta da …
PARIGI – Nel giorno in cui si alza il sipario sul Festival di Cannes, una sentenza scuote il mondo del cinema francese. Gérard Depardieu è stato condannato a 18 mesi di carcere con sospensione condizionale della pena. Il verdetto arriva al termine di un processo durato due mesi, segnato da un forte impatto mediatico e da un acceso dibattito pubblico sulla figura dell’attore, simbolo per decenni del cinema d’autore francese.
L’accusa
Depardieu, 76 anni, era accusato di aver aggredito sessualmente due donne sul set del film Les Volets verts di Jean Becker, girato nel 2021. Le due vittime, Amélie e Sarah, lavoravano entrambe nella troupe del film. Amélie, trent’anni, era scenografa. In aula ha raccontato di essere stata afferrata con forza da Depardieu e di essersi ritrovata «intrappolata tra le sue cosce» durante una pausa sul set, in un gesto che ha definito “incomprensibile, umiliante e scioccante”. Sarah, più giovane, assistente alla regia, ha dichiarato di essere stata raggiunta da Depardieu nel suo spazio di lavoro e palpeggiata senza il suo consenso, in diverse occasioni. Ha ammesso di aver inizialmente taciuto per paura di perdere il lavoro, descrivendo l’ambiente del set come “improntato al silenzio e all’imbarazzo”.
Le reazioni
«È stata fatta giustizia, è una vittoria per tutte le vittime di violenza», ha commentato Amélie dopo la lettura della sentenza. «Ci sentiamo meno sole», ha aggiunto la sua avvocata. I giudici hanno condannato Depardieu sottolineando che durante le udienze «non ha dimostrato di capire cosa sia il consenso». L’attore si è mostrato a tratti sprezzante e ironico, mentre la difesa ha condotto un contrattacco particolarmente aggressivo nei confronti delle vittime e delle loro legali. La sentenza prevede anche un risarcimento per «dichiarazioni insultanti e umilianti» rivolte alle due donne nel corso del processo. L’avvocato della difesa ha già annunciato l’intenzione di presentare appello.
E non è finita qui...
Al momento della lettura della sentenza, Depardieu era assente. L’attore si trova infatti sul set di un nuovo film diretto da Fanny Ardant, sua storica amica, attualmente in lavorazione nell’arcipelago delle Azzorre. Un’assenza che non è passata inosservata. «È la prova che non era così malato come diceva», ha commentato con sarcasmo l’accusa visto che durante le udienze Depardieu aveva ottenuto condizioni agevolate per ragioni mediche. Alla fine di marzo, il pubblico ministero aveva richiesto una pena identica a quella inflitta oggi: diciotto mesi con sospensione condizionale, obbligo di assistenza psicologica, due anni di ineleggibilità e l’iscrizione al registro dei condannati per reati sessuali.
Depardieu non ha ancora chiuso i conti con la giustizia. L’attore è infatti incriminato anche in un altro procedimento, nato dalla denuncia per stupro presentata dall’attrice Charlotte Arnould nel dicembre 2020. Un caso ancora pendente, che continua ad alimentare le polemiche attorno a un attore tanto idolatrato quanto sempre più controverso.