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Simion: “Cittadini morti lasciati nelle liste elettorali”

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Il candidato sovranista sconfitto alle presidenziali in Romania: “Abbiamo avuto un’elezione annullata perché non piaceva come avevano votato i cittadini. E finora i nostri hanno reagito pacificamente”
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La tensione è alta, a tarda sera. E George Simion non si rassegna: “ho vinto!”, scrive su Facebook, quando manca ancora la diaspora nello spoglio, ed è notoriamente una valanga di voti a suo favore. Ma alle undici, il suo rivale Dan ha quasi dieci punti di vantaggio su du lui. E allora Simon paventa il rischio di brogli e denuncia “1,7 milioni di morti” iscritti nelle liste elettorali. Sulla minaccia di un assalto ai Palazzi, di un ‘6 gennaio’ romeno nel caso di una frode elettorale, il leader Aur glissa: “sono un uomo di pace”. In quest’intervista con Repubblica, Simion spiega anche cosa pensa di Putin e di Trump.

Simion, lei sostiene di temere brogli. Che elementi ha per evocare questo rischio?

«Sono fiducioso che le nostre istituzioni sono state vigili, ma abbiamo un milione e settecentomila morti che risultano ancora sulle liste elettorali. E vogliamo essere certi che questi morti non siano resuscitati ieri dalle loro tombe e quindi abbiamo chiesto agli elettori di fornirci dettag…

La tensione è alta, a tarda sera. E George Simion non si rassegna: “ho vinto!”, scrive su Facebook, quando manca ancora la diaspora nello spoglio, ed è notoriamente una valanga di voti a suo favore. Ma alle undici, il suo rivale Dan ha quasi dieci punti di vantaggio su du lui. E allora Simon paventa il rischio di brogli e denuncia “1,7 milioni di morti” iscritti nelle liste elettorali. Sulla minaccia di un assalto ai Palazzi, di un ‘6 gennaio’ romeno nel caso di una frode elettorale, il leader Aur glissa: “sono un uomo di pace”. In quest’intervista con Repubblica, Simion spiega anche cosa pensa di Putin e di Trump.

Simion, lei sostiene di temere brogli. Che elementi ha per evocare questo rischio?

«Sono fiducioso che le nostre istituzioni sono state vigili, ma abbiamo un milione e settecentomila morti che risultano ancora sulle liste elettorali. E vogliamo essere certi che questi morti non siano resuscitati ieri dalle loro tombe e quindi abbiamo chiesto agli elettori di fornirci dettagli su quei nomi e faremo una verifica con le istituzioni per essere certi non siano stati contati. E poi abbiamo scoperto che nella diaspora c’erano seggi elettorali senza schede».

E se venisse fuori che ci sono state irregolarità?

«Faremo ricorso in tutte le sedi, a livello nazionale e internazionale».

E se non dovesse funzionare, visto che lei si dice sempre trumpiano, dobbiamo temere che i suoi sostenitori organizzino un sei gennaio?

«Noi abbiamo avuto un voto annullato (a novembre, per le accuse di pesanti interferenze russe, ndr) perché non piaceva come i romeni avevano votato. E finora i romeni hanno reagito pacificamente. E il merito, in parte, è anche nostro. Abbiamo fatto appello a non reagire con violenza e abbiamo organizzato una manifestazione con oltre centomila partecipanti in cui tutto si è svolto in modo estremamente calmo. Io sono un uomo di pace».

Lei voleva candidare l’ex candidato alle presidenziali Georgescu alle elezioni ma non avrebbe la maggioranza in Parlamento per formare un governo. Non teme un periodo di caos in Romania? Avete il deficit al 9%…

«Il rischio default è dovuto ai partiti che hanno governato finora. La democrazia non è mai sbagliata, bisogna avere fiducia in essa. Sono i partiti che hanno sostenuto la dittatura che ha annullato le elezioni il vero pericolo per la democrazia. Non George Simion che rispetterà il risultato».

Perché vuole tagliare gli aiuti all’Ucraina? E cosa pensa della guerra contro Kiev e di Putin?

«La Russia ha fatto una guerra sanguinosa e illegale e aggressiva contro l’Ucraina. Che però è stata aiutata molto dalla Romania. Ma anche l’Ucraina somiglia per molti aspetti alla Russia e non rispetta mezzo milione di romeni e la chiesa ortodossa che è lì. Quindi ogni nostro gesto dipenderà dalla direzione che prenderà l’Ucraina».

Tra Trump e l’Unione europea, chi sceglierebbe?

«Il pericolo maggiore è creare due fronti opposti - Usa e contro Ue. Noi siamo pro-Ue per un mondo libero e unito. E sosteniamo Trump perché siamo perfettamente allineati con i repubblicani Maga e con gli obiettivi degli Stati Uniti».

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