NEW YORK - John Ewing è diventato il primo sindaco afroamericano di Omaha, la principale città dello Stato a maggioranza repubblicana del Nebraska. Ma a tenere banco non è il record del nuovo eletto, ma il fatto che abbia battuto una big conservatrice in carica da tre mandati. E lo ha fatto con quasi tredici punti di distacco, 56,3 per cento contro il 43,7 dell’avversaria. Secondo i media americani, potrebbe essere il primo segnale dello smottamento di voti provocato dalla impopolare politica di tagli e di dazi voluta da Donald Trump.
Omaha e la periferia sono considerati un piccolo feudo blu, il colore dei democratici, in un territorio rurale del Midwest dominato dal movimento Maga ma la vittoria di Ewing è andata ben oltre il numero di voti democratici. A scegliere l’afroamericano sono stati gli indipendenti e i moderati, la stessa fascia di elettori che nello Stato aveva votato a novembre a stragrande maggioranza per il tycoon, dandogli più di venti punti di vantaggio su Kamala Har…
NEW YORK - John Ewing è diventato il primo sindaco afroamericano di Omaha, la principale città dello Stato a maggioranza repubblicana del Nebraska. Ma a tenere banco non è il record del nuovo eletto, ma il fatto che abbia battuto una big conservatrice in carica da tre mandati. E lo ha fatto con quasi tredici punti di distacco, 56,3 per cento contro il 43,7 dell’avversaria. Secondo i media americani, potrebbe essere il primo segnale dello smottamento di voti provocato dalla impopolare politica di tagli e di dazi voluta da Donald Trump.
Omaha e la periferia sono considerati un piccolo feudo blu, il colore dei democratici, in un territorio rurale del Midwest dominato dal movimento Maga ma la vittoria di Ewing è andata ben oltre il numero di voti democratici. A scegliere l’afroamericano sono stati gli indipendenti e i moderati, la stessa fascia di elettori che nello Stato aveva votato a novembre a stragrande maggioranza per il tycoon, dandogli più di venti punti di vantaggio su Kamala Harris.
Omaha, 480 mila abitanti che diventano più di 800 mila contando l’area urbana, rappresenta da anni il primo test elettorale americano dopo le presidenziali, perché le elezioni municipali avvengono sei mesi dopo le presidenziali. La sindaca in carica è Jean Stothert, 71 anni, prima donna a ricoprire questo ruolo a Omaha e considerata la favorita fino a pochi mesi fa. E’ stata eletta nel 2013, pochi mesi dopo la vittoria di Barack Obama. Poi nel 2017, dopo quella di Trump, e nel 2021, quando a vincere era stato Joe Biden. Sono cambiati i volti alla Casa Bianca ma non quelli del Douglas Civic Center, dove si trova l’ufficio del sindaco. La campagna della repubblicana si è fondata sul tenere unita la sua base tradizionale, composta anche da indipendenti, ma alla fine è risultato più forte il messaggio di Ewing, che ha puntato sull’incertezza economica e la rabbia provocata dalle politiche di Trump.
“Questa vittoria - ha commentato a caldo il neoeletto dopo i risultati - appartiene a ogni residente della città di Omaha e dimostra che tutti insieme possiamo raggiungere traguardi straordinari”. La sua avversaria ha subito riconosciuto la sconfitta ma ricordato con orgoglio “dodici anni di progresso, determinazione e successo”. Quello che interessa è quanto questo risultato elettorale possa rappresentare in piccolo la situazione nazionale. Secondo i commentatori l’agenda Trump ha “rianimato i democratici” e “spinto a credere nella rimonta”.
Questo successo si aggiunge a quello della candidata progressista alla Corte Suprema statale del Wisconsin e alla forbice ridotta tra i candidati in Florida che il mese scorso si sono contesi due seggi alla Camera. Entrambi sono andati ai repubblicani ma con margini di vantaggio decisamente minori rispetto alle previsioni.
Alla vigilia del voto, lo staff della sindaca aveva ammesso le preoccupazioni legate ai cattivi sondaggi di Trump. Stothert aveva difeso la sua scelta di sostenere a novembre il presidente, spiegando che lo aveva fatto solo per perché voleva un “confine più al sicuro e una migliore economia”. “Ma onestamente - aveva ammesso in un’intervista a un podcast - come repubblicana non sono contenta di tutto quello che Trump sta facendo, vorrei solo che ponderasse alcune decisioni”. Messaggio non ritenuto abbastanza forte dai suoi elettori, che l’hanno punita.