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La Romania in bilico tra Ue e ultradestra: voto ad alta tensione

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Oggi ballottaggio per le presidenziali, l’estremista Simion avanti, ma si prepara a contestare il risultato. L’europeista Dan recupera
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BUCAREST – La tensione a Bucarest si taglia con un coltello. Le indiscrezioni su un possibile caos post elettorale si moltiplicano. Alla vigilia del cruciale appuntamento di oggi per le presidenziali, dopo aver disertato sette duelli in tv, il candidato dell’ultradestra George Simion ha cancellato il suo account su TikTok — dove aveva un milione e mezzo di follower — e ha silenziato i social. Ufficialmente, «per rispettare il silenzio elettorale». E ieri un messaggio WhatsApp dell’ufficio stampa di Simion avvertiva che «il quartier generale rimarrà chiuso domenica: se ci saranno conferenze stampa ti aggiorneremo». Annullata anche la serata elettorale con il leader di Aur, prevista da giorni.

Una strana mossa. Forse, un indizio. Simion si starebbe preparando a contestare il risultato delle elezioni, se perderà la sfida con il suo rivale europeista, il sindaco di Bucarest Nicusor Dan. È quanto sostiene il sito d’inchiesta G4Media. E anche il vicepresidente del Ppe, Siegfried Muresan, di…

BUCAREST – La tensione a Bucarest si taglia con un coltello. Le indiscrezioni su un possibile caos post elettorale si moltiplicano. Alla vigilia del cruciale appuntamento di oggi per le presidenziali, dopo aver disertato sette duelli in tv, il candidato dell’ultradestra George Simion ha cancellato il suo account su TikTok — dove aveva un milione e mezzo di follower — e ha silenziato i social. Ufficialmente, «per rispettare il silenzio elettorale». E ieri un messaggio WhatsApp dell’ufficio stampa di Simion avvertiva che «il quartier generale rimarrà chiuso domenica: se ci saranno conferenze stampa ti aggiorneremo». Annullata anche la serata elettorale con il leader di Aur, prevista da giorni.

Una strana mossa. Forse, un indizio. Simion si starebbe preparando a contestare il risultato delle elezioni, se perderà la sfida con il suo rivale europeista, il sindaco di Bucarest Nicusor Dan. È quanto sostiene il sito d’inchiesta G4Media. E anche il vicepresidente del Ppe, Siegfried Muresan, dice a Repubblica che se la vittoria di Dan sarà sul filo, Simion «si comporterà come Trump nel 2020», quando perse le elezioni. Allora, però, le sue contestazioni sfociarono nell’assalto a Capitol Hill dei suoi sostenitori, nel 6 gennaio più buio della storia americana. Muresan frena sugli scenari estremi: “Non è chiaro fino a dove si spingeranno. Dipenderà dall’eventuale margine di vittoria» di Dan.

Al momento, i due sfidanti sono testa a testa nei sondaggi: negli ultimi giorni, dopo che migliaia di romeni sono scesi in piazza con le bandiere dell’Europa, Dan ha recuperato. Ma al primo turno Simion aveva trionfato con il 41%. L’alleato di Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi è anche volato a Roma per farsi vedere al fianco della premier italiana, si sentiva la vittoria in tasca. Ma ora forse prepara un piano B. Nei mesi scorsi, il leader di Aur si era scagliato con parole violente contro la decisione della Corte costituzionale di annullare le elezioni di novembre. Una tornata vinta — grazie al contributo della macchina da guerra propagandistica del Cremlino — dal candidato filorusso e neofascista, Calin Georgescu. Simion aveva parlato di un colpo di Stato. Venerdì il leader dell’ultradestra si è presentato in tv con Georgescu, che ha già promesso di nominare premier. E tanto per far capire cosa aspettarsi se il duo nero prenderà il potere a Bucarest, Georgescu ha citato in diretta il padre del fascismo romeno, il fondatore della Guardia di ferro Corneliu Codreanu: «Chi combatte anche da solo con un pugno di uomini coraggiosi per il suo popolo e la sua patria, e per Dio non sarà mai sconfitto». Simion, accanto a lui, annuiva.

E poi c’è la diaspora, che ha fatto vincere Georgescu a novembre e fatto trionfare Simion al primo turno. Ieri l’affluenza era già raddoppiata rispetto a due settimane fa. E ai romeni all’estero il comico Cosmin Nedelcu ha rivolto un appello accorato: Meloni, Kaczynski e gli alleati europei di Simion «sono gli stessi che ti hanno sputato addosso quando ti sei trasferito nei loro Paesi. Con il loro razzismo, ti hanno instillato l’odio che provi adesso». Ma la rabbia è grande ed è cieca, tra gli espatriati.

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