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Passeggiata a Villa Borghese e pranzo in via di Ripetta: la Dolce Vita di Vance e la moglie Usha

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Il vicepresidente Usa in mattinata a Roma ha rilasciato un’intervista podcast al New York Times e si è concesso una visita a piedi in centro con la consorte. Poi si è fermato al ristorante San Baylon di Palazzo Ripetta, in centro
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Una passeggiata a villa Borghese mano nella mano con la moglie Usha e poi a pranzo al ristorante San Baylon di Palazzo Ripetta, nell’omonima via. Al termine di una intensa due giorni di incontri politici, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D Vance si concede un fuori programma nel centro di Roma. La mattina è iniziata con la visita in Vaticano ed è proseguita all’ambasciata degli Stati Uniti di via Veneto per un incontro con la stampa e la registrazione di un podcast intervista con Ross Douthat, editorialista del New York Times e giornalista conservatore considerato di scuola ratzingeriana.

La passeggiata di Vance e della moglie Usha a Villa Borghese

Dputhat ha criticato in diverse occasioni la secolarizzazione europea sottolineando invece la resilienza del cattolicesimo americano, patria spirituale della quale solo di recente Vance è diventato cittadino. Dopo l’incon…

Una passeggiata a villa Borghese mano nella mano con la moglie Usha e poi a pranzo al ristorante San Baylon di Palazzo Ripetta, nell’omonima via. Al termine di una intensa due giorni di incontri politici, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D Vance si concede un fuori programma nel centro di Roma. La mattina è iniziata con la visita in Vaticano ed è proseguita all’ambasciata degli Stati Uniti di via Veneto per un incontro con la stampa e la registrazione di un podcast intervista con Ross Douthat, editorialista del New York Times e giornalista conservatore considerato di scuola ratzingeriana.

La passeggiata di Vance e della moglie Usha a Villa Borghese

Dputhat ha criticato in diverse occasioni la secolarizzazione europea sottolineando invece la resilienza del cattolicesimo americano, patria spirituale della quale solo di recente Vance è diventato cittadino. Dopo l’incontro con i media, il vicepresidente è tornato nella residenza di villa Taverna. A sorpresa però ha chiesto e ottenuto di poter fare una passeggiata a piedi. Insieme alla moglie Usha ha attraversato villa Borghese fino alla terrazza del Pincio.

(foto di Gabriella Colarusso) 

lì per la scalinata che conduce a piazza del Popolo e fino in via di Ripetta per un pranzo al San Baylon di Palazzo Ripetta tra la curiosità dei passanti e qualche mugugno dei ristoratori locali che hanno perso la “mattinata di affari”. Un tempo Palazzo Ripetta era un convento, fu acquistato dalla famiglia Ginobbi, dal nonno dell’attuale proprietario, che vi ha aperto un ristorante di lusso, il San Bylon.

Dopo pranzo, Vance e la moglie si sono fermati nella storica enoteca Buccone, un’istituzione a Roma, conosciuta tra le altre cose per essere stata tra le prime a servire vini di qualità alla mescita e che ha conservato un fascino autentico, in una zona assediata dal turismo di massa. “Ha chiesto vini rossi locali, gli abbiamo suggerito produttori del Lazio”, raccontano a Repubblica i proprietari, i cugini Francesco Buccone e Paolo Trimani. Vance è uscito dal locale con tre bottiglie di rosso seguito dopo poco da una funzionaria dello staff vicepresidenziale che con grandi sorrisoni si è portata via un’altra dozzina di bottiglie, dal barolo piemontese all’aglianico campano a vini marchigiani, un assaggio di tutta Italia.

La scorta di Vance davanti al ristorante San Baylon di Palazzo Ripetta a Roma (foto di Gabriella Colarusso) 

Al Vaticano in mattinata Vance ha incontrato Papa Leone XIV e poi monsignor Gallagher. Ucraina e Gaza tra i temi dei bilaterali, in particolare il rispetto del diritto internazionale e umanitario, secondo i report diffusi dalla Santa Sede. Il vicepresidente Usa era stato l’ultimo leader politico a incontrare Papa Francesco prima della sua morte.

Avrebbe dovuto far tappa anche in Israele, dopo Roma, ma secondo quanto scrive Axios ha preferito evitare un viaggio che avrebbe significato mettere anche il suo sigillo sulla decisione di Netanyahu di estendere ancora il conflitto a Gaza.

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