BRUXELLES – Martedì scorso Vladimir Putin bolla come «deficienti» gli europei che minacciano nuove sanzioni la Russia e l’Ue ieri ha approvato un nuovo pacchetto di misure contro Mosca avvertendo che se il Cremlino non accetterà la tregua in Ucraina ne scatteranno delle nuove «devastanti».
Ieri, dunque, il Coreper (il comitato che riunisce gli ambasciatori dei 27 Paesi) ha dato il via libera al 17° provvedimento fatto di penalità economiche e commerciali. La novità, stavolta, è che perfino l’Ungheria di Viktor Orbán non si è messa di traverso. Il disco verde definitivo — ma si tratta solo di un passaggio formale — avverrà in occasione del Consiglio dei ministri Ue degli Esteri fissato per il prossimo 20 maggio.
Il pacchetto colpisce in particolare l’attività navale russa e i soggetti accusati di attacchi ibridi contro l’Europa. Viene sanzionata una flotta di quasi 200 navi “fantasma”, molto vecchie e non più registrate, che vengono impiegate per aggirare i divieti di export, sop…
BRUXELLES – Martedì scorso Vladimir Putin bolla come «deficienti» gli europei che minacciano nuove sanzioni la Russia e l’Ue ieri ha approvato un nuovo pacchetto di misure contro Mosca avvertendo che se il Cremlino non accetterà la tregua in Ucraina ne scatteranno delle nuove «devastanti».
Ieri, dunque, il Coreper (il comitato che riunisce gli ambasciatori dei 27 Paesi) ha dato il via libera al 17° provvedimento fatto di penalità economiche e commerciali. La novità, stavolta, è che perfino l’Ungheria di Viktor Orbán non si è messa di traverso. Il disco verde definitivo — ma si tratta solo di un passaggio formale — avverrà in occasione del Consiglio dei ministri Ue degli Esteri fissato per il prossimo 20 maggio.
Il pacchetto colpisce in particolare l’attività navale russa e i soggetti accusati di attacchi ibridi contro l’Europa. Viene sanzionata una flotta di quasi 200 navi “fantasma”, molto vecchie e non più registrate, che vengono impiegate per aggirare i divieti di export, soprattutto nel Mar Baltico. Queste 200 imbarcazioni, comprese petroliere, non potranno continuare a commerciare con i Paesi Ue. Un’attività esplosa numericamente dopo l’attacco russo all’Ucraina. Stesso discorso per una trentina di aziende coinvolte nell’elusione delle sanzioni. Si tratta di società che producono beni a duplice uso, civile e militare. In più vengono previsti altri provvedimenti nei confronti di individui dediti all’industria militare.
Le altre misure riguardano i soggetti impegnati nelle attività ibride. Ad esempio le navi che distruggono cavi sottomarini o server aeroportuali. O anche i cosiddetti “facilitatori” finanziari che bypassano le restrizioni nel settore bancario. Nel mirino anche i canali di propaganda e disinformazione che propalano fake news: oltre 20 entità sono sottoposte a misure interdittive. Sono state inserite in questo diciassettesimo pacchetto anche sanzioni nei confronti di giudici e pubblici ministeri coinvolti nei casi Navalny e Kara Murza (20 individui). Infine, viene introdotto un divieto di esportazione di sostanze chimiche utilizzate nella produzione di missili.
«Accolgo con favore l’accordo sul nostro 17° pacchetto di sanzioni contro la Russia — ha detto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen —. Questa guerra deve finire. Continueremo a fare pressione sul Cremlino».
Ma questo non sarà l’ultimo passaggio. Se il Cremlino non accetterà di porre fine al conflitto, ha avvertito il ministro degli Esteri francese Barrot, Stati Uniti ed Europa dovranno «prepararsi a imporre sanzioni devastanti» e «prendere la Russia per il collo». Barrot ha fatto riferimento al piano proposto dal senatore statunitense Lindsey Graham «con dazi doganali del 500% sulle importazioni di petrolio russo e del 500% sui Paesi che oggi continuano a importarlo».