Nel mare di Spielberg a tu per tu per con gli squali: i 100km del nuotatore che sfida la paura
di Massimo BasileNEW YORK - Una prova da “superman” in acqua è cominciata da pochi giorni e durerà tutta la prossima settimana, con l’obiettivo di proteggere gli squali, cinquant’anni dopo l’uscita del film “Lo squalo”, di Steven Spielberg. Lewis Pugh, 55 anni, nuotatore britannico-sudafricano, ha deciso di percorrere a nuoto i cento chilometri di acqua attorno all’isola di Martha’s Vineyard, in Massachusetts, dove venne girato il film che ha segnato una generazione.
Il mare dove Pugh cercherà di portare a termine l’impresa ha una temperatura media di 8 gradi. Ma il nuotatore non punta a sconfiggere il freddo, visto che ha già nuotato attorno a ghiacciai e ha scalato l’Everest. Il suo obiettivo è esorcizzare la paura degli squali, dopo aver nuotato in acque infestate di coccodrilli e a pochi metri da orsi polari e ippopotami. “Punto - ha spiegato - a promuovere una nuova coscienza a favore degli squali, che vanno protetti, e a cambiare la percezione che si ha di questo tipo di pesce”.
Secondo i ricerc…
NEW YORK - Una prova da “superman” in acqua è cominciata da pochi giorni e durerà tutta la prossima settimana, con l’obiettivo di proteggere gli squali, cinquant’anni dopo l’uscita del film “Lo squalo”, di Steven Spielberg. Lewis Pugh, 55 anni, nuotatore britannico-sudafricano, ha deciso di percorrere a nuoto i cento chilometri di acqua attorno all’isola di Martha’s Vineyard, in Massachusetts, dove venne girato il film che ha segnato una generazione.
Il mare dove Pugh cercherà di portare a termine l’impresa ha una temperatura media di 8 gradi. Ma il nuotatore non punta a sconfiggere il freddo, visto che ha già nuotato attorno a ghiacciai e ha scalato l’Everest. Il suo obiettivo è esorcizzare la paura degli squali, dopo aver nuotato in acque infestate di coccodrilli e a pochi metri da orsi polari e ippopotami. “Punto - ha spiegato - a promuovere una nuova coscienza a favore degli squali, che vanno protetti, e a cambiare la percezione che si ha di questo tipo di pesce”.
Secondo i ricercatori dell’American Association for the Advancement of Science, ogni giorno vengono uccisi nel mondo 274 mila esemplari. Una media di cento milioni all’anno. Il film di Spielberg ha fatto dello squalo un predatore a sangue freddo. “È stato un film - ha dichiarato Pugh all’Ap - in cui gli squali attaccavano gli umani ma da cinquant’anni siamo noi ad attaccare gli squali. È una cosa ormai insostenibile, è pazzia. Dobbiamo rispettarli”.
Spielberg e l’autore, Peter Benchley, hanno confessato negli anni il loro dispiacere per l’impatto negativo avuto sulla percezione degli squali. Lo stesso Pugh, che aveva visto la pellicola al cinema quando aveva sedici anni, era rimasto terrorizzato. Durante la traversata, il nuotatore verrà seguito da una barca e un assistente a bordo di un kayak. Ci saranno congegni elettronici che schermeranno l’area dalla presenza di squali. L’impresa, cominciata venerdì, durerà dodici giorni.
Pugh passerà al largo del “Jaws Bridge”, lungo la strada che porta da Edgartown e Oak Bluffs e apparso nel film. Il resto del tempo, fuori dall'acqua, lo impiegherà a spiegare ai residenti di Vineyard perché gli squali non vanno cacciati, ma protetti. Ricordando loro che sono sempre tra noi. L’impresa è coincisa con la notizia da parte del New England Aquarium dell’avvistamento di uno squalo bianco. È il primo della stagione.