L’ultimo video ripreso da un drone risale all’inizio di aprile. Un gruppo di soldati ucraini esce con le mani alzate dalla casa dove si erano barricati nel distretto di Prokovsk. I russi li tengono sotto tiro e li fanno sdraiare sul terreno, poi li ammazzano e proseguono l’avanzata tra le macerie. Molti episodi simili sono stati documentati dall’inizio del conflitto: terribili le immagini della primavera del 2022 in cui i volontari georgiani che combattono per Kiev sparano su prigionieri di Mosca.
L’inchiesta della Cnn
Adesso però un’inchiesta della Cnn ha rivelato qualcosa di più inquietante: un’esecuzione ordinata dal comando russo. Il pool investigativo della tv statunitense ha ottenuto le intercettazioni audio realizzate dall’intelligence di Kiev e le ha confrontate con il filmato girato da un drone. Si tratta di fatti avvenuti sul fronte di Zaporizhzhia nello scorso novembre. Nelle immagini si vedono sei prigionieri ucraini allineati faccia a terra: almeno due vengono uccisi…
L’ultimo video ripreso da un drone risale all’inizio di aprile. Un gruppo di soldati ucraini esce con le mani alzate dalla casa dove si erano barricati nel distretto di Prokovsk. I russi li tengono sotto tiro e li fanno sdraiare sul terreno, poi li ammazzano e proseguono l’avanzata tra le macerie. Molti episodi simili sono stati documentati dall’inizio del conflitto: terribili le immagini della primavera del 2022 in cui i volontari georgiani che combattono per Kiev sparano su prigionieri di Mosca.
L’inchiesta della Cnn
Adesso però un’inchiesta della Cnn ha rivelato qualcosa di più inquietante: un’esecuzione ordinata dal comando russo. Il pool investigativo della tv statunitense ha ottenuto le intercettazioni audio realizzate dall’intelligence di Kiev e le ha confrontate con il filmato girato da un drone. Si tratta di fatti avvenuti sul fronte di Zaporizhzhia nello scorso novembre. Nelle immagini si vedono sei prigionieri ucraini allineati faccia a terra: almeno due vengono uccisi a bruciapelo, un altro viene portato via. La tempistica delle comunicazioni tra la squadra d’assalto russa e i loro superiori coincide al secondo.
I militari usano nomi di battaglia: Arta e Beliy. Si consultano con un ufficiale nelle retrovie, che dispone: “Chiedete chi è il comandante; prendetelo vivo e uccidete tutti gli altri”. Quattro minuti dopo insiste: “Fatelo. Catturate il comandante, fottete gli altri”. Ripete l’ordine sei volte, nella difficoltà di comunicazione: “Qualcuno mi risponde? Si sono arresi o no?”. Arta gli risponde che non hanno trovato un ufficiale, ma solo un “senior” probabilmente un sergente. “Va bene. Prendetelo e fate fuori gli altri”. Poi i russi, preoccupati per la presenza del drone nemico, si ritirano.
L’Sbu, il servizio segreto di Kiev, ritiene che l’esecuzione sia stata commessa dalla “Unità Storm” del 394mo reggimento motorizzato e reputa il reparto responsabile sempre nella stessa zona della decapitazione di un prigioniero ucraino. Le Unità Storm sono quelle in genere formate da detenuti arruolati nelle carceri. La Cnn spiega di non avere potuto verificare la registrazione. Morris Tidball-Binz, l’inviato speciale dell’Onu sugli omicidi arbitrari, ha dichiarato che l’audio sembra indicare l’uccisione dei militari dopo la resa. In diverse occasioni questi episodi nascono dalla confusione degli scontri: vengono fraintesi gesti dei prigionieri, che fanno temere una reazione violenta. In altri sembrano dettati dalla scelta di non rallentare i movimenti portandosi dietro gli uomini catturati: una cinica valutazione nella situazione bellica.
Nel territorio russo di Kursk ci sarebbero stati delitti brutali, frutto di un odio senza freni. Questa però è la prima volta in cui emergono elementi per ipotizzare un ordine superiore. Il procuratore generale ucraino finora ha aperto 75 indagini relative alla sospetta esecuzione di 268 prigionieri. Il numero continua a crescere, testimoniando la violenza del conflitto: nel 2022 ci sono stati otto procedimenti su 57 vittime; nel 2024 39 istruttorie penali sulla morte di 149 soldati e quest’anno i casi sono già venti, riguardanti 51 omicidi.