KIEV – Nove ore consecutive di allarme aereo, da mezzanotte a giorno fatto: ieri la Russia è tornata a colpire duramente la capitale ucraina e la sua regione. Mentre russi e ucraini discutono a quali condizioni e con quali garanzie realizzare il cessate il fuoco, Mosca ha spedito in Ucraina un’ondata record di droni: 273, secondo l’aeronautica militare di Kiev che comunica di avere abbattuto 88 “shahed”.
Più di metà dei droni hanno mirato la regione di Kiev con uno dei bombardamenti più massicci di sempre: ce n’erano 150 a ronzare in cielo, e l’obiettivo principale era l’aeroporto militare di Vasylkiv, nell’hinterland della capitale. L’anno scorso erano girate indiscrezioni secondo cui era usato come base degli “F16” donati dai partner occidentali. A partire dalle tre del mattino i residenti hanno inondato i social di messaggi per la serie di potenti esplosioni in città. Nella zona dell’aeroporto si è creato un gigantesco incendio, con una colonna di fumo visibile a decine di chilomet…
KIEV – Nove ore consecutive di allarme aereo, da mezzanotte a giorno fatto: ieri la Russia è tornata a colpire duramente la capitale ucraina e la sua regione. Mentre russi e ucraini discutono a quali condizioni e con quali garanzie realizzare il cessate il fuoco, Mosca ha spedito in Ucraina un’ondata record di droni: 273, secondo l’aeronautica militare di Kiev che comunica di avere abbattuto 88 “shahed”.
Più di metà dei droni hanno mirato la regione di Kiev con uno dei bombardamenti più massicci di sempre: ce n’erano 150 a ronzare in cielo, e l’obiettivo principale era l’aeroporto militare di Vasylkiv, nell’hinterland della capitale. L’anno scorso erano girate indiscrezioni secondo cui era usato come base degli “F16” donati dai partner occidentali. A partire dalle tre del mattino i residenti hanno inondato i social di messaggi per la serie di potenti esplosioni in città. Nella zona dell’aeroporto si è creato un gigantesco incendio, con una colonna di fumo visibile a decine di chilometri di distanza. Nei palazzi alti dei quartieri limitrofi sono saltate le finestre, e una casa è stata completamente distrutta. Ci viveva una ragazza di 27 anni con il suo bimbo di 5 anni e con i suoceri. Lei è morta, il bimbo è in ospedale pieno di schegge sul viso. Anche i suoceri sono stati ricoverati e operati. Altri droni hanno colpito o sono stati abbattuti a Boyarka, Fastiv, Boryspil e nella zona di Bila Tserkva, sempre nella regione.
E non è solo con queste premesse inquietanti che gli ucraini si apprestano ad assistere oggi alla telefonata tra i presidenti di Stati Uniti e Russia, in cui si gioca parte del loro destino. Il Gur, l’intelligence militare di Kiev, ha avvertito con un messaggio in chiaro sul proprio sito che Mosca lancerà stanotte un missile balistico intercontinentale per una missione di «addestramento al combattimento». È un preciso segnale lanciato contemporaneamente agli Ucraini e alla comunità occidentale che sostiene Kiev, compresa l’America di Trump: l’Rs-24 Yars è un colosso studiato per trasportare testate nucleari, ed è in grado di raggiungere qualsiasi obiettivo negli Stati Uniti in una ventina di minuti.
«Tattiche intimidatorie», le definisce il Gur, secondo cui «il 433° reggimento della 42a divisione della 31a armata delle forze missilistiche strategiche» russe ha ordinato il lancio di un missile «equipaggiato con munizioni da addestramento da un complesso terrestre mobile nei pressi di Svobodnyi, nella regione di Sverdlovsk in Russia».
La scelta del momento non è casuale. Mosca mostra i muscoli come fece nel giorno dei funerali dell’oppositore di Putin, Alexei Navalny, quando testò un missile della classe Yars e la Difesa ne pubblicò il video. L’Rs24 Yars è un gigante con 10mila chilometri di autonomia: è lungo 18 metri e pesa 46 tonnellate, vola a mach 20 — cioè a 24mila chilometri all’ora — e si calcola sia in grado di colpire con testate da 500 chilotoni. Mosca ne possiede almeno 150.