Brasile, una buona notizia: “La deforestazione rallenta”
di Luca FraioliIn Brasile la deforestazione ha rallentato nel 2024. Ed è la prima volta negli ultimi sei anni. Il dato è contenuto nel rapporto RAD2024 redatto da MapBiomas Alerta, una rete collaborativa formata da ong, università e startup tecnologiche brasiliane. RAD2024 è stato presentato oggi a Brasilia, pochi mesi prima che il colosso Sudamericano ospiti la cruciale Cop30, la trentesima conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Secondo una anticipazione dell’Agence France Presse, nel report si legge che la deforestazione “ha frenato in tutti i biomi naturali del Brasile per la prima volta in sei anni nel 2024… La superficie totale disboscata nel Paese più grande del Sudamerica è stata inferiore del 32,4% rispetto al 2023, circa 1,24 milioni di ettari”. In realtà, anche nel 2023 era stata osservata una diminuzione dell'11% delle aree deforestate rispetto all'anno precedente. Ma questo declino non aveva riguardato tutti i biomi (cioé le porzioni di biosfera individuate in base al tipo di vegetazi…
In Brasile la deforestazione ha rallentato nel 2024. Ed è la prima volta negli ultimi sei anni. Il dato è contenuto nel rapporto RAD2024 redatto da MapBiomas Alerta, una rete collaborativa formata da ong, università e startup tecnologiche brasiliane. RAD2024 è stato presentato oggi a Brasilia, pochi mesi prima che il colosso Sudamericano ospiti la cruciale Cop30, la trentesima conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Secondo una anticipazione dell’Agence France Presse, nel report si legge che la deforestazione “ha frenato in tutti i biomi naturali del Brasile per la prima volta in sei anni nel 2024… La superficie totale disboscata nel Paese più grande del Sudamerica è stata inferiore del 32,4% rispetto al 2023, circa 1,24 milioni di ettari”. In realtà, anche nel 2023 era stata osservata una diminuzione dell'11% delle aree deforestate rispetto all'anno precedente. Ma questo declino non aveva riguardato tutti i biomi (cioé le porzioni di biosfera individuate in base al tipo di vegetazione dominante, se terrestre, o alla fauna prevalente, se acquatica, ndr) come è invece successo nel 2024, secondo l’analisi di MapBiomas.
La questione è però controversa. Solo poche settimane fa, il 25 aprile, l'Istituto amazzonico per le persone e l'ambiente (Imazon) aveva diffuso dati di segno diametralmente opposto, anche se relativi alla sola Amazzonia: “Le aree deforestate in Amazzonia sono aumentate del 18% tra agosto 2024 e marzo 2025, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Sono stati disboscati complessivamente 229.000 ettari di foresta”.Cifre così contrastanti da rendere urgente un sistema di monitoraggio univoco affidabile sui territori interessati.
Di sicuro l’attuale governo brasiliano, presieduto da Luiz Inácio Lula da Silva, si è impegnato a sradicare la deforestazione illegale entro il 2030 e ambisce a fare del Brasile un leader nella lotta contro il riscaldamento globale, lotta nella quale le foreste giocano un un ruolo chiave, vista la CO2 che assorbono.
Tra le attività umane incriminate, figura al primo posto l’allevamento del bestiame. Il Brasile è il maggiore esportatore mondiale di carne bovina, ma la maggior parte delle sue mandrie si trovano proprio in Amazzonia, la foresta pluviale più grande e ricca di biodiversità del mondo. Che viene abbattuta per creare nuovi pascoli.
Per correre ai ripari è stato stipulato un accordo tra alcuni procuratori federali brasiliani e le aziende di lavorazione della carne bovina, i cui risultati sono stati presentati mercoledì scorso. Ebbene, imponendo ai macelli di verificare i loro acquisti di bestiame, per determinare se gli animali vengano allevati in aree protette, o disboscate illegalmente, “il programma ha dato un contributo enorme alla riduzione della deforestazione”, secondo Daniel Azeredo, uno dei procuratori federali che supervisionano l’accordo. Che ha però chiesto controlli ancora più severi, perché “animali allevati in aziende agricole deforestate illegalmente continuano a entrare nelle catene di approvvigionamento delle aziende attraverso schemi illeciti”.