Francia, rapporto choc dei Servizi sui Fratelli musulmani: “Vogliono imporre la sharia da noi”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Una “minaccia alla coesione nazionale”. A lanciare l’allarme è un rapporto dei servizi segreti sulle attività dei Fratelli Musulmani, che denuncia un’intensa attività di proselitismo e la creazione di veri e propri ghetti in cui imporre progressivamente la sharia. Il documento, consegnato al ministero dell’Interno, ha riacceso le tensioni attorno al tema dell’islamismo politico in Francia.
Emmanuel Macron ha convocato un Consiglio di difesa all’Eliseo e ha chiesto al governo di presentare "nuove proposte” alla luce della “gravità dei fatti”.
Secondo l’intelligence, i Fratelli Musulmani porterebbero avanti un’azione “dal basso”, lenta, dissimulata, capace di infiltrarsi nella società attraverso un linguaggio apparentemente innocuo. Nel mirino del rapporto c'è anche la Federazione dei Musulmani di Francia, definita come "il braccio” del movimento sul territorio nazionale. L’organizzazione ha risposto parlando di accuse “infondate”. “Respingiamo ogni tentativo di associarci a un…
PARIGI – Una “minaccia alla coesione nazionale”. A lanciare l’allarme è un rapporto dei servizi segreti sulle attività dei Fratelli Musulmani, che denuncia un’intensa attività di proselitismo e la creazione di veri e propri ghetti in cui imporre progressivamente la sharia. Il documento, consegnato al ministero dell’Interno, ha riacceso le tensioni attorno al tema dell’islamismo politico in Francia.
Emmanuel Macron ha convocato un Consiglio di difesa all’Eliseo e ha chiesto al governo di presentare "nuove proposte” alla luce della “gravità dei fatti”.
Secondo l’intelligence, i Fratelli Musulmani porterebbero avanti un’azione “dal basso”, lenta, dissimulata, capace di infiltrarsi nella società attraverso un linguaggio apparentemente innocuo. Nel mirino del rapporto c'è anche la Federazione dei Musulmani di Francia, definita come "il braccio” del movimento sul territorio nazionale. L’organizzazione ha risposto parlando di accuse “infondate”. “Respingiamo ogni tentativo di associarci a un progetto politico straniero o a una strategia di infiltrazione" è scritto in una nota ufficiale.
Critico anche il Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm) che denuncia “una confusione dannosa" per i milioni di cittadini musulmani. “L’islamofobia ha superato una soglia”, ha accusato Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale, mentre all’estrema destra Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha chiesto che i Fratelli Musulmani siano vietati in Francia e ha proposto di “rivedere la convenzione fiscale con il Qatar, uno dei principali finanziatori del movimento”.
Nato in Egitto nel 1928, il movimento dei Fratelli Musulmani promuove un islam politico conservatore ed è stato vietato in diversi Paesi, tra cui Arabia Saudita e, recentemente, la Giordania. Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau – da poco anche leader del partito della destra francese – ha presentato una prima serie di misure: riorganizzare i servizi segreti con la nomina di un "vero capofila” per l’intelligence, istituire una sezione al ministero per accelerare lo scioglimento delle associazioni sospettate di islamismo, rafforzare la formazione dei funzionari e degli enti locali, e lanciare una campagna pubblica di sensibilizzazione. Ma è stata la proposta del segretario generale del partito presidenziale, Gabriel Attal – già promotore del divieto dell’abaya nelle scuole – a suscitare maggiore dibattito: vietare il velo nello spazio pubblico per le ragazze sotto i quindici anni. Una misura che non trova però consenso unanime nemmeno all’interno del blocco centrista. Il governo tornerà a discuterne in vista di un nuovo Consiglio di difesa previsto per l’inizio di giugno.