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Germania, fermata cellula neonazista: preparava attentati contro migranti e attivisti di sinistra

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I cinque arrestati, tutti tra i 14 e i 18 anni, miravano al “collasso del sistema democratico” e alla difesa della “Nazione tedesca”. Il ministro dell’Interno: “In un anno aumentate del 50% le violenze dell’estrema destra”
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BERLINO – All’alba la polizia ha arrestato in Germania cinque giovanissimi tra i 14 e i 18 anni che pianificavano attentati gravissimi con incendi e ordigni esplosivi contro migranti e attivisti di sinistra per ottenere un “collasso del sistema democratico”, secondo quanto dichiarato da una portavoce della procura. Obiettivo della cellula terroristica fondata ad aprile del 2024 e denominata “Letzte Verteidigungswelle” (“Ultima ondata difensiva”): difendere una fantomatica “Nazione tedesca”.

La banda, fondata da poco più di un anno, era già entrata in azione. I due capi finiti in manette, Lenny M. e Jerome M., sono accusati tra l’altro di aver appiccato il 24 ottobre del 2024 un incendio a un centro culturale di Altdöbern, in Brandeburgo. All’epoca l’edificio era abitato, per un puro caso non ci sono state vittime, solo danni per mezzo milione di euro.

Non più tardi di ieri il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha rivelato che le violenze politiche sono in aumento vertiginoso i…

BERLINO – All’alba la polizia ha arrestato in Germania cinque giovanissimi tra i 14 e i 18 anni che pianificavano attentati gravissimi con incendi e ordigni esplosivi contro migranti e attivisti di sinistra per ottenere un “collasso del sistema democratico”, secondo quanto dichiarato da una portavoce della procura. Obiettivo della cellula terroristica fondata ad aprile del 2024 e denominata “Letzte Verteidigungswelle” (“Ultima ondata difensiva”): difendere una fantomatica “Nazione tedesca”.

La banda, fondata da poco più di un anno, era già entrata in azione. I due capi finiti in manette, Lenny M. e Jerome M., sono accusati tra l’altro di aver appiccato il 24 ottobre del 2024 un incendio a un centro culturale di Altdöbern, in Brandeburgo. All’epoca l’edificio era abitato, per un puro caso non ci sono state vittime, solo danni per mezzo milione di euro.

Non più tardi di ieri il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha rivelato che le violenze politiche sono in aumento vertiginoso in Germania, soprattutto quelle di matrice neonazista o di estrema destra. Nel 2024 gli atti criminali “motivati politicamente” hanno raggiunto un picco di 84mila casi, in crescita del 40% rispetto all’anno precedente. E l’aumento più robusto riguarda proprio gli attacchi di estrema destra: quasi il 50 per cento in più.

Presentando la statistica più aggiornata della Procura generale, il ministro cristianosociale ha concluso senza mezzi termini che “il rischio maggiore per la democrazia proviene dall’estremismo di destra”. Il capo della procura Holger Muench gli ha fatto eco, aggiungendo che “la democrazia è sotto pressione”.

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