KIEV – Andriy Kurkov è il più celebre scrittore ucraino, tradotto in decine di lingue.
La telefonata tra Putin e Trump avvicina o allontana la pace?
«Per Trump i segni di rispetto di Putin sono stati più importanti che spingerlo al cessate il fuoco. Putin crea per lui l’illusione del dialogo. Una volta che Trump capirà che non porta a nulla, dirigerà l’ira contro Zelensky: non è incline a essere duro con persone come i leader russo o nordcoreano».
A Istanbul invece com’è andata?
«È stato un tentativo di avviare un motore. Se si avvia, dovrà funzionare per mesi senza produrre risultati reali. Quello che conta è il processo, perché è più realistico di qualsiasi accordo. Ed è importante per entrambi. La Russia dirà: vedete?, siamo nei negoziati, non creiamo ostacoli e stiamo parlando. Quanto all’Ucraina, se le trattative andranno avanti, per un po’ la Russia bombarderà meno: non sarebbe logico essere molto aggressivi sui civili durante i cosiddetti colloqui di pace».
Nessuna pace du…
KIEV – Andriy Kurkov è il più celebre scrittore ucraino, tradotto in decine di lingue.
La telefonata tra Putin e Trump avvicina o allontana la pace?
«Per Trump i segni di rispetto di Putin sono stati più importanti che spingerlo al cessate il fuoco. Putin crea per lui l’illusione del dialogo. Una volta che Trump capirà che non porta a nulla, dirigerà l’ira contro Zelensky: non è incline a essere duro con persone come i leader russo o nordcoreano».
A Istanbul invece com’è andata?
«È stato un tentativo di avviare un motore. Se si avvia, dovrà funzionare per mesi senza produrre risultati reali. Quello che conta è il processo, perché è più realistico di qualsiasi accordo. Ed è importante per entrambi. La Russia dirà: vedete?, siamo nei negoziati, non creiamo ostacoli e stiamo parlando. Quanto all’Ucraina, se le trattative andranno avanti, per un po’ la Russia bombarderà meno: non sarebbe logico essere molto aggressivi sui civili durante i cosiddetti colloqui di pace».
Nessuna pace duratura in vista?
«Sono sicuro di no. Il massimo che può darci è una breve pausa nelle ostilità. Ma non influenzerà la linea del fronte. Può avere effetto solo sui bombardamenti con i missili».
Trump diceva: il mondo diventerà più sicuro. È così?
«Beh, non ricorda neppure cosa ha detto ieri. Ha promesso più volte di disinteressarsi di Ucraina e Russia e di occuparsi d’altro, le sue parole non dicono nulla».
Ha fatto bene Kiev ad accettare la sfida di Putin a Istanbul?
«Sì. Mostra che è disposta a negoziare e cerca di fermare i combattimenti. La Russia ha dovuto reagire mandando la propria delegazione, anche se era abbastanza strana».
La squadra era un messaggio?
«Un doppio messaggio. Riporta al 2022 e alle vecchie richieste russe, e mostra che non crede affatto nei negoziati. Il massimo che possano ottenere è accordarsi per il prossimo incontro, e poi durante il prossimo incontro cercheranno di accordarsi per l’incontro successivo. La macchina del negoziato è l’avvio di incontri senza significato, sperando in una svolta».
Qual è la strategia?
«Per la Russia è non cambiare nulla per occupare nuovi territori ucraini, visto che avanzano, lentamente, ogni giorno. Per Kiev è proteggere almeno i civili e i territori lontani dal fronte, e mostrare che vuole la pace».
Come può avere la pace se i russi avanzano e i negoziati sono inutili?
«La speranza è che l’Europa e persino Trump alla fine si coinvolgano pienamente. Gli europei non sono ancora sicuri fino a che punto vogliono spingersi».
Come si può sopravvivere così?
«Non c’è disperazione, o fatalismo. La gente è arrabbiata, preoccupata e spaventata; ma non è pronta a chiedere la pace a qualsiasi costo. Il Paese si sta difendendo, non è come se avesse perso la guerra. Se chiedi agli ucraini per strada, cercheranno di creare un’impressione patriottica piuttosto che dire che dovremmo arrenderci o rinunciare ai territori occupati. La società si regge ancora con forza».
Cosa possono fare Usa e Ue per l’Ucraina senza scatenare una guerra mondiale?
«L’Europa sta aiutando l’Ucraina a produrre proprie armi, e dà un notevole aiuto finanziario. Ma la pressione contro la Russia dovrebbe essere prima di tutto economica. Fermare la flotta ombra russa che trasporta petrolio avrebbe un impatto simile al calo del prezzo del greggio, che dipende dai sauditi e dagli Usa. I mezzi economici possono essere più efficienti di quelli militari nel portare la Russia al tavolo di negoziati veri. La chiave è questa».