Esteri

Tripoli, assalto al palazzo del premier

Demonstrators demand the overthrow of the Libya's Government of National Unity headed by Abdulhamid al-Dbeibah, in Martyrs' Square in Tripoli, Libya. May 16, 2025.  REUTERS/Ayman al-Sahili
Demonstrators demand the overthrow of the Libya's Government of National Unity headed by Abdulhamid al-Dbeibah, in Martyrs' Square in Tripoli, Libya. May 16, 2025. REUTERS/Ayman al-Sahili (reuters)

Spari sulla folla, lasciano tre ministri: segnato il destino di Dbeibah. I media: Trump vuole trasferire in Libia un milione di palestinesi

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Si approfondisce la crisi a Tripoli. Un corteo di manifestanti, quasi tutti giovanissimi, ha marciato contro la sede del Governo di unità nazionale chiedendo le dimissioni del premier Dbeibah. Camionette delle forze fedeli al primo ministro hanno aperto il fuoco con le mitragliatrici, provocando il ferimento di almeno un ragazzo. Secondo i media locali, un agente di sicurezza sarebbe stato ucciso da un cecchino. In più punti della città sarebbero ricominciati gli scontri, facendo traballare la tregua negoziata dopo la battaglia tra milizie di mercoledì.

Le notizie della Nbc su una trattativa tra l’amministrazione Trump e le autorità libiche per trasferire da Gaza un milione di palestinesi hanno fatto aumentare la folla in protesta. Pochi minuti dopo è stata interrotta la connessione internet in gran parte della capitale.

Ormai però il destino del premier Dbeibah, leader di un governo riconosciuto dall’Onu ma mai ratificato dalle elezioni che controllava solo la Tripolitania, appare compromesso. In serata tre ministri hanno lasciato l’esecutivo, confermando con filmati online la loro decisione. Il Consiglio di presidenza, guidato da Menfi, ha dichiarato che Dbeibah non ha più poteri formali; il Parlamento di Tobruk vuole eleggere oggi un nuovo premier. Anche i consigli municipali di alcune località come Sabratha, che hanno ai loro ordini gruppi armati, si sono pronunciati contro il primo ministro.

Si è sparsa la voce che Dbeibah fosse fuggito a bordo di un jet atterrato a Malta, ma fonti di La Valletta l’avrebbero smentita. A testimoniare la gravità della situazione, l’ambasciata turca ha evacuato 82 cittadini con un volo speciale dalla capitale: Ankara è stato il principale sostenitore del premier e finora la Tripolitania veniva considerata un protettorato turco. «Seguiamo con preoccupazione gli ultimi sviluppi in Libia – ha scritto il ministro degli Esteri Antonio Tajani - : confermiamo il nostro appello a tutte le parti per la calma e il dialogo». Il grande interrogativo adesso è come reagiranno le milizie della città di Misurata, considerate le più agguerrite, e l’Esercito del maresciallo Haftar, il signore della Cirenaica che ora potrebbe tornare a lanciare l’attacco verso Tripoli.

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